Pensare di più per muoversi di meno.

– Satoshi Fujii, Director, Japanese Conference on Mobility Management

Per il raggiungimento di una società ambientalmente sostenibile sono necessarie diverse modificazioni nei comportamenti individuali volte a ridurre le emissioni di gas serra. Tra queste ricordiamo: ridurre la temperatura nelle abitazioni, spegnere luci e tutti i dispositivi elettronici tutte le volte che non servono e …ridurre il ricorso all’auto.

Tra gli innumerevoli comportamenti ecologici che la gente può adottare nella vita di tutti i giorni, la riduzione dell’utilizzo dell’auto è unanimemente riconosciuto come quello più efficace ai fini di una riduzione dei gas serra. Ridurre il tempo che si passa al volante di 10 minuti al giorno porta a una riduzione delle emissioni di CO2 pari a 588 kg/anno: circa 20 volte il risparmio che si otterrebbe abbassando di un grado il termostato di casa (32 kg) e 300 volte la riduzione ottenibile tenendo spenta la TV.

Comunque questo “fatto” non è molto presente alla coscienza degli automobilisti. Quindi il loro eventuale comportamento ambientalista risulterebbe spesso inefficiente in termini di riduzioni di CO2, anche qualora fossero fortemente motivati a perseguire questo specifico obiettivo. Di conseguenza si avverte decisamente il bisogno di mettere in atto misure pratiche volte a promuovere i cambiamenti volontari nelle abitudini di guida della gente.

Per ridurre il ricorso all’auto molti paesi industrializzati hanno istituito il mobility management. Il mobilty management focalizza la sua attenzione sui processi comunicativi che favoriscono il cambiamento nelle abitudini di spostamento.

Una misura tipica del Mobility Management è quella dei programmi dei feedback di viaggio (TFP, travel feedback programs). Nei TFP ai partecipanti vengono costantemente inviati dei feedback pensati per modificarne le scelte di viaggio. Tali feedback risulterebbero efficaci perchè inducono quella consapevolezza necessaria a modificare i comportamenti.

Questi feedback possono inoltre stimolare i partecipanti a aumentare le loro conoscenze di metodi specifici per cambiare le loro abitudini. Una meta analisi sulla efficacia dei TFP ha dimostrato che tra i partecipanti a questi programmi il ricorso all’auto è diminuito mediamente di circa il 20%.

L’assunto implicito di questo tipo di misure comunicative è quello che le persone possono modificare le proprie abitudini in nome di un contributo personale al benessere collettivo.

E’ altrettanto implicito che il motivo per il quale non hanno finora cambiato le abitudini di viaggio è semplicemente una mancanza di opportunità per rifletterci. Per questo un programma che gliene fornisca una può avere un effetto sostanziale nella riduzione del ricorso all’auto.

I politici dei trasporti e dell’ambiente hanno bisogno di rendersi conto del fatto che la riduzione del ricorso all’auto è forse l’approccio più efficace per la riduzione dei gas serra partendo dalle piccole scelte quotidiane, e il mobility management e i TFP offrono un metodo molto promettente in questo senso.

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Satoshi Fujii è docente di pianificazione psicologica dei trasporti alla
Kyoto University e direttore della Japanese Conference on Mobility Management.
e-mail: fujii@trans.kuciv.kyoto-u.ac.jp

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