Il villaggio olimpico senz’auto di Vancouver

Tra le alternative di trasporto che la nuova mobilità ci offre la prima e più importante è la possibilità di ottenere ciò di cui si ha bisogno senza ricorrere al trasporto motorizzato. Mentre qui a N/M focalizziamo la nostra attenzione principalmente nella ricerca di nuove modalità di trasporto e delle loro possibili combinazioni per creare dei pacchetti di mobilità superiori a quelli offerti dall’attuale sistema di trasporto, siamo anche interessati ai programmi e agli ambienti senz’auto (o quasi) in giro per il mondo. La città di Vancouver ha appena compiuto un passo notevole in questa direzione con la creazione del villaggio olimpico. Nel post che segue Kaid Benfield, direttore di Smart Growth Program dell’NRDC (Natural Resources Defense Council) di Washington ci espone la sua opinione in proposito.

Il Villaggio Olimpico da medaglia d’oro di Vancouver, uno dei quartieri più ecologici al mondo.

La classe dirigente di Vancouver sostiene che il villaggio olimpico appena costruito e il quartiere in progettazione che lo circonderà rappresentino una delle realtà abitative più ecologiche del Nord America. Sono molto tentato di dar loro ragione.

Il villaggio rappresenta la parte centrale di una zona in via di riedificazione molto più vasta, precedentemente occupata dal lungomare industriale e chiamata, forse in modo un po’ goffo, Falsa Baia Sudest. Quando Olimpiadi e Paraolimpiadi saranno finite, il villaggio diventerà un quartiere ad uso promiscuo chiamato Millennium Water, nome che mi sembra decisamente molto più spendibile.


Non ho visitato il posto, ma ho raccolto parecchie informazioni su di esso, prestando particolare attenzione ai progetti e ai progressi per un po’ di tempo dato che il sito sta partecipando al progetto pilota per l’assegnazione della certificazione LEED-ND. Non è ancora stato valutato, ma concorre sicuramente per una certificazione “gold level”. Il sommario del documento informativo della città spiega gli obiettivi del progetto:

“Pur mantenendo continuità con il suo passato, SEFC (South East False Creek) è progettato come un modello di sviluppo sostenibile basato su principi economici, sociali e ambientali che tengano in considerazioni i luoghi dove la gente vive, lavora, studia. SEFC sarà un quartiere ad uso promiscuo, con una particolare attenzione all’edilizia residenziale. Il quartiere nel suo insieme garantirà che le distanze tra abitazioni e i servizi siano percorribili a piedi e che i luoghi di lavoro siano raggiungibili con il trasporto pubblico.”

Gli edifici, per lo più di media altezza, che occuperanno il sito di 80 ettari garantiranno un’alta densità abitativa per garantire la presenza del commercio al dettaglio e distanze percorribili a piedi, lasciando ancora liberi 26 ettari da destinare a verde pubblico che prevede anche la presenza di parchi gioco per bambini e spazio per l’orticultura urbana. E’ prevista anche una scuola elementare e un centro civico. Alcuni degli edifici storici verranno conservati, insieme ad altre testimonianze della storia del luogo. Le possibilità di trasporto prevedono la presenza di un sistema di BRT, di uno “skytrain”, di una tramvia, di più linee di autobus, tre nuove “vie verdi” con servizi per ciclisti e un ambiente molto favorevole alla pedonabilità. Il sito è stato anche sottoposto a un massiccio processo di bonifica per ripulirlo dai residui degli scarichi delle attività industriali.

La maggior parte degli edifici otterrà la certificazione LEED-gold (oltre alla certificazione LEED-ND per l’intero progetto). Uno di essi è stato certificato come edificio a emissioni zero, e sarà adibito, dopo le olimpiadi ad abitazioni per anziani. I progettisti puntano alla certificazione LEEED-platinum per il centro civico che sarà il luogo centrale durante i Giochi Olimpici e in seguito sarà l’edificio del quartiere più visibile.

