Vauban: vivere senz’auto è possibile.

Nota dell’editore: è affascinante come i media mainstream comincino a parlare in un modo più responsabile sulle tematiche della nuova mobilità, sui risultati ottenuti e sui progetti in corso. Quello che segue è l’estratto di un articolo di Elisabeth Rosenthal per il New York Times del 12 maggio che analizza l’esempio della nuova comunità residenziale di Vauban, alla periferia di Friburgo, nella quale le auto non sono ammesse se non in alcuni casi eccezionali e marginali. Si tratta solo di uno dei moltissimi interventi che si sono succeduti sui grandi media negli ultimi anni. Per attirare l’attenzione sulla nuova mobilità bisogna forse cominciare a costruirla?

VAUBAN, Germania — I residenti di questo quartiere sono dei pionieri delle periferie, spintisi ben oltre qualunque pendolare per lavoro o impegni famigliari abbia mai osato andare: hanno rinunciato al possesso di un’automobile.

Il parcheggio su strada, i passi carrabili e i box sono generalmente proibiti in questo distretto sperimentale alla periferia di Friburgo, vicino al confine con la Svizzera. Le vie di Vauban sono completamente libere dalle automobili – ad eccezione del viale principale, dove corre la linea tranviaria per il centro città, e alcune vie ai confini del quartiere..

Il possesso dell’auto è permesso, ma ci sono solo due luoghi per parcheggiare, grandi garage al limitare dell’area, dove il proprietario di un auto può comperare una spazio per circa 30mila € quando acquista la casa.

Come risultato il 70% delle famiglie di Vauban non possiede automobili, e il 57% ne ha venduta una per venire a vivere qui. “Quando avevo l’automobile ero sempre tesa. Sono molto più contenta così”, dice Heidrun Walter, madre di due figli mentre cammina lungo queste strade verdeggianti dove il fruscio delle biciclette e le chiacchiere dei bambini a zonzo attutiscono il rumore dei rari motori che si sentono in lontananza.


Vauban, terminato nel 2006 è un esempio di un trend in crescita un po’ in tutto il mondo che cerca di separare il possesso dell’auto dalla vita alla periferia delle città, come una componente di una visione progettuale più vasta denominata “smart planning”, progettazione intelligente.

Le automobili sono il simbolo delle nuove periferie suburbane, dove le classi medie di tutto il mondo tendono a costruirsi una casa. E questo secondo gli esperti rappresenta un enorme ostacolo agli attuali sforzi tesi a ridurre le emissioni di CO2 dei motori a combustione interna. Le automobili sono responsabili del 12% del totale delle emissioni europee – una percentuale che è in crescita secondo l’Agenzia Europea per l’Ambiente.

Se negli ultimi vent’anni gli sforzi degli urbanisti si sono concentrati sulla realizzazione di maggiori densità abitative e di condizioni che facilitassero gli spostamenti a piedi oggi si focalizzano sulle periferie e sui benefici ambientali che potrebbero derivare da una riduzione delle emissioni dai tubi di scappamento.

Vauban, abitata da 5500 persone raccolte in un miglio quadrato, rappresenta l’esperimento più avanzato di vita suburbana a basso tasso di motorizzazione. Ma i suoi principi ispiratori stanno venendo adottati in tutto il mondo nel tentativo di rendere le periferie più compatte ed accessibili al trasporto pubblico, con meno spazio a disposizione per i parcheggi. Questo stile di progettazione prevede che i negozi vengano collocati, in modo da poter essere raggiunti a piedi, lungo una via principale piuttosto che in un centro commerciale su una qualche distante tangenziale.

Negli Stati Uniti, l’Agenzia per la Protezione Ambientale sta promuovendo la nascita di comunità a basso tasso di motorizzazione privata, e il legislatore sta cominciando, seppur cautamente, a comportarsi di conseguenza. Molti esperti si aspettano che il trasporto pubblico venga destinato a giocare un ruolo molto più importante nel prossimo piano sestennale dei trasporti che verrà approvato quest’anno. Nei piani precedenti, l’80% del budget andava a finire alle autostrade.

In California, la Hayward Area Planning Association sta sviluppando un progetto simile a quello di Vauban chiamato Quarry Village alla perfieria di Oakland, accessibile senza auto grazie al sistema di BRT della Bay Area.

In Europa, alcuni governi stanno cominciando a progettare queste cose su scala nazionale. Nel 2000 la Gran Bretagna ha dato l’avvio a uno sforzo di riforma della progettazione urbana che puntasse a scoraggiare il ricorso all’auto inserendo nei requisiti per la progettazione di nuovi lotti urbani l’accessibilità al trasporto pubblico.


”I nuovi lotti comprendenti aree produttive, commerciali, di servizi, di intrattenimento non dovrebbero essere progettati e disposti in base all’assunto che l’auto rappresenti l’unico realistico mezzo di trasporto per la stragrande maggioranza delle persone”, si legge nel PPG13, il rivoluzionario documento sui trasporti del governo britannico, datato 2001. Decine di centri commerciali, fast foods e complessi residenziali si sono visti negare il permesso in base a questo nuovo regolamento.

In Germania, patria della Mercedes Benz e delle autostrade, la vita in un luogo a bassa motorizzazione come Vauban ha una sua gestalt particolare. Lungo e relativamente stretto, consente ad ogni abitazione di trovarsi a pochi minuti di cammino dalla fermata del tram. Negozi, ristoranti, banche e scuole sono molto più dispersi all’interno delle aree abitative di quanto non lo siano in un tipico quartiere di periferia. Molti residenti, come la signora Walter, utilizzano dei rimorchi che agganciano alle loro biciclette per andare a fare la spesa o accompagnare i bambini ai loro appuntamenti.

Per viaggi più lunghi come andare a fare compere all’IKEA o andare a sciare, le famiglie comperano un auto in comune oppure utilizzano il locale servizio di car-sharing. La signora Walter ha già vissuto, con un’auto di proprietà, sia a Friburgo che negli Stati Uniti.

“Se ne hai una, tendi ad utilizzarla”, dice. “Alcune persone sono arrivate qui e sono scappate piuttosto in fretta – sentivano la mancanza dell’auto parcheggiata fuori casa”.

Vauban, il sito di una precedente base militare nazista, venne occupata dall’esercito francese alla fine della guerra fino alla riunificazione delle due germanie. Dato che era stata progettata come base militare, la rete stradale non era pensata per l’utilizzo di auto private: le “strade” altro non erano che strette viuzze tra le baracche.

Gli edifici originali sono stati abbattuti da molto tempo. Le costruzioni che li hanno sostituiti sono palazzine di quattro o cinque piani progettate per massimizzare l’efficienza termica , ornate di vegetazione esotica e balconi molto elaborati; non si possono costruire villette monofamigliari.

Naturalmente gli abitanti di Vauban tendono ad essere in prevalenza simpatizzanti dei Verdi tedeschi – in effetti questo partito a Vauban ha ottenuto più del 50% dei voti. Eppure molti sostengono che è solo la qualità della vita che li tiene legati al loro quartiere.

Vauban è diventata una realtà di nicchia ben conosciuta in Germania negli ultimi anni, e ha generato alcuni imitatori nel paese. Riuscirà a trovarli anche da noi?

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