Niente spazio per le bici? Gli sharrows fanno per voi.

Dopo cinque anni di sperimentazione ufficiale le città americane – piccole e grandi – e la Federal Highway Administration hanno adottato ufficialmente gli “Shared Use Lane Markings”, amichevolmente soprannominati “Sharrows” (crasi di “share”, condivisione e “arrows”, freccie) all’interno dell’ultima edizione del Manuale dei dispositivi di controllo del traffico (MUTCD).


Gli Usa introducono gli Shared Use Lane Markings (Sharrows)

Sebbene il MUTCD non sia pane quotidiano per i difensori della sostenibilità urbana, i suoi contenuti dettano legge in materia di segnaletica, controllo e dettagli della rete stradale USA e quindi sono fondamentali per l’introduzione di riforme di mobilità sostenibile.


Image Credit, Mike Lydon

Gli Sharrows sono formati dai simobli di una bicicletta e di una doppia freccia, indicanti che auto e biciclette devono condividere lo spazio di circolazione con pari dignità. Usati per la prima volta nella città di Denver, gli sharrows hanno acquisito popolarità dopo uno studi del 2004 che dimostrava come la loro applicazione a San Francisco migliorasse la posizione dei ciclisti sulla strada aumentando la distanza che le auto tenevano da loro durante i sorpassi.

Lo studio riportava anche che questo tipo di segnaletica contribuiva a ridurre il numero di ciclisti sui marciapiedi e di quelli che andavano contromano.

Gli Sharrows non sostituiscono infrastrutture ciclistiche più robuste, ma possono venire utilizzati in contesti specifici dove è difficile introdurre piste ciclabili vere e proprie.

Secondo la National Associations of Transportation Officials (NACTO), più di 76 comuni stanno utilizzando gli Sharrows con questi obiettivi:

  • Aiutare i ciclisti a posizionarsi in una zona sicura su corsie troppo strette per permettere a un auto e a una bicicletta di viaggiare affiancate;
  • simulare l’effetto di una pista ciclabile avvisando gli utenti della strada della possibile presenza di un ciclista sul lato dellla careggiata;
  • spostare i ciclisti fuori dal raggio delle portiere delle auto in sosta;
  • stimolare i sorpassi sicuri da parte degli automobilisti;
  • non aumentare lo spazio riservato alla circolazione.

Gli Sharrows possono anche contirbuire ad aumentare la generale visibilità della rete ciclabile, specialmente in quelle strade dove le piste ciclabili terminano improvvisamente, ma è comunque avvertito il bisogno di trovare un modo per garantire la visibilità ai ciclisti.


Image credit, Peter Furth

In generale gli Sharrows dovrebbero venire utilizzati su strade con un moderato volume di traffico, dove lo spazio è insufficiente a garantire la possibilità di introdurre una corsia ciclabile. In alcune località (Long Beach e Salt Lake City) il concetto è stato portato ancora più avanti sperimentando una segnaletica che potrebbe essere meglio descritta come un ibrido tra uno sharrow e una pista ciclabile.

Con l’introduzione a pieno titolo di questi segnali nel MUTCD è probabile che quelle città che finora li hanno utilizzati in via sperimentale ne amplieranno l’applicazione. Allo stesso modo le città che finora sono state su una posizione di attesa possono adesso uitlizzare gli Sharrows come un metodo economico per aumentare la sicurezza e la visibilità della loro rete ciclabile.

Per gli americani felici e contenti delle loro automobili, questo indica un passo nella giusta direzione.

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L’autore:
Mike Lydon è fondatore di The Street Plans Collaborative. Prima di lanciare TSPC nel 2009, Lydon ha lavorato per Smart Growth Vermont, per la Massachusetts Bicycle Coalition e per l’Ann Arbor’s GetDowntown Program. Dal 2006 al 2009 Lydon ha lavorato per una società specializzata in tecniche, progettazione e ricerca nel campo della smart growth la Duany Plater-Zyberk and Company. Con Andres Duany e Jeff Speck, Mike ha contribuito alla stesura dello Smart Growth Manual.

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