Appello di World Streets per MSF ad Haiti

Dopo la catastrofe che ha colpito Haiti a World Streets e Nuova Mobilità non ce la siamo sentita di rimanere con le mani in mano. Abbiamo sempre avuto un occhio di riguardo per quelli che sono i risvolti delle tematiche connesse ai trasporti nelle relazioni Nord/Sud: l’appello che segue è solo un altro esempio di questa stessa attenzione.

Parigi, Domenica, 17 Gennaio 2010.

Saluti da una città che sta vivendo questa metà di gennaio 2010 in pace, salute e sicurezza. I nostri figli sono al sicuro, i nostri vicini in procinto di sedersi di fronte a un invitante pasto domenicale, e la maggior parte di noi domani affronteranno un’altra giornata densa e pacifica. Mi auguro anche voi. Ma che non è questo purtroppo quello che sta succedendo ad Haiti.

[Riassunto: prendetevi 5 minuti, andate su http://www.msf.org/msfinternational/donations/, e fate la vostra donazione. Sarete contenti di averlo fatto.]

Ma perché interrompere il vostro week-end tranquillo, con questo messaggio non richiesto? Perché sono sicuro che da qualche parte dentro di voi sentite che è importante fare qualcosa in un caso così straziante. Ma cosa fare da così lontano?

Ecco un’idea. Come accade da più di 35 anni con il nostro lavoro con The Commons (dal 1973), la New Mobility Agenda (dal 1988) e nel corso dell’ultimo anno con World Streets, ho avuto la grande fortuna di incontrare, conoscere, corrispondere con e in alcune occasioni di collaborare direttamente con alcune migliaia di persone altamente creative impegnate in circa ottanta paesi di tutti i continenti, e quasi tutte conoscono molto bene le avversità, sono di indole generosa e sarebbero sicuramente dei buoni vicini di casa. Proprio il tipo giusto di persone da conoscere in un momento di grande bisogno.

* Clicca qui per il video sulla presentazione della relazione di emergenza di MSF

Paul McPhun, manager operativo di MSF , dà qui un briefing sulla situazione dei pazienti e di MSF ad Haiti, compresi i danni subiti ai centri medici di MSF (tre ospedali, uno dei quali completamente raso al suolo e gli altri due impossibilitati ad operare) e la conseguente impossibilità a prestare adeguate cure mediche che si limitano ad operazioni di primo soccorso in strutture allestite in fretta e furia sotto ripari temporanei, con personale insufficiente e sfruttato al limite delle possibilità umane.

Così dopo le ultime da Haiti, ecco l’idea che mi ha colpito. Immaginiamo che tu e io e il paio di migliaia di altri, che abbiamo imparato a conoscere e rispettare, si uniscano allo scopo di effettuare una normalissima azione richiesta da qualsiasi relazione di buon vicinato, che richiede solo pochi minuti – e che sono certo che ognuno di noi, anche meno abbiente, può permettersi senza troppo sforzo. Se lo faccio io, se lo fate voi, se lo faranno gli altri possiamo stupire noi stessi. Vediamo come funziona.

E’ semplice: dal nostro computer o smart phone, facciamo clic su Médecins Sans Frontières / Medici senza frontiere a www.msf.org e facciamo una donazione, piccola o grande. Diciamo dieci o venti euro / dollari come dichiarazione simbolica. O forse il prezzo di una cena al ristorante programmata per questa sera con una persona amata, o il costo dell’ultimo modello di iPhone, del quale non è che avete poi un bisogno così improcrastinabile, quanto vorrete donare sarà una scelta vostra, ma la cosa importante è che facciamo tutti la nostra donazione qui e ora, non importa quanto piccola o quanto grande. E se l’avete già fatta, fatela ancora.

Avevo già pensato di Haiti per vari motivi. Recentemente avevamo iniziato a lavorare con una ONG, EcoWorks International – che ha un piccolo ufficio a Port-au-Prince, dove sono rimasti solo due dei dieci impiegati a racconatare quello che è successo – per gettare le basi per quello che speravamo sarebbe dovuta diventare una serie di workshop in collaborazione con i gruppi locali, le agenzie e gli operatori a sostegno di modalità di trasporto a basso costo e ad alto contenuto innovativo in tutto il paese. La situazione che ci si presentava era già sufficientemente tragica, come si può immaginare. Ma è stata catastroficamente peggiorata, anche se siamo pronti a riprendere il lavoro non appena le circostanze lo consentano. Tuttavia, c’è un grandissimo lavoro che deve essere fatto prima.

Allora, cosa ne dite, vecchi amici e colleghi provenienti da ogni angolo di questo pianeta in difficoltà? Che ne dite di unirci oggi cliccando sulla pagina di MSF http://www.msf.org/msfinternational/donations/. Una volta lì tutto quello che dovete fare è scegliere il vostro paese e seguire le istruzioni utilizzando la carta di credito o PayPal. Lo ho appena fatto qui, attraverso sul loro sito francese: ci sono voluti cinque minuti, mi sono alleggerito di una manciata di euro, e hey! Mi sento già un pochino meglio. Non sono solo un’altra anima amorfa seduta di fronte a un tubo catodico berciante. Naturalmente vorrei fare di più, ma ognuno di noi fa quello che può permettersi.

Posso poi invitarvi, incoraggiarvi a fare lo stesso, per favore? Saprete di avere fatto la cosa giusta. E una volta fatto, se trovate un minuto potrette inviarci una mail qui a World Streets su editor@worldstreets.org per farci sapere che avete raccolto la sfida, aggiungeremo il vostro nome all’albo d’oro di World Streets.

Se a World Streets non ci preoccupiamo appasionatamente di ciò che accade sulle strade del mondo, non siamo niente più che ciarlatani perditempo.

Vi ringraziamo per dimostrare il contrario,

Eric Britton

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