La costruzione di strade non aiuta l’economia

Il modello di mobilità che viene adottato nelle nostre città è strettamento correlato con quelle che sono le infrastrutture per i collegamenti interurbani. La vecchia visione della mobilità, che identificava tout-court il trasporto con l’autovettura privata, ha ispirato la costruzione di ampie strade e autostrade che, insieme alle persone, hanno portato nei nostri centri urbani un numero di veicoli ampiamente al di sopra delle loro capacità di sopportazione: un vero e proprio elefante in una camera da letto. Oggi ci sono parecchi segnali che indicano l’instaurarsi di una dissociazione tra l’idea di mobilità e infrastrutture al servizio dell’automobile privata. L’ultimo arriva dal Portogallo.

Il governo di Lisbona ha bloccato le gare di appalto per la costruzione di 1000 chilometri di nuove strade motivando questa scelta non solo con la difficile situazione congiunturale, ma anche con la necessità di rivedere le strategie di fondo in materia di trasporti al fine di stimolare meglio l’economia del paese.

Da Transport & Environment, 18 marzo:

Il Portogallo ha annunciato il rinvio della costruzione di 5 autostrade per uno sviluppo totale di quasi 1000 chilometri. La ragione principale è quella dei tagli alla spesa pubblica, ma il ministero competente spiega anche che c’è bisogno di rivedere il sistema nazionale dei trasporti su una base multimodale.

La decisione è stata annunciata dal ministro dei lavori pubblici António Mendonça, significativamente durante una riunione di un’associazione di economisti. Nello scorso autunno un gruppo di 28 economisti aveva indicato la necessità di un cambiamento nelle poltiche di investimento nelle infrastrutture per i trasporti, dopo aver fatto notare che il decennio seguito ai massicci investimenti nei trasporti effettuati negli anni 90 è stato il peggiore dell’ultimo secolo.

Mendonça, un economista responsabile del settore trasporti dalle elezioni di Settembre, ha detto che le gare di appalto per la costruzione delle cinque autostrade saranno ‘sospese per un periodo di tempo indeterminato’, aggiungendo: ‘Naturalmente siamo di fronte a problemi finanziari, ma non si tratta solo di questo – abbiamo bisogno di razionalizzare e rendere più efficiente il nostro sistema di mobilità, oltre che di integrare la nostra rete stradale in investimenti che prevedano anche altre modalità di trasporto’.

Come parte di questa stretta alla spesa, Mendonça ha annunciato che su un certo numero di strade a pedaggio “ombra” (dove il governo paga il conto per l’utilizzo pubblico della strada a un gestore privato) verranno applicati pedaggi reali a carico degli utenti, e ha confermato l’intenzione di proseguire con gli investimenti nell’alta velocità ferroviaria.

Articolo originale su Transport & Environment: http://www.transportenvironment.org/News/2010/3/Portugal-cuts-road-projects-after–economists-say-they-dont-help-the–economy

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