Le auto elettriche: bastano per ridurre le emissioni?

Le auto elettriche: Nuova Mobilità si è già occupata del loro ruolo in un futuro sistema di trasporti e città sostenibili pubblicando un autorevolissimo intervento di Michael Glotz-Ritcher. Oggi un’analisi sicuramente meno faceta di quelle che potrebbero essere le indesiderate conseguenze di un’adozione acritica di una tecnologia che pure può tornare utile sotto molti aspetti. Per ricordarci che la via di uscita non sta nelle tecnologie in sè ma nell’uso che se ne fa.

L’articolo di Glotz-Ritcher, intitolato “Le auto elettriche: quale futuro nella nuova mobilità?” riportava i (sorprendenti?) risultati di un'(accurata?) indagine personalmente condotta dall’autore a Brema che esplorava gli aspetti concernenti l’occupazione dello spazio urbano.

Quella che invece riportiamo di seguito è la sintesi delle conclusioni di uno studio commissionato da Friends of the Earth, Greenpeace e Transport and Environment, rivolto ad esplorare le relazioni tra incremento del parco dei veicoli elettrici e le emmissioni di CO2.

Introduzione
I trasporti sono il settore dell’Unione Europea con il più alto tasso di crescita di emissioni di CO2, che dal 1990 sono aumentate del 38%. Il presidente della Commissione Europea Barroso ha riconosciuto questo problema nelle sue “linee guida per la prossima Commissione”. Ha detto: “la prossima commissione dovrà preoccuparsi di mantenere alta l’attenzione verso la riduzione delle emissioni del settore trasporti così come verso lo sviluppo di auto elettriche e pulite”.

Molti paesi europei hanno lanciato dei programmi nazionali volti alla promozione di strategie per lo sviluppo delle vetture elettriche che vanno dal sostegno alla ricerca e allo sviluppo agli incentivi all’acquisto. Ma le attuali politiche UE non offrono nessuna garanzia che più veicoli elettrici in circolazione sulle strade europee comporteranno una riduzione delle emissioni di CO2 negli anni a venire.

Greenpeace, Friends of the Earth Europe e Transport and Environment hanno commissionato uno studio che

  • analizza l’impatto dei veicoli elettrici sul settore energetico europeo e sulle emissioni di CO2;
  • valuta i cambiamenti necessari nelle politiche attuali allo scopo di ottimizzare i risparmi potenzialmente ottenibili dall’introduzione dei veicoli elettrici.

Lo studio viene pubblicato in un momento nel quale l’Unione Europea sta incominciando a sviluppare il suo piano d’azione per i veicoli elettrici (annunciato per il maggioi del 2010). Secondo quanto rilevato dalla ricerca i veicoli elettrici possono in linea di principio contribuire in modo sostanziale a ridurre le emissioni di CO2 del settore trasporti. Paragonati anche ai più avanzati veicoli mossi da motori a scoppio risultano essere migliori per i seguenti motivi:

  • sono decisamente più efficienti;
  • possono venire alimentati da elettricità generata da un ampio spettro di fonti primarie, tra le quali le energie rinnovabili ad emissioni zero;
  • non presentano l’inconveniente di produrre emissioni durante il loro utilizzo
  • possono venire caricate con l’energia generata nei momenti di eccesso di offerta.

Comunque, un aumento nel numero dei veicoli elettrici senza dei sostanziali cambiamenti alla legislazione vigente potrebbe dare luogo a:

  • un aumento dei consumi di combustibili fossili e conseguenti emissioni del settore automobilistico, rispetto alla medesima situazione senza veicoli elettrici;
  • un aumento al ricorso alla produzione di energia elettrica da carbone e nucleare, invece di un aumento della produzione da fonti rinnovabili.


Quelle che seguono sono le principali conclusioni dello studio e le raccomandazioni per assicurarsi che i veicoli elettrici diventino uno strumento efficace nella riduzione delle emissioni.

1. Assicurarsi che i veicoli elettrici riducano veramente le emissioni del settore automobilistico
L’attuale legislazione UE sulle emissioni delle automobili permette ai costruttori di auto di sfruttare le vendite di veicoli elettrici per continuare a poter produrre e vendere modelli a combustione interna molto inefficienti.

I cosiddetti ‘super crediti’ consentono ai produttori di vendere 3.5 automobili di questo tipo per ogni auto elettrica piazzata sul mercato, senza modificare a livello aggregato l’obiettivo di emissioni di CO2 per la loro flotta. La ricerca dimostra come questa agevolazione abbia effettivamente delle conseguenze in termini di aumento di combustibili fossili e di emissioni di CO2. Un ipotetico aumento delle vendite di veicoli eletttrici al 10% del totale dei modelli venduti potrebbe portare ad un aumento del 20% dei consumi di combustibili fossili e delle emissioni di CO2 del parco auto (sia elettrico che convenzionale).

