Seminario sui quartieri senz’auto a Riccione.

Riportiamo di seguito l’introduzione al programma del workshop che si svolgerà a Riccione dai primi di marzo a giugno, spalmandosi su 4 week end, dedicato ai quartieri senz’auto e alla mobilità sostenibile. Condividiamo in pieno lo spirito dell’impostazione che sottolinea la necessità dell’urgenza di soluzioni nel breve periodo, possibilità già ampiamente alla portata di chiunque abbia voglia di applicare scelte politiche, strategiche e tecnologiche ormai già collaudate in molti posti.

La formula diluita nel tempo permette secondo noi un’assimilazione più lenta e quindi più consapevole dei concetti discussi durante i momenti formativi, favorendone una migliore trasposizione nella realtà di tutti i giorni che non quella consentita da seminari “mordi e fuggi” concentrati in pochi giorni consecutivi.

La consulenza scientifica per l’organizzazione del seminario è stata curata da FGM-AMOR, un’azienda austriaca leader nel settore della ricerca sulla mobilità sostenibile.

Il termine per le iscrizioni è fissato per il 26 febbraio.

CARFREE-CITIES
LABORATORIO NAZIONALE DI ALTA FORMAZIONE SUI
QUARTIERI SENZA AUTO E LA MOBILITA’ SOSTENIBILE

In alcune ore della giornata le nostre città sono paralizzate dal traffico. Il problema riguarda non solo le grandi città, ma anche le piccole e le medie. In alcune strade e vie l’auto impiega più tempo di un pedone o un ciclista. Da mezzo di libertà individuale, l’automobile è divenuta il suo contrario. Ore al giorno (che diventano anni nell’arco della vita di un individuo) sono assorbite dallo spostamento dalla propria casa al luogo di lavoro, di studio, di acquisto. A tutto ciò si associa il problema dell’inquinamento acustico ed atmosferico (il settore dei trasporti è responsabile per circa 1/3 dell’emissione di CO2 in atmosfera; le polveri sottili causano varie patologie alle vie respiratorie).

D’altra parte, l’Italia è ai primissimi posti al mondo nel rapporto tra numero delle automobili ed
abitanti, pur avendo un assetto territoriale ed urbano che ne avrebbe dovuto limitare (e sconsigliare) l’iperbolica diffusione. Sempre più persone nel nostro Paese, in Europa e nel mondo hanno preso coscienza del fatto che questa situazione sta diventando sempre più assurda e insostenibile.

Nell’indagine ANCI del 2007 “La città che vorrei”, gli italiani intervistati hanno individuato 6 classi di problematiche riconducibili ad un esagono del malessere urbano: il problema del traffico, dei parcheggi e dell’inquinamento è una di esse.

Che fare allora ? Le politiche e direttive europee, le migliori esperienze (da quelle più radicali del movimento “carfree” ai sistemi intermodali), le innovazioni tecnologiche, la rivalutazione di mezzi come la bicicletta indicano che si può agire, con buoni risultati. Sono necessari, tuttavia, interventi che siano frutto di una strategia chiara, coerente e di lungo periodo, capace di agire in modo integrato su più variabili, da quelle culturali e mentali (appare del tutto insensato che gli spostamenti urbani di maggiore frequenza, 3-5 km, siano compiuti in auto, quando potrebbero essere coperti in bicicletta, con enormi vantaggi anche per se stessi in termini di salute), a quelli sistemici (molta intermodalità tra più mezzi, molto trasporto pubblico realmente competitivo nei confronti della mobilità motorizzata privata, molte piste ciclabili ecc.).

Proprio perché si può e si deve agire (in fretta), il presente Laboratorio è finalizzato alla ricerca delle migliori strategie per la mobilità sostenibile nei nostri sistemi urbani e territoriali.

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