La Nuova Mobilità che funziona

Lezioni dalla Germania

– John Whitelegg, Editor, Journal of World Transport Policy and Practice, UK

Viviamo tempi interessanti. Quasi tutte le più grandi economie mondiali stanno mettendo
insieme pacchetti di aiuti finanziari all’industria dell’auto e incentivi per i cittadini che vogliono disfarsi della vecchia auto per comprarne una nuova. La recessione e l’aumento della disoccupazione rappresentano una tragedia per molti e la pressione per “salvare” l’industria è molto intensa.

Purtroppo in questo campo il pensiero che va per la maggiore e le decisioni che ispira sono molto distanti da quelli che sono i dati di fatto che indicano chiaramente un bisogno di trovare nuove strade al di fuori di questo pantano piuttosto che continuare sulla stessa linea di condotta che lo ha creato.

Investire sull’industria dell’auto è sbagliato. Abbiamo bisogno di investimenti su larga scala in cose che creino veri posti di lavoro in vere comunità locali e che abbiano un impatto reale sulle grandi sfide che stiamo provando ad affrontare, dal superamento del picco di produzione del greggio, al cambiamento climatico fino allo sradicamento della povertà. Gli investimenti sulle energie rinnovabili sono considerati qualcosa di cui la politica non è tenuta a preoccuparsi. Creerebbero un sacco di posti di lavoro ovunque. Progettare, costruire e ristrutturare ogni edificio con qualunque cosa sia necessaria per ridurre il consumo di energia del 50% è altrettanto importante per avere successo nella sfida della creazione di lavoro e riduzione del surriscaldamento globale.

Investire nella costruzione di vie di qualità per pedoni, ciclisti e trasporto pubblico avrebbe gli stessi effetti, ma gettare soldi in un’industria nata più di un secolo fa e che vuole far muovere cose che pesano 75 kg circa in scatole metalliche di una tonnellata non è molto intelligente. Possiamo ristrutturare le città, la mobilità e l’accessibilità e con uno sforzo politico molto coordinato potremmo gestire molto meglio la sicurezza stradale, la salute, l’obesità endemica, il cambiamento climatico e il picco di produzione del greggio, ma sembra che la risposta sia, oggi come sempre in passato, “no”.


In questo numero di WTPP introduciamo una nuova sezione dedicata ai commenti. Questi saranno graditi e sollecitati in futuro e dovranno avere caratteristiche di rilevanza, vitalità e attinenza agli argomenti che di solito affrontiamo. In questo numero Kurt Lesser parla dell’ansia per il salvataggio dell’industria dell’auto e Glenn Lowclock discute di limiti di velocità e dipendenza dal petrolio.

Il nostro articolo principale (Buehler e Pucher) ritorna su un argomento che spesso su questo giornale enfatizziamo. Parlano della mobilità sostenibile in Germania, in special modo a Friburgo, dimostrando che poltiche ben pensate ed integrate possono creare un’alta qualità di vita con alti livelli di mobilità ciclabile e grandi benefici fiscali e comunitari.

Una doverosa lettura per ogni Amministratore pubblico Nordamericano o Britannico (e italiano, ndt). C’è poi un articolo di BJorn Haake che controbatte a un precedente pezzo di Pucher e Buehler sulla ciclabilità sostenendo la necessità dell’educazione piuttosto che quella dei rinnovamenti infrastrutturali. Si tratta di un importante dibattito e anche se non siamo d’accordo con Haake siamo ben felici di facilitare la discussione. Riportiamo anche la risposta di Pucher e Buelher, mentre i lettori sono invitati e tirare le loro conclusioni facendoci sapere se desiderano mandarci un commento o qualche altro contributo per sviluppare ulteriormente il dibattito.

John Whitelegg
Editor, The Journal of World Transport Policy and Practice
Eco-Logica Ltd. ISSN – 1352-7614

Volume 15, Number 1 Contents

* Editorial – John Whitelegg
* No Stopping the Gravy Train of Car Support? – Kurt Lesser
Moving toward a non oil dependant society with a proposed road speed limit of 30mph – Glenn Lowcock
* Sustainable Transport that Works: Lessons from Germany – Ralph Buehler, John Pucher
* The Importance of Bicyclist Education – Bjorn Haake
* Cycling for a Few or for Everyone: The Importance of Social Justice – John Pucher, Ralph Buehler

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