Questi ‘super crediti’ riducono anche il contributo che i veicoli elettrici potrebbero dare nel raggiungimento degli obiettivi fissati per il settore trasporti dalla direttiva UE sulle energie rinnovabili. Questa direttiva si pone come obiettivo un contributo del 10% da fonti rinnovabili (biocarburanti ed elettricità) per il settore trasporti entro il 2020. I biocarburanti e l’elettricità sono in competizione diretta in questo senso. Dato che i primi rimangono in buona parte insostenibili, l’elettricità sarebbe la scelta più adeguata.

Raccomandazioni politiche:

  • Abolire i cosiddetti super crediti per i veicoli elettrici garantiti dalla legislazione UE sulle emissioni di CO2 delle automobili e dei furgoni;
  • stabilire degli obiettivi vincolanti ed ambiziosi per la riduzione di emissioni di CO2 del parco auto che portino ad aumentare l’efficienza globale sia dei motori a combustione che di quelli elettrici.


2. Fare in modo che l’aumento di domanda di elettricità risultante dall’aumento di vendite di veicoli elettrici venga soddisfatto da fonti rinnovabili
Le emissioni di CO2 dei veicoli elettrici dipendono dal tipo di elettricità che consumano. Se vengono alimentati da elettricità prodotta da fonti rinnovabili il loro contributo alle emissioni di gas serra è prossimo allo zero.

Farli muovere con elettricità prodotta dal carbone dà luogo ad emissioni pari o più alte di quelle di un corrispondente veicolo convenzionale.

L’incremento atteso nella domanda di energia elettrica per autoveicoli è relativamente basso. Ipotizzando 30 milioni di veicoli elettrici e ibridi in circolazione negli stati dell’Unione Europe l’aumento della domanda dovrebbe essere di circa il 3%. Ma senza nessuna gestione della domanda qualunque aumento dei consumi energetici potrebbe semplicemente aumentare il ricorso a combustibili fossili e all’energia nucleare.

Per evitare queste distorsioni del mercato, gli stati membri dell’UE dovrebbero sostenere la produzione di elettricità da fonti rinnovabili. Dovrebbero anche tenere sotto controllo e riportare delle valutazioni sulla quota di energia rinnovabile utilizzata dalle automobili al fine del raggiungimento dell’obiettivo del 10% di energia rinnovabile utilizzata dal settore trasporti. Questo potrebbe stimolare l’impiego di tecnologie di carica intelligenti che favoriscano le energia rinnovabili e creino un mercato favorevole ai veicoli elettrici.

Raccomandazioni politiche:

  • incoraggiare gli stati membri ad alzare i loro obiettivi di produzione di elettricità da fonti rinnovabili tenendo conto di un’aumento di domanda derivata dall’introduzione veicoli elettrici
  • incoraggiare gli stati membri a pubblicare le stime della quota di energia rinnovabile effettivamente utilizzata dal parco auto, e non solo la quota di energia rinnovabile nella produzione nazionale di elettricità.

3. Facilitare l’utilzzo di energie rinnovabili da parte dei veicoli elettrici.
Per favorire l’utilizzo di elettricità prodotta da fonti rinnovabili da parte degli autoveicoli e più in generale da parte dei consumatori, il sistema di distribuzione dovrebbe permettere l’integrazione di fonti di energia non costanti, come l’energia solare ed eolica. I veicoli elettrici potrebbero ricoprire un ruolo fondamnetale sotto questo aspetto, dato che richiedono lunghi periodi di connessione alla rete e un’alta capacità di accumulo delle loro batterie. Ma saranno in grado di assolvere questo compito solo se equipaggiati con sistemi di misurazione adeguati che consentano di gestire l’input di elettricità in modo da venire caricati quando un surplus di potenza – prodotto prevalentemente da fonti rinnovabili come il solare e l’eolico – è disponibile sulla rete elettrica. Se la ricarica non viene adeguatamente gestita i veicoli elettrici non potranno avere un ruolo nell’irrobustire il futuro sistema di energia rinnovabile.

Per assicurarsi che i produttori adottino le tecnologie necessarie a questo tipo di misurazioni intelligenti, c’è bisogno di creare degli standard attraverso una opportuna legislazione a livello europeo. La standardizzazione e la compatibilità di queste apparecchiature e la capacità della rete elettrica e delle automobili di scambiare informazioni garantirebbero agli automobilisti “elettrici” la possibilità di ricaricare le loro autovetture ovunque.

Raccomandazioni politiche:

  • sviluppare tecnologie intelligenti per le auto e la rete elettrica in grado di scambiare dati e che favoriscano il ricorso a fonti rinnovabili
  • standardizzare le tecnologie di ricarica per assicurarsi che tutte le auto siano ricaricabili ovunque in Europa.

Contatti:
Greenpeace – Franziska Achterberg: Greenpeace EU transport policy advisor,
+32 (0)498 362403 (mobile), franziska.achterberg@greenpeace.org.
Transport & Environment – Jos Dings: Director, Transport & Environment,
+32 (0)498 51 53 19 (mobile), jos.dings@transportenvironment.org.
CE Delft – Bettina Kampman: Senior researcher/consultant,
+31 (0)15-2150171, +31 (0)6 21520939 (mobile), kampman@ce.nl.

Report completo: http://www.transportenvironment.org/Publications/prep_hand_out/lid/568

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