Vie al popolo.

Se le strade sono per i veicoli, le vie sono per i pedoni. Su questo a Nuova Mobilità non abbiamo nessun dubbio. Quanto segue è un interessante post di un giovane “mancato ingegnere indiano” che prova a dire la sua in proposito riferendosi alla città di Bombay. Pensiamo che siano riflessioni che valga la pena di fare anche qui.

Creare vie per ambulanti e pedoni

di Karthik Rao Cavale

Questo post è inteso come un approfondimento a quello di Erica Schlaikjer (che trovate in inglese qui: http://mumbai.thecityfix.com/lofty-idea-skywalks-for-mumbai-pedestrians/ ndt) sulla costruzione di percorsi pedonali sopraelevati a Bombay. Il post criticava parecchio queste scelte evidenziando le difficoltà di accesso per disabili e anziani a queste strutture, le potenzialità distruttive che hanno per la vita che si svolge a livello del suolo e la loro incidenza nulla nel contribuire alla soluzione del vero problema di fondo: l’automobile. Ma trovava nella sicurezza degli spostamenti pedonali garantita dagli “skywalk”, questo il nome di queste strutture, una caratteristica che gli abitanti di Bombay potrebbero sicuramente apprezzare.

E’ chiaro però anche a un osservatore distratto che i progettisti degli skywalks non vedono queste strutture come un mezzo per migliorare la sicurezza, ma piuttosto come un sistema per aumentare i flussi di traffico pedonale. L’idea è di spostare velocemente i pedoni facendo spazio a tutti quelli che occupano lo spazio “del piano terra”, tra i quali gli automobilisti e i venditori di strada illegali che occupano i marciapiedi.

Ma mettere i pedoni contro gli ambulanti significa ignorare il vero problema. Una vera soluzione sarebbe quella di preservare la vitalità dei mercati di strada di Bombay. Ancora più importante sarebbe aiutare i pedoni a raggiungere le loro destinazioni senza toglierli dalla strada per far spazio alle auto.

Benvenuti ambulanti

Una rassegna fotografica del Wall Street Journal mostra i marciapiedi affollatissimi dei quartieri occidentali di Bombay. Ci sono immagini di cabine telefoniche e banchetti di lustrascarpe, venditori di cocco, verdure e canna da zucchero. Il messaggio è chiaro: gli ambulanti non sloggiano, così siamo costretti a costruire e progettare spazi alternativi per la mobilità pedonale.

Se il problema viene formulato in questo modo,la soluzione proposta – un sentiero pedonale sopraelevato – sembra essere quella giusta. E questa sembra essere la logica dietro la decisione di costruire gli skywalks. “Li mandiamo via (gli ambulanti) e subito ritornano” ha detto un rappresentante della MMRDA (Mumbai Metropolitan Region Development Authority) “è per questo che abbiamo pensato di creare degli spazi aggiuntivi sopraelevati”.

Naturalmente è vero che l’affollamento al suolo riduce lo spazio disponibile per i pedoni. Scarti di produzione, materiale elettrico e cartelli pubblicitari piazzati in mezzo ai marciapiedi sono particolarmente pericolosi (come si è accorto questo professore cadendo in terra e rompendosi sei costole mentre provava ad aggirare un’insegna). Ma non tutto quello che ostacola il flusso pedonale è cattivo di per sè. Gli alberi, per esempio, portano via un grande ammontare di spazio su percorsi pedonali molto stretti. Ma garantiscono anche l’ombra senza la quale non sarebbe possibile camminare durante l’estate.

Anche gli ambulanti di strada offrono servizi molto apprezzati dai pedoni. Ho camminato per tutta la vita nella città indiane e il lusso di avere a disposizione qualcosa da bere o da mangiare ogni cento metri è molto più importante di un percorso pedonale perfettamente progettato senza invasioni non autorizzate.

Parecchi commentatori attenti a questi fenomeni sottolineano questo punto. William Whyte – il famoso cronista dei comportamenti pedonali dei Newyorchesi – parla dei pedoni di Tokyo che vengono attirati dai venditori ambulanti anche quando tutta la via è riservata ai pedoni. Le vie con i lustrascarpe, per esempio, sono tra gli spazi più preferiti e più affollati.

Da qualche altra parte, Geetam Tiwari, associato di pianificazione dei trasporti all’Indian Institute of Technology di Delhi, sostiene che “i pedoni hanno bisogno dei calzolai sulla strada per riparare le loro scarpe, esattamente come gli automobilisti hanno bisogno dei gommisti… Tutti i pendolari hanno bisogno di bevande fresche, snack e altri servizi sui lati della strada. Queste cose devono essere disponibili con una certa frequenza, altrimenti camminare o pedalare diverrebbe impossibile, specialmente in estate.”
Queste considerazioni sono valide ovunque, ma in particolar modo in India.

