New York come Amsterdam?

Quattrocento anni dopo l’arrivo di Henry Hudson a Manhattan, due team di pianificatori urbani olandesi e americani si confrontano sul futuro del sistema di trasporto di New York. La loro sfida: trovare il modo di portare il tasso di utilizzo delle due ruote nella metropoli americana ai livelli di quello di Amsterdam, capitale dell’unico paese del mondo popolato da più biciclette che persone.

Il New Amsterdam Bike Slam si terrà a Nuova Amsterdam (talvolta indicata anche con il nome di “New York City”) dal 10 al 13 settembre 2009. Si tratta di un’iniziativa di Amsterdam Cycling to Sustainability, promossa da Vélo Mondial e Transportation Alternatives, finanziata da Transumo e dalla città di Amsterdam.
Ispirata dalle competizioni letterarie e dal mondo del reality, vedrà la partecipazione di due squadre concorrenti di progettisti urbani e dei trasporti, una americana e l’altra olandese, che durante le prime tre giornate studieranno la situazione per poi proporre ognuna il loro piano per favorire la ciclabilità nella grande mela, sottoponendolo al giudizio di una giuria di esperti e del pubblico. Il premio in palio consiste in alcune biciclette che verranno consegnate dal sindaco di Amsterdam.

Durante i quattro giorni della manifestazione sono previsti anche eventi collaterali: una serata danzante, un convegno sullo stato dell’arte della mobilità sostenibile, un concerto jazz, due biciclettate.

Lo “slam” ha le sue origini nelle competizioni poetiche iniziate negli anni ottanta: libere recitazioni di poesia che si trasformarono in competizioni dal vivo nella quale la prestazione dei concorrenti è valutata da una giuria di “esperti” scelti tra il pubblico, ma sempre tutto nello spirito della poesia, e, nel nostro caso, di una ciclabilità sicura.

Questo tipo di approccio presenta alcune caratteristiche interessanti e utili alle quali in passato non abbiamo dato sufficiente attenzione:

  1. Si tratta di un approccio giocoso, creativo e invitante. Si basa su delle cose che sembrano non essere noiose, come capita troppo spesso con certi convegni alla camomilla.
  2. E’ una metodologia che, grazie alla sua originalità e al suo alto livello di energia, otterrà probabilmente una considerevole attenzione da parte dell’opinione pubblica e dei media.
  3. E’ formato da diverse facce molto differenti tra loro: un convegno con personalità internazionali, lo slam, la serata danzante, la cerimonia di premiazione e due biciclettate sembrano un modo molto intelligente per mantenere alto l’interesse sull’iniziativa.
  4. Ha un’impostazione molto positiva. Questa è una caratteristica che non deve assolutamente passare in secondo piano, dato che è in netto contrasto con quello che si vede troppo spesso quando si parla di ciclabilità, quando le lamentele e dichiarazioni di parte che sfuggono il confronto sono la regola.
  5. La semplice idea di organizzare un evento che parte dalla “Vecchia Amsterdam” è sicuramente un grande modo di attirare l’attenzione.
  6. L’impostazione che valorizza una cordiale collaborazione piuttosto che una lezione a senso unico rende l’iniziativa più consona a chiunque vi partecipi.
  7. Un altro aspetto positivo è che gli abitanti di New York e gli altri partecipanti potranno visualizzare un’immagine più matura degli aspetti positivi e negativi delle politiche sulla ciclabilità in Olanda. Ci sono sempre grandissime aspettative da parte di chi non ha un’esperienza quotidiana diretta, e se si vuole una valutazione davvero critica sulla ciclabilità in Olanda, la cosa migliore è chiederla a un ciclista Olandese.
  8. E non dimentichiamolo: quando sorridiamo, il nostro QI si alza.

Resta da vedere quali saranno i risultati effettivi. Li verificheremo qui sia direttamente sia attraverso i contribuiti di organizzatori e partecipanti.

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