Navigare nel traffico di Chengdu

– Di Jane Voodikon, Chengdu

Un articolo di China Today del 2008 faceva notare come Chengdu fosse al quarto posto tra le città cinesi per numero di automobili private, sorpassando città più grandi e, se quanto si dice è vero, oggi dovrebbe essere al terzo posto. Di sicuro, nei quattro anni che ho passato qui, gli spostamenti da A a B sono diventati più stressanti e lenti.

La capitale della provincia sudoccidentale della Cina, il Sichuan, è per definizione una città “di medie dimensioni” o di “secondo livello” (11 milioni di abitanti), ma al contempo un’apripista nelle politiche dello sviluppo, che non è solo rapido, ma anche ampio, riguardante la sfera economica come quella infrastrutturale: costruzione o ampiamenti di strade, ferrovie, linee di autobus e l’imminente apertura della metropolitana.

Attualmente Chengdu ha quattro circonvallazioni, in confronto alle sei di Pechino, anche se una, la più grande, non è chiamata la “Quarta circonvallazione”, ma “Circonvallazione ad alta velocità”. Sono stati recentemente annunciati i progetti di cotruzione delle circonvallazioni “2.5” e 3.5″ finalizzate ad alleviare la congestione del traffico.

Nel quartiere hi-tech, ancora inattivo ma pullulante di cantieri, una circonvallazione sotterranea a senso unico farà in modo che gli autobus saranno gli unici veicoli a motore a circolare sulla superficie stradale. Nuove tecnologie a fibre ottiche porteranno la luce del giorno direttamente nel tunnel, garantendo un’illuminazione naturale per 10 ore al giorno.

Nonostante tutta l’attenzione che viene data all’apparente sviluppo di una città automobile, qui, al contrario della condizione di pendolare del trasporto pubblico di Los Angeles quale sono stata nei quattro anni antecedenti il mio trasferimento in Cina, non possedere un’automobile è ancora la regola, il che non significa necessariamente una maggiore facilità di spostamento, ma almeno che ci sono milioni di altre persone sulla stessa barca (o sullo stesso bus) insieme a te, invece che dentro alle loro automobili che schizzano tutto intorno.

In termini di logistica, questo significa che le corse degli autobus sono molto frequenti e i percorsi progettati in modo da garantire gli spostamenti da un punto all’altro della città senza la necessità di integrarli con camminate chilometriche. La arterie principali hanno tutte delle piste ciclabili separate dalle corsie per il traffico motorizzato, e i ciclisti si spostano in gruppi, insieme agli scooter elettrici anche se sempre più frequentemente e fastidiosamente le auto invadono le corsie ciclabili parcheggiandoci sopra o percorrendole. Gli autisti di Chengdu, nonostante tutto quello che si dica sulla lora guida spericolata, almeno sanno porre attenzione a pedoni e ciclisti.

Anche in termini culturali c’è un notevole contrasto tra le due città: qui appaiono regolarmente sulla stampa storie che riguardano gli autobus. La settimana scorsa c’è stata la storia della “giovane e bella bigliettaia” messa in contrapposizione con quella di Shangai (http://www.sc.xinhuanet.com/content/2009-09/16/content_17710866.htm) e dell’autista che risveglia il patriottismo dei suoi passeggeri in vista delle celbrazioni per la Giornata Nazionale decorando il suo autobus con piccole bandiere cinesi (http://www.sc.xinhuanet.com/content/2009-09/15/content_17699682.htm).

Ma gli autobus cinesi hanno anche avuto ultimamente la loro dose di rovesci. Guida poco attenta , incendi a bordo, e incidenti tra autobus sono stati gli argomenti delle più recenti lamentele dei cittadini di Chengdu.

E si tratta solo dell’inizio. Per quelli che prendono il taxi, se sono abbastanza fortunati da acchiapparne uno in meno di mezz’ora, a meno che non sia notte fonda, è molto probabile rimanere imbottigliati più a lungo di quanto occorrerebbe per spostarsi a piedi. Gli amministratori locali dicono che una delle principali arterie della città, la Strada del Popolo, che negli ultimi anni è stata sottoposta a continue deviazioni, chiusure, rimozioni di corsie e scavi a causa della costruzione della metropolitana tornerà alla “normalità” entro la fine del mese, ma nessuno sembra farci caso (http://www.gochengdoo.com/en/blog/item/1107/week_in_review_lightning_hostage_renmin_nan_lu_to_return_to_normal).