SEFC/Millennium Water avrà anche a disposizione il primo impianto di riscaldamento di quartiere di Vancouver basato su fonti rinnovabili che servirà a riscaldare gli ambienti e l’acqua per uso domestico di tutti gli edifici del quartiere, compresi quelli del villaggio olimpico. Sarà la prima volta in Nord America che il calore recuperato dalle acque di scarico fornirà una fonte di energia primaria a un quartiere. Questa tecnologia sarà integrata da acqua calda ottenuta grazie al sole.

La città ha iniziato a prendere in considerazione uno sviluppo ecologico del sito nel 1997 e si è impegnata ufficialmente in un progetto sostenibile nel 1999. Il progetto terminato darà un’abitazione a 16mila persone. Quasi 3mila sono già attualmente alloggiate nel villaggio olimpico.

I risultati e gli obiettivi ambientali del Villaggio Olimpico (ufficialmente il Villaggio A, dato che c’è un secondo villaggio a Whistler, nella British Columbia) sono esposti sommariamente nel sito ufficiale delle Olimpiadi. In aggiunta a quelli già menzionati sono previsti il recupero ambientale del lungomare con il ripristino del naturale habitat presente sui bagnasciuga e l’introduzione di vegetazione indigena. La maggior parte degli edifici sarà provvista di tetti ricoperti di vegetazione. Altri elementi degni di nota prevedono una progettazione senza barriere architettoniche, servizi di avviamento e ricerca di lavoro, una impressionante (e sostenibile) mostra d’arte pubblica, nella quale potete trovare lavori di ate tradizionale e contemporanea prodotti dagli Inuit, dai Métis e altre nazioni indigene di tutto il Canada.

Le caratteristiche di sostenibilità del villaggio sono viste dagli organizzatori dei Giochi come parte di un più ampio obiettivo di sostenibilità degli eventi e dei luoghi delle Olimpiadi, e dalla città come coerenti con l’obiettivo dei suoi leader di diventare la “città più verde del mondo”.

Come con qualsiasi progetto su ampia scala, specialmente uno che riceve dei finanziamenti in un contesto di recessione, anche la costruzione di Millennium Water non è stata senza controversie. Il progetto era stato pensato per essere ampiamente finanziato dagli investitori privati che avrebbero recuperato i loro crediti dopo i Giochi con la vendita delle unità abitative. Ma uno delle principali fonti di capitale è fallita insieme ad altre istituzioni finanziarie e la città è dovuta intervenire finanziariamente per consentire a Millennium Water di vedere la luce, proponendosi di recuperare la spesa una volta venduta l’area. Ci sono anche stati i soliti problemi costruttivi e di sforamento dei budget. La crisi finanziaria ha comportato purtroppo la soppressione di alcuni progetti di edilizia popolare previsti nella prima fase. Inoltre alcuni abitanti di Vancouver si sono a lungo opposti all’idea di ospitare le Olimpiadi e la costruzione villaggio era diventata un argomento ampiamente osteggiato dalle opposizioni.

Ma ora i lavori sono terminati in tempo. Il villaggio ha ricevuto molti elogi non solo da giornalisti che si occupano di ambiente ma anche da quelli interessari all’edilizia che pensano che Millennium Water possa essere un grande successo commerciale una volta riconsegnato ai costruttori. Basandosi su quello che si può vedere, è difficile obiettare. Non vedo l’ora di poterlo verificare di persona.

LEED è un sistema internazionale di certificazione per gli edifici ecologici, che garantisce la verifica imparziale dei requisiti più importanti nella costruzione di singoli edifici o intere comunità: risparmio energetico, efficienza idrica, emissioni di CO2, qualità ambientale degli interni, la responsabilità verso l’uso delle risorse e i suoi impatti.
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Articolo originale su http://switchboard.nrdc.org/blogs/kbenfield/vancouvers_medalworthy_olympic.html.]

L’autore:
Kaid Benfield è direttore dello Smart Growth Program del prestigioso Natural Resources Defense Council di Washington, DC. – http://www.nrdc.org, si dipinge come un “Avvocato, impugnatore di cause, ciclista, blogger, sognatore”. Scrive più o meno quotidianamente di sviluppo, ambiente e comunità. Per conoscerlo meglio visitate il suo blog su
http://switchboard.nrdc.org/blogs/kbenfield/.

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