Limitare la pubblicità alle auto per favorire l’uso della bici.

E’ di dicembre il lancio della proposta di NoAuto di trovare dei modi per limitare la pubblicità delle automobili. Oggi una riflessione trovata sul Guardian sullo stesso argomento. Fa piacere che ci sia qualche organo di informazione mainstream che si preoccupi del problema in maniera approfondita, senza bizantinsimi e giri di parole. Speriamo che questa attenzione contagi anche i nostri giornalisti.
Un grazie a Valeria Di Blasio per la segnalazione.

Vogliamo promuovere la bicicletta? Tagliamo le pubblicità per le automobili.

di Tom Bogdanowicz

In Gran Bretagna spesi 500 milioni di sterline all’anno per la pubblicità e il feticismo automobilistico – non c’è da meravigliarsi che la bicicletta rimanga al palo.

Uscite di casa e cosa vedete? C’è un messaggio pubblico e subliminale sulle strade e sui media che ci invita a comprare automobili e ad usarle. Lo trovate in TV, sul computer, sui giornali che leggete. Rende la promozione di qualsiasi altra forma di trasporto, come la bicicletta, una battaglia tutta in salita, non importa quanto possa essere conveniente, salutare e sostenibile.

I soldi spesi in pubblicità per auto in Gran Bretagna superano i 500 milioni di sterline annui. E, di fatto, funziona: il tasso di motorizzazione è cresciuto costantemente dagli anni quaranta ad oggi e, superato l’attuale momento di crisi, continuerà probabilmente a fare lo stesso.

Al contrario la pubblicità alle biciclette e agli spostamenti a piedi è quasi inesistente. Quando Transport for London mise a punto uno spot pubblicitario per favorire la bicicletta si trattò di una occasione unica. Il numero di ciclisti sulle strade inglesi è calato enormemente dagli anni quaranta, e Londra è uno dei rari esempi di città dove gli spostamenti in bici sono raddoppiati in sei anni.

Mentre il governo incoraggia l’utilizzo del trasporto pubblico, della bici e delle scarpe sa perfettamente che la pubblicità delle auto ci sta convincendo a fare l’esatto contrario. Invece di condividere un’unica automobile, molte famiglie ne comperano due o tre in modo che ogni membro possa esprimere la propria personalità attraverso la propria vettura. Se credete alla pubblicità, la vostra macchina vi renderà più attraente, più popolare e più vincente. Quanti spot pubblicitari mostrano la realtà degli ingorghi del traffico o della frustrazione di non trovare parcheggio?


La bicicletta ottiene l’occasionale attenzione dei media quando la squadra olimpica vince delle medaglie o in occasione di qualche campagna di Cycling in London, quando più persone si accorgono che è un mezzo di trasporto urbano più veloce dell’automobile. Ma sono molto poche le ditte che sborsano grandi somme per la pubblicità alle biciclette, per cui i giornali non hanno delle sezioni dedicate alla bici – con alcune notevoli eccezioni come questo blog – e non c’è un equivalente ciclistico di Top Gear.

Il risultato di tutta questa attività di pubbliche relazioni a favore delle automobili è un aumento delle vendite e della congestione, dell’inquinamento e della domanda di spazi per parcheggi già oggi scarsissimi. Non ci sarebbe stato bisogno della congestion charge a Londra se non fosse stato per il successo della macchina pubblicitaria delle case automobilistiche e della popolarità dei programmi TV che parlano di motori.

Invertire la tendenza al costante aumento del numero di auto e del loro utilizzo non è difficile come sembra. Se si istituissero dei limiti alle pubblicità per auto come si è fatto per alcol e tabacco quando sono stati ufficialmente riconosciuti i loro impatti sulla salute, le persone prenderebbero le loro decisioni in materia di mobilità personale basandosi sul buon senso piuttosto che sulle promesse di grandi autostrade, alte velocità e località alla moda. Il buon senso potrebbe benissimo stimolare l’uso della bicicletta e dei propri piedi per molti spostamenti.

La sopravvvivenza del ciclsimo come modalità di trasporto e la crescita che si è verificata a Londra sono un tributo alla sua convenienza e semplicità. Molte ricerche dimostrano che una persona su cinque si sposterebbe volentieri sui pedali. Se la barriere che impediscono l’utilizzo della bici venissero rimosse – come il pericolo percepito e la mancanza di infrastrutture dedicate – gli spostamenti sulle due ruote potrebbero moltiplicarsi per dieci, fino ai livelli che si registrano in Olanda e Danimarca. I benefici sarebbero ovvi: prevenzione di problemi di salute e del cambiamento climatico.

L’Olanda è stata previdente nell’avere investito nella infrastrutture ciclabili prima che la progettazione orientata all’auto creasse un sistema di strade che scoraggia l’uso della bici. La Gran Bretagna, sfortunatamente ha alle sue spalle parecchi decenni di programmazione autocentrica. Ma, come dimostra il caso di Londra, ci possiamo ancora unire al circolo virtuoso. Gli schemi di circolazione possono essere riprogettati pensando ai ciclisti garantendo loro la possibilità di procedere il più possibile in linea retta eliminando i giri in tondo richiesti al traffico automobilistico.

Se la riduzione della pubblicità alle auto tagliasse la crescita del tasso di motorizzazione potremmo vedere più persone andare in bicicletta e gli automobilisti avere più spazio a disposizione per spostarsi e per parcheggiare. Di fatto non c’è molta scelta; la popolazione urbana britannica continua a crescere – e a meno che non mettiamo in grado la gente di spostarsi di più a piedi e in bicicletta ci troveremo sempre più spesso di fronte a blocchi della circolazione.

Tom Bogdanowicz è responsabile relazioni pubbliche e sviluppo della London Cycle Campaign

Articolo originale: http://www.guardian.co.uk/environment/green-living-blog/2010/feb/17/cycling-advertising-cars

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0 pensieri su “Limitare la pubblicità alle auto per favorire l’uso della bici.”

  1. Mi piace molto l’idea di poter accomunare le auto e le sigarette per portare avanti politiche di riduzione delle campagne pubblicitarie automobilistiche.

    Un’altra strategia potrebbe essere quella di far svegliare la gente mettendola di fronte all’evidenza, foto, radiografie, effetti sulla psiche (strategia usata anche contro il tabagismo). Complimenti per il vostro lavoro di informazione

    Saluti
    Luigi Greco

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