Parcheggi in centro? Non se ne parla nemmeno.

Todd Litman, fondatore e direttore del Victoria Transport Policy Institute ha redatto la seguente rassegna sull’argomento, notando che alcune città limitano la disponibilità di parcheggi privati e pubblici in una determinata area.

Come limitare il numero di posti auto di superificie nei centri cittadini
– Parking Maximums

Il concetto di Parking Maximums implica che viene posto un limite superiore alla creazione di parcheggi privati, sia su singoli siti sia su aree più vaste. I limiti imposti alle aree nel loro complesso vengono chiamati Parking Caps, (cappelli del parcheggio). Possono essere posti in aggiunta o anche in sostituzione del numero minimo di parcheggi richiesto (Manville and Shoup, 2005).

L’eccesso di offerta può anche venire scoraggiato riducendo i parcheggi pubblici, introducendo una tariffazione sul parcheggio e ponendo in essere dei regolamenti che limitino i servizi di parcheggio temporanei.

I limiti massimi si applicano spesso solo ad alcuni tipi di parcheggio, in particolare quelli liberi, di superificie, senza limiti di tempo, a seconda degli obiettivi che ci si pone. Queste strategie sono di solito adottate nei grandi quartieri centrali a vocazione commerciale per ridurre l’eccessiva offerta di parcheggio, incoraggiare il ricorso a modalità alternative di trasporto, favorire la compattezza dello sviluppo urbano, rendere l’ambiente stradale più attraente e preservare gli edifici storici.

Si potrebbe obiettare che i limiti massimi sono inutili esattamente come quelli minimi. La regolamentazione potrebbe semplicemente venire eliminata, permettendo alle singole proprietà di determinare il numero di parcheggi da inserire nella propria area. Ma i limiti minimi sono stati applicati per decenni, dando luogo a ormai consolidate distorsioni dei trasporti e delle destinazioni d’uso dei terreni. Il mercato lasciato a se stesso può essere molto lento a raggiungere un livello ottimale, per questo i limiti massimi si rendono necessari al fine di un più veloce raggiungimento degli obiettivi.

Dato che i singoli imprenditori tendono a considerare la presenza di parcheggi abbondanti liberi e nelle vicinanze come un vantaggio competitivo, trovano spesso difficile ridurne il numero. Per questo i limiti massimi da applicare a un’area piuttosto che alle singole ditte possono rappresentare un modo efficace ed accettabile per ridurre la disponibilità di posti auto. Uno studio comparativo (Martens, 2006) tra diverse città ha verificato che:

  • Molte città Europee pongono delle restrizioni di parcheggio agli edifici commerciali che variano da 2 a 4 posti auto ogni 1000 mq
  • La gestione dei parcheggi pubblici dentro e fuori la sede stradale rappresenta un naturale complemento alle regole restrittive dei parcheggi privati;
  • Le restrizioni in materia di parcheggio e le migliorie dei servizi di trasporto pubblico si sostengono reciprocamente, ma non sono necessari grandi miglioramenti del trasporto pubblico antecedenti l’adozione di restrizioni nella sosta.
  • Le restrizioni alla sosta sono state introdotte senza una concomitante regolamentazione urbanistica volta a prevenire una indesiderata suburbanizzazione delle attività economiche
  • I casi studio suggeriscono che le limitazioni alla sosta non hanno un impatto economico negativo se vengono adottate in città con una struttura produttiva forte e consolidata.

Per ulteriori informazioni sulle diverse politiche di gestione del parcheggio:

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Todd Litman è fondatore e direttore escutivo del Victoria Transport Policy Institute, una organizzazione indipendente di ricerca dedicata allo sviluppo di soluzioni innovative nel campo dei trasporti. Il suo lavoro aiuta ad allargare le possibilità di scelte a disposizione nei processi di decision making nel settore della mobilità, a migliorare le tecniche di valutazione e a divulgare concetti specialistici presso il grande pubblico. Lo trovate a 1250 Rudlin Street, Victoria, BC, V8V 3R7, Canada. Email: litman@vtpi.org. Phone & Fax: +1 250-360-1560

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