A scuola a piedi: Genitori e figli della Nuova Mobilità

In Italia gli spostamenti casa-scuola in automobile sono circa 5 milioni al giorno, anche se l’86% degli studenti/scolari abita a meno di 15 minuti di distanza a piedi dalla scuola. Piedibus vuole essere una risposta a questo problema: è un progetto nato in Danimarca anni fa con lo scopo di promuovere l’esercizio fisico nei bambini.
È molto diffuso nel Nord Europa e negli Stati Uniti, mentre in Italia è arrivato solo nel 2001, ma è ormai una realtà consolidata e in continua evoluzione.

Di seguito un’intervista di Nuova Mobilità a Massimo Vassallo, organizzatore di uno dei primi Piedibus in Italia e curatore del sito www.piedibus.it.

Enrico Bonfatti per Nuova Mobilità (EB): Quando è partita l’iniziativa,da parte di chi e dove?

Massimo Vassallo Piedibus (MV) In Italia le prime esperienze pilota risalgono al 2001 a Lecco e Bergamo, legate a necessità di contrastare il degrado di un quartiere (Bergamo) e di combattere l’obesità tra i bambini (Lecco).

Nel 2003 è stata avviata un’iniziativa analoga alla Scuola Ricci Curbastro di Padova che per la prima volta sottolineava tutte le implicazioni di un Piedibus: non solo contrasto dell’obesità e del degrado urbano, ma anche lotta all’inquinamento, riduzione del traffico, sicurezza stradale.

Il progetto, fortemente voluto dai genitori ed appoggiato dall’istituzione scolastica e dalla locale sezione di Legambiente, ha dato quindi subito vita al sito www.piedibus.it, prendendo spunto dall’omologo britannico Walking Bus, grazie al quale questa esperienza ha poi trovato un largo seguito in molte città soprattutto dell’Italia settentrionale. Sul sito si trovano tutti i consigli e i materiali indispensabili per la fase di progettazione e collaudo di un progetto di piedibus (questionari da distribuire alle famiglie, come organizzare i viaggi e i percorsi etc.)

Attualmente il sito registra circa 2500 visitatori diversi al mese.

Per il futuro si sta allestendo un Piedibus shop on line dove si potranno acquistare giubbotti catarinfrangenti a misura di bambino e gadget tipo magliette ed astucci in materiale ecologico e riciclato molto apprezzati dai bambini e dalle amministrazioni pubbliche che vogliano sensibilizzare la popolazione. Scopo dello shop è l’autofinanziamento per poter partecipare a iniziative sulla mobilità sostenibile (es. Civitas, Fa la cosa giusta) o addirittura per organizzarne in proprio.


EB: quanti Piedibus ci sono attualmente in Italia? Tutti presenti sul vostro sito o no?

MV: a questa domanda è difficile rispondere. Sicuramente ci sono tante esperienze che non sono registrate sul nostro sito. Fino ad ora ci siamo limitati a riportare le segnalazioni fatteci pervenire via mail, ma adesso stiamo approntando una pagina apposita con un form nel quale fornire indicazioni precise riguardo al progetto che si chiede di inserire: se si tratta di un progetto in fase seprimentale, se prevede viaggi di andata e ritorno, se la frequenza è giornaliera o di altro tipo, un contatto con un nome e cognome, in modo da poter avere una visione un po’ più completa e organica della cosa.

EB: i diversi progetti godono di qualche forma di finanaziamento o comunque di interesse da parte delle istituzioni?

MV: il personale è quasi sempre volontario, ma l’organizzazione complessiva è a carico dell’istituzione (quasi sempre il comune).

EB: come parte di solito un’iniziativa di questo tipo?

MV: di solito nasce dalla volontà di qualche genitore particolarmente sensibile:
la fase iniziale di un Piedibus è quella decisiva per il successo, bisogna guadagnarsi la fiducia dei primi genitori, superata quella si va in automatico grazie all’entusiasmo dei bambini. Tutto dipende dalle capacità relazionali dei promotori dell’iniziativa.

Un Piedibus generalmente parte a maggio con una fase sperimentale. Se il riscontro è positivo l’anno successivo parte da subito e coinvolge generalmente almeno 60/70 bambini.

EB: come funziona praticamente?

