I cinesi pensano a misure di congestion pricing

Come riportato su Dot Earth, blog del New York Times, gli amministratori pubblici della città cinese di Guangzhou, – terza più grande città del paese e capitale del Guangdong (la provincia più ricca) – stanno prendendo in considerazione l’adozione di misure di congestion pricing come un mezzo per contrastare il problema del continuo aumento del traffico. Charles Komanoff, un esperto di mobilità consulente del sindaco di New York Bloomberg per la progettata introduzione di misure simili nei più congestionati quartieri di Manhattan, cerca di trasferire quanto appreso dal fallimento di Bloomberg nel cercare di ottenere l’approvazione dei rappresentanti del partito Democratico alla città di Guangzhou. Komanoff ha presentato la sua esperienza nella Grande Mela a un convegno sulle misure atte a contrastare il traffico nei centri urbani, sottolineando come, a causa delle diffuse situazioni di congestione che affliggono moltissime città cinesi, lui e i suoi colleghi invitati al convegno siano stati accolti dai media “come fossero delle rock stars”.

Celebrità a parte, Komanoff fa alcune interessanti considerazioni sulla possibilità di applicazione di misure di congestion pricing in Cina:

“Soluzioni trasportistiche classiche come i sistemi di Bus Rapid Transit e di metropolitane possono non bastare per contrastare il ritmo velocissimo nella crescita della domanda di trasporto in molte città cinesi. Il sistema di BRT di Guangzhou ad un mese dalla sua inaugurazione sta già contribuendo al trasporto di 800mila passeggeri al giorno, circa la metà dei passeggeri di tutti gli autobus di New York. Questo sembra suggerire che mentre i BRT possono essere una buona soluzione per le strade congestionate in altri contesti di paesi in via di sviluppo come Città del Messico, non rappresentano una cura valida ovunque, specialmente per città come Guangzhou, che potrebbe presto vedere la domanda eccedere l’offerta di trasporto garantita dal sistema di BRT e da altre soluzioni trasportistiche, come le linee metropolitane. Guangzhou ha già costruito cinque linee metropolitane a partire dal 1999 e progetta di arrivare a 20 linee per un totale di 500 chilometri entro il 2020. Komanoff suggerisce che i cinesi hanno bisogno di andare oltre i BRT e le metropolitane e adottare soluzioni diverse per ridurre la congestione.


Costretti dalla necessità, gli amministratori pubblici cinesi stanno iniziando a prendere in considerazione misure di congestion pricing. Con un tasso di motorizzazione in continua crescita e la crescita urbana sempre davanti alla capacità di offerta di servizi di trasporto il governo si trova a dover considerare seriamente questa possibilità. Guangzhou ha già sperimentato una proposta di pedaggio per i veicoli in entrata in città durante le ore di punta nell’Agosto scorso, che venne fortemente avversata dalla cittadinanza che sosteneva come il governo avesse la responsabilità di garantire un accesso conveniente alla città, dato che gli automobilisti già pagavano diversi pedaggi e altre tasse per l’utilizzo delle strade. Komanoff si basa sull’economia per sostenere che gli automobilisti non tengono in considerazione il fattore dei costi opportunità associati alle perdite di tempo quando le superstrade congestionate li costringono a spendere un ammontare di ore inquantificabile nel tentativo di spostarsi da un punto A a un punto B. Ma quale spot pubblicitario della “volontà di pagare” sarà mai in grado di convincere gli automobilisti cinesi che è meglio pagare un prezzo per la congestione che starsene seduti al volante bloccati nel traffico?

Komanoff ha qualche idea, imparata dalle lezioni di New York e altre città dove queste misure sono state adottate con successo, come Singapore, Londra e Stoccolma.

  1. Gli effetti devono essere immediatamente visibili e consistenti. Per raccogliere consenso, le misure di congestion pricing devono consentire un aumento della velocità di circolazione di almeno il 15 per cento.
  2. La tariffa deve prendere in considerazione sia costi che benefici. A New York è stata introdotta una tassa di 50 centesimi per viaggio sui taxi per assicurarsi che anche quelli che preferiscono i taxi al trasporto pubblico contribuiscano alle misure di congestion pricing. Questo significherà la scomparsa delle tariffe estremamente vantaggiose dei taxi cinesi?
  3. I miglioramenti dei servizi di trasporto pubblico finanziati dalle entrate ottenute dal pedaggio dovranno essere realizzati in anticipo così come la messa a punto di tariffe agevolate. Di nuove, i residenti devono prendere consapevolezza degli immediati benefici del congestion pricing.

Il convegno al quale ha partecipato Komanoff è stato il primo confronto pubblico sulle misure di congestion pricing in Cina. Le autorità si sono preoccupate di comunicare i benefici e le ragioni della necessità di queste misure, chiamando professionisti di tutto il mondo per condividere le loro conoscenze ed esperienze con il pubblico. Questa scelta da parte degli amministratori pubblici sembra una spia della consapevolezza della necessità di ottenere il consenso dell’opinione pubblica se si vuole che uno sforzo del genere abbia successo. In un paese dove un sistema autoritario di governo ha permesso un’applicazione di politiche calate dallo’alto estremamente rapida ed efficiente, dei luoghi di confronto pubblico sulle tematiche ambientali non sono la regola. Comunque questo sistema ha consentito che tutto, ad eccezione del traffico, si muovesse a velocità vertiginose. E a meno che anche New York trovi un modo per affrontare unita i problemi legati alla congestione Komanoff avvisa che “gli americani potrebbero presto trovarsi a ricorrere alla consulenza di esperti cinesi del traffico”.

Articolo originale: From New York to Guangzhou: lessons learned from congestion pricing su CityFix

L’autrice:
Angel Hsu: “Sono una studentessa di misurazioni, performance e politiche ambientali cinesi, sviluppo sostenibile e cambiamente climatico alla Yale University. Quando non sono sui libri sto probabilmente mangiando o cucinando. O entrambi.”

Nuova Mobilità ha già pubblicato con il contributo determinante di Angel il post “Pechino prova a tornare sulle due ruote”

Di Charles Komanoff potete trovare invece “Congestion pricing wars” – un’introduzione alle misure di congestion pricing – e una presentazione di uno strumento per l’applicazione delle medesime, il Balance Transportation Analyzer, liberamente scaricabile da un link inserito nel post medesimo.

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