Dove gli autisti non sono maleducati

I sistemi di BRT stanno conoscendo una crescente popolarità in tutto il mondo. Quanto segue racconta dell’esperienza del Bus Rapid Transit di Joburg, dove il maggiore ostacolo allo sviluppo di un trasporto pubblico efficiente non è tanto la dipendenza culturale e strutturale dall’auto, ma più brutalmente le minacce, che spesso si concretizzano, all’incolumità di chi in un modo o nell’altro va a toccare gli interessi dei sistemi informali di trasporto. E allora se ci riescono lì perchè non qui?

Fate un giro dove gli autisti non sono maleducati.
Il BRT a Joburg

‘Hai visto il nuovo BRT a Joburg? Faranno qualcosa del genere anche qui a Città del Capo?’ Xoliswa Mtshali sta spolverando la libreria del mio ufficio, spostando copie della rivista MOBILITY e osservando le foto di Transimillenio sull’ultimo numero. Ha passato l’ultima settimana, come molte altre persone in Sud Africa – leggendo le notizie sul primo BRT del paese, Rea Vaya, inaugurato il primo di settembre. E i suoi amici di Soweto le hanno detto che il nuovo servizio di autobus è diverso da qualunque cosa abbiano mai visto prima.

‘E’ economico – non caro come i taxi. Puoi sapere quando l’autobus arriverà. E non bisogna aspettare che sia pieno prima che parta…’

Ma la cosa migliore, secondo Xoliswa: ‘Gli autisti, non sono maleducati!’

Mentre parliamo arriva nella mia casella di posta un altro aggiornamento sul BRT Rea Vaya. Oggi l’argomento sono gli standard di emissioni inquinanti e come il servizio di autobus non verrà interrotto nonostante le minacce alla sua sicurezza. Il partito di governo ANC ha criticato i servizi di taxi di Soweto per le presunte intimidazioni ai proprietari di taxi che sostengono il BRT. La scorsa settimana due passeggeri sono stati feriti da colpi di arma da fuoco sparati da sicari del racket dei taxi, mentre un dirigente dei tassisti è stato assassinato.

Piuttosto prosaicamente, Reha Vaya – che significa ‘stiamo andando’ in lingua Sotho – viene presentato sul suo sito web nel modo seguente:

“Per affrontare i crescenti problemi di trasporto che oggi si riscontrano a Joburg, la Città è onorata di presentarvi il Sistema di Bus Rapid Transit Rea Vaya.

“Il Bus Rapid Transit Rea Vaya è progettato per garantire un sistema di trasporto conveniente e di qualità, rapido e sicuro.”

E questa è esattamente la realtà – ma l’impatto che ha sui sudafricani è difficile da tradurre per chiunque sia abituato a un trasporto pubblico di qualità. Ingegneri, progettisti dei trasporti, amministratori pubblici stanno arrivando da tutto il paese per fare un giro sull’autobus più a lungo atteso di tutta la storia del Sud Africa – tornando a casa con pile di DVD piene di fotografie dei più insignificanti dettagli, compresa la pavimentazione e la segnaletica per i pedoni. C’è un clima festoso e leggermente incredulo intorno a tutto ciò, sorprendente per chiunque sia abituato da tempo ad avere gli orari degli autobus.

I turisti più avventurosi si vantano di utilizzare il “trasporto pubblico”, ma per i pendolari che hanno delle scadenza quotidiane, non c’è assolutamente niente di cui valga la pena scrivere in questo: attendere tre quarti d’ora perchè il minibus si riempia, non sapere mai quando arriverà, autisti armati rinomati per la loro capacità di uccidere pur di mantenere l’esclusiva sui loro percorsi.

Il sito di Rea Vaya – che offre una piccola frazione delle informazioni di quelle che offre il sito di Transport for London – è un sogno del 21esimo secolo per i Sudafricani che hanno accesso al web: pianificazione degli spostamenti, orari, mappe, aggiornamenti, fotografie dei lavori in corso.

La fase 1A riguarda la messa a punto di una tratta di 25 km da Soweto fino al centro di Joburg, con 20 fermate intermedie. La fase 1 nel suo complesso comprenderà sette tratte per complessivi 122 km, 150 fermate con servizi navetta complementari.

Purtroppo, quando Città del Capo terminerà finalmente la prima fase del suo BRT (che non ha ancora un nome), la tratta non porterà vicino alla township dove vive Xoliswa, ma collegherà l’aeroporto con il centro città. Si dice che in 20 anni o giù di lì, al termine della fase X, la penisola sud di Città del Capo potrà trovarsi su una tratta del BRT – taxi, industrie e negoziati permettendo.

Ma per Xoliswa e altri speranzosi: “Saranno i passeggeri a volerlo. Non siamo noi che dobbiamo decidere.”

Per ulteriori informazioni: www.reavaya.org.za

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Di Gail Jennings, Mobility Magazine, Cape Town, South Africa.
Gail si occupa di argomenti come la giustizia sociale ed ambientale, il cambiamento climatico e l’energia, il trasporto non motorizzato ed è editore di Mobility Magazine (una pubblicazione trimestrale sui trasporti destinata al settore pubblico in Sud Africa).

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