Sotto i riflettori: un combattente di strada.

Per toglierci dall’attuale blocco, senza speranza e inefficiente, conseguente a un sistema di mobilità vecchia e iniziare a costruire città e trasporti più sostenibili ci servono concetti, dialoghi, dimostrazioni, progetti e programmi. Ma niente può accadere se non abbiamo le persone: quei caldi, fallibili, riflessivi, coraggiosi e arditi esseri umani di cui abbiamo bisogno per portare avanti tutto questo. Anche se è fortunato quel paese che non ha bisogno di eroi, noi ne abbiamo disperatamente bisogno. Il ritratto delineato da questo articolo è per ricordarci che se e quando succede qualcosa di buono è perchè dietro c’è sempre qualche vita che si mette in gioco: in questo caso quella di Robin Carlisle che si sta adoperando per cambiare le cose in Sud Africa.

Sotto i riflettori: un combattente di strada.
– di Gail Jennings, Editor, Mobility Magazine, Cape Town, Sud Africa

Tra un tiro di sigaretta e una storia sul pendolarismo in bicicletta, Robin Carlisle, membro del Consiglio Esecutivo per i Trasporti e i Lavori pubblici del Governo della provincia di Western Cape, parla a Gail Jennings dei suoi progetti per far muovere la provincia.

Carlisle dichiara onestamente la sua posizione: non vuole cambiare il mondo. Questa, sostiene, è una cosa che appartiene alle fantasie degli esperti; vuole semplicemente cambiare direzione, invertire gli attuali trend del trasporto locale allineandoli con quelli che sono i trend internazionali. Questo naturalmente cambierà in meglio le vite personali delle popolazioni del Western Cape

I trend attuali in Sud Africa sono più strade, più automobili, più congestione; peggioramento della qualità dell’aria, aumento degli incidenti mortali (in particolare per pedoni e passeggeri) e “magiche soluzioni”. Ma a livello internazionale ci si sta muovendo verso una ridefinizione del problema: perchè finchè vedremo i lunghi spostamenti pendolari, le situazioni di congestione, la segregazione e l’isolamento come problemi trasportistici, cercheremo sempre e solo soluzioni trasportistiche…

Il Western Cape, con Carlisle alla guida, sarà un posto migliore di quello dove siamo adesso. Bloccati nel traffico, sprecando tempo e soldi, e perdendo opportunità di crescita economica e benessere.

Carlisle conosce e sostiente gli argomenti a favore di una migliore pianificazione del territorio e di un aumento della densità abitativa, in particolare a Città del Capo, che avvicinerebbe la gente ai posti di lavoro. Ammira il lavoro di Jeremy Cronin, Ministro dei Trasporti e sostenitore di un migliore utilizzo del territorio.

Ma il suo compito è portare la gente al posto di lavoro, non importa quanto questo possa essre distante, in modo economico, rapido, facile, comodo e dignitoso. E c’è qualcosa di Penalosa, un altro filosofo dei trasporti che ammira, nel modo nel quale lo farà, senza preoccuparsi eccessivamente della propria rielezione.

‘Ci siamo dati degli obiettivi modesti per quanto riguarda il cambio di modalità di trasporto, ma quello che conta è che questo dà un segnale nella giusta direzione’, dice. ‘Il trasporto pubblico allargherà il suo raggio di azione, sarà più accessibile e nei prossimi sei mesi comincerà a venire introdotto gradualmente uno schema di servizio che sarà completato e irreversibile per il 2014, più o meno il momento nel quale scadrà il mio mandato!’

Cosa vedremo sulle strade?

I dettagli del progetto dei trasporti per il Western Cape e la sua strategia di applicazione non sono ancora stati definiti. Ma la filosofia che lo ispirerà è chiara: ‘Cosa abbiamo? Cosa possiamo aggiungere? E cosa possiamo togliere in un secondo momento?’

‘Il trasporto pubblico è come uno che sta affogando’, dice Carlisle. ‘Non potete tirare fuori solo una gamba o un braccio, dovete tirarlo fuori tutto intero. E’ costituito da un insieme di misure che vanno sviluppate settore per settore.’

Secondo Carlisle e i suoi collaboratori il punto chiave è l’integrazione, che prevede una combinazione di linee principali alle quali afferiscono delle linee secondarie – descritte nel loro insieme dalla stampa locale come un sistema di Bus Rapid Transit – e un miglioramento del servizio ferroviario. I finanziamenti arriveranno dallo storno di fondi per la costruzione di strade.

‘I BRT hanno senz’altro un ruolo importante – quello di ovviare ai problemi di congestione – ma non sono la soluzione magica. Non abbiamo bisogno di costruire nuove strade riservate; dobbiamo semplicemente prendere lo spazio adesso occupato dalle auto private. Questo avverrà nel giro di quattro anni, e nessuno sarà in grado di entrare nelle corsie riservate a meno di non essere alla guida di un carro armato’. Carlisle si rilassa sullo schienale, tira fuori un’altra sigaretta e parla ancora di quando finirà il suo mandato…


La formula è questa: ferrovie, linee di autobus principali e linee secondarie, queste ultime probabilmente servite da minibus Quantum Toyota leggermente modificati. ‘I taxi autorizzati potranno entrare a far parte del sistema se lo desiderano, ma anche no’,to sottolinea. ‘Finora non c’è stato nessun progetto di riforma del sistema di trasporto perchè nessuno aveva voglia di aprire il vaso di pandora dell’industria dei taxi…

Un vaso che Carlisle ha già aperto: ‘Ho dovuto sostituire i miei incisivi dopo un primo incidente in bicicletta su Wynberg Hill. La mia spalla sinistra porta ancora i ricordi di un altro incontro ravvicinato…’. Carlisle è andato al lavoro in bici per più di 17 anni, assolutamente non intimorito.