E’ anche importante notare che gli skywalk non possono portare i pedoni dappertutto. Nella maggior parte dei casi riusciranno a servire solo una parte degli spostamenti a piedi. Nel West Mulund, per esempio, il progettato skywalk non garantisce una connessione con la zona nord del quartiere. La sua costruzione è stata contrastata duramente dalla gente la cui vita dipende dalla vitalità dei mercati di strada e da chi non ha molta speranza di vedere migliorate le proprie condizioni di accessibilità grazie alla nuova struttura, così alla fina la MMRDA ha dovuto rinunciare al progetto.

E la sicurezza?

Nella mia esperienza, camminare non è molto pericoloso quando ci si trova lungo una strada, anche quando manca il marciapiede. Specialmente a Bombay, i pedoni ottengono la sicurezza grazie al loro numero (guardate questo video di gente che entra in Dadar Station durante le ore di punta – caos organizzato). I rischi veri e propri riguardano gli attraversamenti di strade molto trafficate. In altre parole quando i pedoni devono interagire con gli automobilisti. E anche in presenza di marciapiedi, la maggior parte dei pedoni dovrà camminare per le ultime centinaia di metri sulle strade, in mezzo alle automobili.

Allora la soluzione va cercata a livello della strada, non “al secondo piano”, dove i pendolari di ritorno dal lavoro possono mangiare un vada-pav prima di andare a cena, dove le donne possono fare la spesa e apprezzare l’ultima moda in fatto di sari, dove i bambini possono leccare colpevolmente un gelato. Anche se gli ambulanti devono venire regolamentati, devono al contempo venire riconosciuti come parte essenziale della vita di strada di Bombay.

Immagini di strada


Photo by Arun Shanbhag.


Photo by Sayali Santosh Kadam


Photo by Kunal Bhatia.

Una proposta

Prendiamo come esempio il progetto di skywalk proposto per Mulund West. Si tratta di un classico caso di soluzione male applicata. Mulund è un quartiere in larga parte residenziale dove la stazione ferroviaria è circondata da un’ampia e florida zona di mercato. I commercianti erano contrari allo skywalk perchè temevano che avrebbe ridotto i loro volumi di vendita. La mappa qui sotto mostra l’area servita dalla stazione ferroviaria (in marrone), la zona del mercato (in rosso), e il progetto dello skywalk (in blu). Chiaramente lo skywalk servirebbe solo una piccola parte del quartiere.


West Mulund, Mumbai, India. Image via Google.

Soluzione alternativa

Se dovessi predisporre un progetto alternativo per quest’area, renderei tutta l’area del mercato una zona pedonale riservando la strada principale di ingresso alla stazione al trasporto pubblico e al para-transit. Durante le ore di punta le quattro strade che partono dalla stazione (in blu) dovrebbero permettere l’accesso solo ai veicoli non motorizzati, ai bus e ai risciò a motore, mentre le quattro strade che le incrociano (in verde) dovrebbero venire riservate unicamente ad un utilizzo non motorizzato. Queste scelte dovrebbero venire integrate da miglioramenti delle vie più esterne, tra i quali la ristrutturazione dei marciapiedi, limitazioni al parcheggio su strada, e la costruzione di parcheggi fuori dalla sede stradale.


progetto alternativo

Perchè un progetto del genere funzionerebbe? Primo, sappiamo per esperienza che le vie pedonali sono ottime per il commercio locale. Secondo, garantisce alle aree più periferiche più accessibilità alla stazione ferroviaria grazie ai miglioramenti dei servizi di bus e risciò a motore. Infine la parte più pericolosa dello spostamento a piedi diventa improvvisamente molto più sicura e divertente. Per la maggior parte dei pendolari di Mulund, che vanno a piedi o usano il trasporto pubblico, si tratterebbe di un enorme miglioramento.

MMRDA ha proposto una singola soluzione – lo skywalk – per cinquanta diverse località di Bombay. Ma anche se per alcuni luoghi possono essere una soluzione, gli altri potrebbero avere bisogno di altre cose. I bisogni degli abitanti di Andheri/Mulund sono chiaramente diversi dai bisogni degli abitanti di Bandra.

Invece di trovare prima una soluzione e poi andare a cercare i problemi che questa può risolvere, gli urbanisti dovrebbero prima studiare il problema e quindi individuare la migliore soluzione per quel caso specifico.

Articolo originale: http://mumbai.thecityfix.com/creating-streets-for-walkers-and-hawkers/

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L’autore:
Sono un ex ingegnere indiano che si è accorto che costruire automobili non è così divertente come provare a sbarazzarsene. Questa scoperta mi ha portato alla Rutgers Univerità dove sto frequentando un master in Progettazione Urbana e lavoro come ricercatore al Voorhees Trasnportation Center. Passo il mio tempo libero ascoltando musica classica indiana, giocando a bridge o leggendo un racconto di Jane Austen per la milionesima volta.

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