Alcune compagnie stanno adattandosi a questa situazione per trarne dei profitti. Il sito di Palmcity (http://www.palmcity.cn/traffic.jsp) fornisce informazioni sul traffico in parecchie città cinesi, tra le quali Chengdu, e un suo portavoce ha annunciato a China Daily che presto sarà lanciato un programma in grado di mostrare i parcheggi disponibili in città (http://www.chinadaily.com.cn/bizchina/2009-09/07/content_8662187.htm). Cartelli appositi disposti sulle strade cittadine qualche anno fa garantiscono già queste informazioni agli automobilisti.

Gli incendi sugli autobus la causa dei miglioramenti del sistema

In una caldissima mattinata del giugno di quest’anno, un autobus fermo nel traffico prese fuoco improvvisamente. I passeggeri, presi dal panico, non pensando o non essendo in grado di rompere i finestrini, si buttarono a capofitto verso le due porte di uscita travolgendosi uno con l’altro. Ci furono 27 morti durante l’incendio più altri due decessi in ospedale. Anche se l’incendio era stato provocato da un anziano suicida che aveva precedentemente minacciato la figlia di darsi la morte in una maniera spettacolare, l’incidente, assieme ad altri che seguirono subito dopo, tra i quali incendi spontanei dei motori a Shenzen e Chengdu, sollevò parecchie preoccupazioni riguardo la sicurezzza degl autobus cinesi.

Perchè era stato permesso a un passeggero di portarsi una latta di benzina sull’autobus? Perchè l’autobus era affollato al punto che i passeggeri non furono in grado di uscire in tempo per salvarsi? Perchè i martelli di sicurezza non vennero utilizzati per rompere i finestrini?


Nei fatti è abbastanza normale che i passeggeri portino con sè ogni genere di cose sugli autobus cittadini. Molte persone si recano in città tutti i giorni dalle campagne per i loro affari portando con sè enormi bagagli non identificabili. Animali vivi, sia domestici che pollame, vengono portati a bordo. Gli autobus sono normalmente affollati al punto che i passeggeri sono letteralmente schiacciati contro i lati, il fondo e le porte dell’automezzo
(http://www.wccdaily.com.cn/epaper/hxdsb/res/1/1/2009-07/30/003/res10_attpic_brief.jpg). Prima di arrivare in Cina mi era capitata una sola volta di trovarmi su un autobus così affollato, durante uno sciopero dell’MTA nel 2003, quando su alcuni percorsi selezionati si potevano trovare solo poche corse al giorno.

Il disastro stimolò una campagna per il miglioramento della sicurezza del trasporto pubblico in tutta la nazione. E con il lancio ufficiale del Centro per la Sorveglianza e la Supervisione degli autobus due settimane fa, i 5000 bus di Shengdu sono ora sotto continua sorveglianza elettronica in tempo reale, secondo Sichuan Online

Oltre a questa misura di sicurezza, la compagnia di trasporto pubblico di Chengdu ha introdotto parecchi altri miglioramenti nel sistema di trasporto tra i quali un sistema di controllo del percorso con messaggi di testo su tabelloni elettronici in 500 fermate.

Il nuovo sistema di sorveglianza utilizza una tecnologia GPS intelligente per monitorare le velocità degli autobus, la cadenza, e la salita e la discesa dei passeggeri. Se vengono notate delle irregolarità l’autista viene avvertito. Il sistema copre tutta l’area all’interno della seconda circonvallazione.

Attualmente solo una manciata di fermate sono fornite di tabelloni di notifica degli orari previsti di arrivo del prossimo autobus. Questi saranno migliorati per includere anche informazioni sui cambi di percorso e per la fine dell’anno 500 fermate saranno fornite di questi tabelloni. In futuro in tutte le fermate sarà installata una telecamere collegata con il centro di supervisione.

Inoltre è stato lanciato un nuovo servizio per permettere ai passeggeri di controllare le corse degli autobus via SMS. Quando un passeggero manda le lettere “GJ” al numero 10628106, il sistema manda una risposta automatica con un menu che abilita l’utente a controllare tutte le fermate di una particolare linea, i possibili percorsi tra due fermate, e i punti dove poter ricaricare la carta magnetica per il bus. Il servizio è disponibile per ora solo in cinese e costa 3 jiao a utilizzo oppure 1.2 yuan al mese con utilizzo illimitato, benchè non sia minimamente comparabile in termini di facilità di utilizzo con il servizio di mappatura on line utilizzabile per lo stesso scopo attivo ormai da anni.

L’autrice:

Jane vive nella capitale della Cina sudoccidentale Chengdu, dove circola con la sua bicicletta Phoenix per andare al lavoro come editore di una rivista (http://www.chengdoo-magazine.com) e di un blog (http://www.cnreviews.com). Nata e cresciuta nell’incubo dei pendolari, Los Angeles, ha speso due inutili anni alla guida di un’automobile prima di capire che esistevano dei modi migliori, anche a L.A.

Rispondi