Registrare i risultati della lotta al cambiamento climatico

Sempre in tema di COP23 segnaliamo questa iniziativa alla quale aderiscono molte città italiane. Per verificare se anche la vostra si pone degli obiettivi verificabili nel contrasto al cambiamento climatico potete cliccare sul link in fondo all’articolo.

di Shuyler Null

La conferenza sul clima delle Nazioni Unite sul Clima a Bonn ha dato rilievo all’importanza di protagonisti sub-nazionali per tradurre le buone intenzioni in pratiche quotidiane al fine di centrare gli obiettivi richiesti dalla lotta al cambiamento climatico. Ma mentre questi attori non istituzionali promettono di impegnarsi sempre di più, come si potrà misurarne il successo? Cos’è la sostenibilità? Continua a leggere Registrare i risultati della lotta al cambiamento climatico

Agire sul clima nel settore trasporti

È in corso in questi giorni a Bonn la 23esima conferenza sul clima  delle Nazioni Unite (COP23), mirata a contenere e ridurre le conseguenze sul clima dell’attività umana attraverso il raggiungimento di accordi quadro internazionali che prevedono specifici impegni per gli stati che li sottoscrivono. Per quanto riguarda il settore trasporti, uno dei maggiori produttori di gas serra, la sensazione è che questi incontri  siano stati finora la classica montagna che partorisce il topolino quando non proprio una plateale presa in giro.

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I pericoli delle proiezioni delle elite

La proiezione delle elite è la credenza, diffusa tra le persone più fortunate ed influenti, che quello che esse trovano conveniente ed attrattivo sia buono anche per la società nel suo insieme. Una volta imparato a riconoscere questo semplice errore, lo si nota ovunque. Si tratta forse del singolo ostacolo più potente alla realizzazione di città prospere, giuste ed emancipatrici.

Quanto segue non è un appello alla rivolta contro le elite. Non sto reclamando un’adeguata redistribuzione di ricchezze. Sto semplicemente sottolineando un errore che le elite sono costantemente a rischio di commettere. L’errore consiste nel dimenticarsi che le elite sono sempre una minoranza e che progettare una città od una rete di trasporto sulle preferenze di una minoranza darà dei risultati che inevitabilmente non funzioneranno per la maggioranza. Perfino le elite alla fine non apprezzeranno questi risultati. Continua a leggere I pericoli delle proiezioni delle elite

Appello di Henrik Valeur per una riflessione collaborativa.

L’urbanesimo dello sviluppo è un approccio alle possibilità offerte dallo sviluppo urbano come mezzo per contrastare la povertà e proteggere l’ambiente.

La teoria può avere rilevanza nelle cosiddette economie “in via di sviluppo” che sono oggi in mezzo al guado di un’urbanizzazione in corso, ma può anche ispirare la transizione verso la sostenibilità delle economie “sviluppate”. Continua a leggere Appello di Henrik Valeur per una riflessione collaborativa.

Honk! Strisce pedonali in 3D

È quello che hanno realizzato a Ísafjörður, un piccolo villaggio di pescatori islandese. L’illusione della tridimensionalità dovrebbe indurre un comportamento più prudente da parte dei veicoli in arrivo. L’effetto visivo muta al variare della prospettiva: visto dall’alto l’attraversamento pedonale sembra consistere di colonne appoggiate sulla sede stradale. A livello del suolo si ha l’impressione che si tratti di blocchi galleggianti a mezz’aria. Continua a leggere Honk! Strisce pedonali in 3D

Simulazioni di città a guida autonoma.

Con l’avvento dei veicoli a guida autonoma che ci dicono essere ormai prossimo viene da chiedersi come questa nuova tecnologia potrà combinarsi con quelle ormai mature che consentono un utilizzo condiviso delle vetture.

A questa domanda prova a rispondere uno studio dell’International Transport Forum che prende in esame la città di Lisbona analizzando gli effetti di una ipotetica introduzione dei veicoli a guida autonoma sulla rete stradale della capitale portoghese con modalità che ne prevedono un uso condiviso che va a sostituire in tutto o in parte le auto private. Continua a leggere Simulazioni di città a guida autonoma.

Per una reindustrializzazione urbana

In Urban Re-Industrialization, il curatore Krzysztof Nawratek raccoglie i contributi di diversi studiosi per discutere gli elementi costitutivi dell’idea di ‘città creativa’ per superarla e andare verso quella che Nawratek chiama la ‘Città Industriale 2.0’. Mentre la natura e i contributi dei singoli saggi paiono talvolta mal distribuiti, si tratta di un lavoro caleidoscopico che raccoglie diverse linee di pensiero meritevoli di approfondimento.

di Frederik Weissenborn

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Singapore dice basta ad altre automobili.

La città stato di Singapore si appresta a porre un tetto alle auto circolanti sulle proprie strade. Per poter possedere un’automobile a Singapore è necessario richiedere un permesso; a partire da Febbraio il governo smetterà di concedere nuovi permessi, la cui crescita è già oggi limitata allo 0.25 per cento all’anno. Continua a leggere Singapore dice basta ad altre automobili.

Mobilità: serve un cambio di paradigma.

di John Whitelegg
Questo breve contributo a un importante dibattito ormai di lunga data suggerisce di abbandonare il paradigma della mobilità e la sua sostituzione con qualcosa di più  intelligente, etico, salubre, responsabile fiscalmente e orientato alle persone. Il paradigma della mobilità è un fenomeno globale. Potremmo sostenere che nacque in Germania o nel Regno Unito, ma questo non è importante. Può essere definito come l’assioma indiscutibile che viaggiare sempre più lontano e sempre più veloce rinchiudendosi in diverse forme di mobilità ad alto consumo energetico sia una buona cosa per l’economia e il progresso umano. Questo è sbagliato.

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Smettiamola di chiederci se Uber sia nemica del trasporto pubblico – II

(Seconda parte. Clicca qui per la prima parte)

Chi sta ostacolando chi?

Tutti odiano rimanere bloccati nel traffico. La congestione rappresenta uno spreco di tempo e soldi, peggiora le prestazioni del trasporto pubblico e a New York è in continuo peggioramento. Dal 2013, mentre la popolazione e l’economia della città  hanno ripreso a crescere, le velocità di circolazione nel cuore di Manhattan si sono ridotte dell’11 per cento.

Sulla base delle sue analisi dei chilometraggi percorsi e dei tempi medi di fermata, Schaller stima che la crescita delle TNCs tra il 2013 e il 2016 ha contribuito ad aumentare del 7 per cento i chilometri percorsi da tutti i veicoli circolanti a Manhattan, Brooklyn ovest e Queens (i quartieri interni più congestionati). Questo ha un effetto notevole sul traffico:

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