MV: ogni singolo Piedibus è formato da due adulti accompagnatori e da 20-25 bambini. Il piedibus, come il suo omologo a motore segue un percorso prefissato con delle “fermate” dove i bambini si raccolgono per aspettarlo. Gli accompagnatori generalmente sono genitori volontari che si prestano a fare questo servizio. Ci sono Piedibus che funzionano tutti i giorni, altri a giorni alterni, altri più saltuariamente. Non tutti garantiscono il viaggio di ritorno per la difficoltà di raccogliere i bambini all’uscita dalla scuola (momento abbastanza caotico nel quale è facile farsi sfuggire qualche “passeggero”) o per difficoltà legate alla diversità degli orari di fine lezione.

Il Piedibus funziona sempre, anche in caso di pioggia. Viene sospeso solo in caso di sciopero del personale scolastico.

EB: i bambini: partecipano volentieri o capita che si lamentino di dover camminare?

MV: i bambini sono molto più entusiasti dei genitori: si sentono protagonisti di qualcosa di buono, apprezzano l’occasione per socializzare. I genitori sono più restii (se piove il mio bambino si bagna).

EB: gli adulti: è un modo per educare anche loro?

MV: il messaggio forte è che il genitore che acccompagna il bambino in macchina ha un comportamento sbagliato, quindi se ad accompagnare i bambini a piedi sono i genitori il significato della cosa è doppio. Anzi, l’obiettivo principale è quello di educare i genitori attraverso i figli.

In molte situazioni il piedibus viene vissuto come un servizio del comune ma così non dovrebbe essere. Dovrebbe essere una campagna di sensibilizzazione da parte dell’istituzione con il coinvolgimento attivo delle famiglie.

La cosa più difficile è cambiare la mentalità delle famiglie che fanno fatica a capire che si tratta di una riduzione dell’impegno per portare i figli a scuola, anzi spesso lo vivono come un carico ulteriore.

EB: i bambini riescono a spingere i genitori a spostarsi in maniera più sostenibile anche al di fuori del contesto protetto del Piedibus o no?

MV: non lo sappiamo, ma si potrebbe compilare un questionario con Nuova Mobilità in proposito…

EB: nelle scuole i Piedibus sono inseriti in un programma più ampio della scuola per la sicurezza stradale e/o per la mobilità sostenibile?

MV: no, ma il comune di Cremona e di Torino hanno delegato gli uffici tempi della città.
Alcuni Piedibus sono stati fatti partire su stimolo e impulso dei “mobility manager” del comune.

EB: risultati: ci sono degli studi sugli effetti sulla mobilità per la scuola in termini di riduzione del traffico?

MV: anche questa è una domanda a cui facciamo fatica a rispondere. Nella scuola Ricci Curbastro più di 180 alunni su 350 vannno col Piedibus. Si tratta di una percentuale altissima se paragonata al tasso di spostamenti a piedi in scuole dove non ci sono Piedibus.

EB: quali altri obiettivi si pone un Piedibus oltre a quelli immediati di togliere qualche auto dalla strada?

MV: un altro effetto che sicuramente non è da sottovalutare è quello sulla sicurezza stradale all’entrata e all’uscita dalla scuola, momenti nei quali avvengono moltissimi incidenti che coinvolgono bambini.

A Trieste verrà compilato un questionario per valutare i risparmi nelle emissioni di CO2 ottenuti grazie al Piedibus.

Un altra cosa che stimola il Piedibus nei bambini è un senso di autonomia e di apppartenenza alla comunità.

EB: dal Piedibus nascono anche osservazioni sulla mobilità e sulla sicurezza delle strade di quartiere che le amministrazioni prendono in considerazione o resta solo una bella esperienza per chi vi partecipa? E capita che le osservazioni dei Piedibus in questo campo vengano accolte e applicate?

MV: i Piedibus hanno stimolato la messa in sicurezza di itinerari pedonali che prima non lo erano per nulla: passaggi pedonali rialzati, rimozione di ostacoli, sistemazione dei marciapiedi etc. perchè riesce a dare voce all’utenza debole della strada: disabili, anziani, mamme con carrozzine etc. Si tocca quindi anche una problematica urbanistica di progettazione delle strade proprio perchè persone adulte che generalmente sono in macchina si accorgono di problemi che da una macchina non si vedono.

Contatti:

email info@piedibus.it

www.piedibus.it

Esperienze internazionali di Walking Bus:
Safe route to school
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