Il migliore servizio di bike sharing è canadese?

– Adam Cooper (Canadese)

Pianeta Terra fai attenzione. La città di Montreal si sta muovendo, questa volta alimentata a pedali e carboidrati. La seconda città del Canada si sta dotando del più grande servizio di biciclette pubbliche in America del nord. BIXI (bici + taxi) è il primo tentativo canadese di bike sharing e dalle prime impressioni devo dire che è estremamente ben fatto, forse è il migliore del mondo.

Nell’estate del 2008 l’autorità pubblica dei parcheggi della città, Stationnement de Montreal, venne incaricata dal consiglio comunale della progettazione, costruzione, messa in opera e manutenzione del sistema di bike sharing. Il 12 maggio 2009 BIXI era operativo. Gestito da una ditta non-profit (Public Bike System Co.), il sistema è costituito da 3000 biciclette made in Canada dislocate in 300 punti di stazionamento situati in tutta la zona centrale della città..

Non c’è dubbio che BIXI è un esperimento pionieristico e che Montreal ha in questo modo alzato lo standard richiesto da un servizio di bike sharing. Il sistema utilizza tutte le tecnologie più avanzate disponibili nel campo del bike sharing: trasferimento wireless dei dati, punti di stazionamento alimentati da pannelli solari, interfaccia touch screen che utilizza gli affidabilissimi terminali di pagamento già installati dall’autorità per i parcheggi di Montreal. Le biciclette di BIXI sono in alluminio, molto comode, con luci al led integrate nel telaio, catena carenata, cambio a 3 velocità interno al mozzo, parti asportabili proprietarie per ridurre il rischio di furto. Inoltre gli ingegneri di BIXI sostengono di aver realizzato il miglior meccanismo antifurto esistente sul mercato, pensando a molte delle preoccupazioni che sono emerse dal progetto VELIB di Parigi.

Queste tecnologie di punta non servono solo a dare appeal al sistema in termini di sostenibilità, ma riducono anche i costi d’installazione; non sono necessarie connessioni hardware per dati ed energia elettrica, il che significa che le stazioni di BIXI possono essere collocate ovunque nella città e messe in condizioni di operare nel giro di mezzora. Questo è un valore aggiunto enorme di BIXI rispetto ad altri sistemi che richiedono squadre di operai che aprono voragini nella sede stradale. La posa e messa in opera di punti di stazionamento in altri sistemi di bike sharing, come il Velib può richiedere anche un mese di lavoro.

Un altro punto forte legato all’utilizzo di queste tecnologie è la capacità di adattamento del sistema. Le stazioni sono modulari, funzionanti su uno stile “plug and play”, con diverse possibilità disponibili per poter disporre le colonnine di stazionamento (l’unico modo in cui non le si può mettere è in cerchio). Questo significa che l’operatore può regolare sia la dislocazione che la capacità dei singoli punti di stazionamento anche a programma avviato. Il sistema può venire riconfigurato per particolari occasioni, come eventi pubblici che prevedono una vasta affluenza, oppure per ridimensionare o ampliare stazioni che non funzionano in maniera soddisfacente.

Benché BIXI sia ancora in fasce, non ho dubbi sul fatto che questa tecnologia verrà adottata in molte altre parti del Canada e del mondo. Per gli attuali iscritti al servizio questo aggiunge un ulteriore valore alla tariffa annuale di 78 dollari che pagano, dato che la loro chiave di accesso gli permetterà di accedere a qualunque altro sistema BIXI del mondo. Il tentativo di Public Bike System Co. È quello di costruire una comunità internazionale di bike sharing i cui membri possano accedere al servizio in qualunque città si trovino a viaggiare. Un altro aspetto positivo di questa tecnologia è la possibilità di registrare in un sito web il numero di chilometri percorsi in bici calcolando così i risparmi in termini di litri di benzina e di emissioni di CO2.

Se la cosa vi sembra interessante, potete contattare BIXI che si preoccuperà di fornirvi il sistema dimensionato sulle vostre esigenze. La natura non profit dell’impresa comporta la volontà di collaborare con la vostra comunità per sviluppare un servizio di bike sharing che si addica perfettamente alle vostre esigenze. Finalmente le biciclette pubbliche sono pubbliche davvero. Avete finalmente l’opportunità di avere il vostro sistema di bike sharing di terza (o quarta?) generazione libero da pubblicità e da interessi di grandi aziende. Viva la veloruzione!

Adam è un ricercatore del TREK Program Centre all’University of British Colombia. Sta preparando una tesi sulle biciclette pubbliche ed è uno dei volontari della rete “Eyes on the Street” voluta da World Streets.

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Article: Number 19 on Time Magazine Best Inventions of 2008
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