‘Non sono spaventato dall’industria dei taxi, non voglio vietare niente a nessuno. Ho bisogno di circa il 50% degli attuali taxi autorizzati per far funzionare bene il sistema, e chi è più intelligente capirà che avrà da guadagnarci – la congestione ha già ridotto il chilometraggio dei taxi del 30%’.

Come succederà tutto questo?

‘Grazie ai finanziamenti e a dei bravi managere: quello che fa funzionare qualunque progetto, ed è quello che stiamo per avere. Dipende tutto dal Tesoro Nazionale, responsabile per il 98% dei finanziamenti. E’ qui che dobbiamo guadagnarci quei soldi, portandoli via al progetto di finanziamento per la R300 (una superastrada, ndt). Questo ci consentirà di avere abbastanza soldi, e se ne diamo la metà alle ferrovia riusciremo a risolvere parecchi dei loro problemi..’. Il costo del prolungamento della R300 è stimato intorno ai 14 miliardi di Rand (circa 1.4 miliardi di euro, non scherzano neanche in Sud Africa con le autostrade…) che sarebbero molto meglio spesi in miglioramenti infrastrutturali della rete di trasporto pubblico, sostiene Carlisle.

‘Abbiamo bisogno di aprire un confronto a livello nazionale su come utilizziamo i fondi destinati ai trasporti. Anche se si costruiscono buone strade, investendo bene i soldi spesi, qual è lo scopo? Per quale motivo stiamo costruendo le strade? Le strade, specialmente quelle più periferiche, non sono tra le mie priorità. Un sacco di gente non possiede auto. Devo pensare a loro.’

Nella provincia di Western Cape il 35% dei pendolari si spota in treno, secondo una ricerca di Carlisle. ‘Le ferrovie sanno come si spostano enormi masse di persone, che è esattamente quello che dobbiamo fare. E lo facciamo bene: la linea da Fish Hoek a Città del Capo è una delle poche al mondo vicina al pareggio di bilancio. Con un buon serivzio di linee secondarie, migliori parcheggi in prossimità delle stazioni e orario di servizio più lungo, sarebbe un ottimo sistema per alleviare la congestione di un’area.

‘Mi preoccupa il fatto che non si possa mettere una bicicletta su un treno, anche fuori dagli orari di punta’ dice. ‘Sì, faremo anche questo…’ Ma frena subito la cicloattivista che è in me: ‘Sono pronto a prendere pacchetti di misure a favore dei ciclisti (i suoi anni di pendolarismo a pedali sono stati facilitati dalla presenza di doccia e parcheggio sicuro sul luogo di lavoro), ma non sono tra le mie priorità. Nel Central Karoo, sulle strade di campagna, andare in bici ha un senso, ma nelle aree urbane le biciclette non sono ancora così importanti.’

L’attenzione di Carlisle su Città del Capo è dovuta al fatto che il 90% dell’attuale popolazione di pendolari del Western Cape abita in questa città, spiega. E sia a Città del Capo che nelle cittadine del circondario ‘ci sono già tutti gli elementi chiave per un servizio di trasporto pubblico migliore; dobbiamo solo avere il coraggio di fare degli investimenti.’

Questa strategia è anche intesa come ‘un test per verificare se in una delle aree fuori Città del Capo dove abbiamo un problema di mobilità possiamo trovare una soluzione. Siamo quasi pronti a partire, finora si è trattato di un lento processo di costruzione di un clima di fiducia’ dice. ‘Il nostro lavoro è quello di lavorare con le città, non attuare dei semplici schemi di trasporto: si tratta di costruire un senso comunitario’.

I ‘modesti’ (secondo Carlisle) obiettivi della provincia di Western Cape:

  • Aumento dell’utenza del trasporto pubblico del40% in quattro anni
  • Miglioramento del trasporto ferroviario
  • Garantire al servizio di trasporto su gomma esistente una maggiore velocità
  • Riconoscere formalmente l’industria dei taxi
  • Trasferire su rotaia il 10% del trasporto merci su gomma entro il 2014
  • Ridurre del 50% i morti sulla strada nei prossimi tre anni
  • Sostenere la mobilità ciclistica nelle aree rurali

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L’autrice:
Gail Jennings, Mobility Magazine, Cape Town, South Africa.
Gail si occupa di argomenti come la giustizia sociale ed ambientale, il cambiamento climatico e l’energia, il trasporto non motorizzato ed è editore di Mobility Magazine (una pubblicazione trimestrale sui trasporti destinata al settore pubblico in Sud Africa).

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