Il governo USA punta sulle biciclette: “è quello che vogliono gli Americani”.

Bene, tutti vogliamo avere più possibilità di scelta. Fa parte della natura umana. Ma quando si tratta di politiche e scelte quotidiane nei trasporti negli USA (come a casa nostra), questa idea non è niente altro che una dichiarazione di principi rivoluzionari. Direttamente dal segretario dei trasporti dell’amministrazione Obama, Ray LaHood, che continua a sorprendere e rallegrare. Anche se, al posto dei cittadini americani, noi terremmo comunque gli occhi bene aperti per vedere dove vanno a finire i nostri soldi. Non c’è niente di peggio della democrazia passiva.

Il segretario ai trasporti sulla bicicletta, i pedoni
e ‘Quello che vogliono gli Americani’

Di Leora Broydo Vestel, Green Inc. — blog del New York Times.

Ray Lahood, segretario ai trasporti USA ha recentemente causato un certo scompiglio quando ha dichiarato che, nei progetti a livello locale e statale, alle biciclette e ai pedoni dovrebbe essere garantita la stessa considerazione che si dà al trasporto motorizzato.

“E’ quello che vogliono gli Americani” ha detto riferendosi all’enfasi posta sul ruolo di scarpe e pedali in una buona politica dei trasporti.

I suoi sostenitori sostengono che questa legittimazione di ciclisti e pedoni è un atto da lungo tempo dovuto.

I critici, al contrario, pensano che il segretario stia portando il paese nella direzione sbagliata.

LaHood, precedentemente membro repubblicano del congresso dell’Illinois, è stato intervistato da Green Inc. sui motivi alla base dell’introduzione di questa nuova politica, dell’impatto che avrà sui finanziamenti ai trasporti e sul perchè le piste ciclabili rappresentano un buon investimento.


Ray LaHood
Domanda: le associazioni di pedoni e ciclisti hanno reagito molto positivamente a questo cambio di politica. Ma qui a Green Inc. abbiamo sentito per lo più critiche che sostenevano come questa posizione fosse “deludente” o indicativa di una sorta di piega “maoista”. Cosa risponde a queste osservazioni?

Risposta: rispondo che è quello che vogliono gli Americani. Gli Americani vogliono alternative. La gente si trova sempre a guidare un’automobile. Ci troviamo sempre a costruire autostrade. Abbiamo fatto enormi investimenti nel nostro sistema di autostrade federali. Continueremo ad assicurarci che il livello di investimenti sulle autostrade venga mantenuto.

Ma quello che gli Americani vogliono è usire dalle loro auto, uscire dalla congestione, e avere più possibilità di scegliere il trasporto pubblico, più autobus, più ferrovie, più tram. In molte comunità locali sta emergendo l’aspirazione di avere la possibilità di andare in bici al lavoro, a fare la spesa e nel tempo libero con la famiglia.

Così non si tratta solo dell’agenda di Ray Lahood, trovare un’alternativa all’automobile è un problema all’ordine del giorno per tutti gli Americani.

Quello che è successo in America è che la gente si è comperata tante biciclette e le sta usando per scopi ricreazionali nei week end e per la gente non c’è un modo migliore di stare con la famiglia che passare il week end pedalando su queste piste ciclabili.

Questo è quello che gli Americani vogliono e stiamo cercando di venire incontro ai loro bisogni cercando di trovare i luoghi adatti a questo genere di svago. E cosa potrebbe essere più salutare che farsi una passeggiata di mezzora, raccomandata da qualsiasi medico americano, o saltare in sella a una bicicletta per una pedalata all’aria aperta di cinque o sei miglia?

Si tratta di un circolo virtuoso. E’ un modo per fare uscire la gente dalle macchine, un modo per divertirsi, un modo per fare del buon esercizio fisico, ed è quello che vogliono gli Americani.

D: nell’annunciare questa nuova politica, lei ha utilizzato un linguaggio piuttosto deciso, dicendo che si tratta di un “cambio di prospettiva” e della “fine delle facilitazioni al trasporto motorizzato a spese di quello non motorizzato”. La politica effettiva, comunque, sembra avere una colorazione molto più tranquillizzante, sostenendo che “una rete ciclabile e pedonale con buone interconnessioni è una componente essenziale per comunità vivibili, e la loro progettazione dovrebbe essere presa in considerazione nello sviluppo di progetti di finanziamento federale.”

Avete mantenuto l’impostazione iniziale della vostra politica?

R: penso che la creazione di comunità sostenibili possa rappresentare un grosso fattore di cambiamento. E’ quello che gli Americani vogliono. Gli Americani vogliono uscire dalla congestione, dalle automobili, vogliono poter uscire all’aria aperta per passare del tempo libero con le loro famiglie.

E si tratta di un grosso fattore di cambiamento per il fatto che le principali caratteristiche delle comunità sostenibili possono garantire delle alternative all’automobile: possoneo essere autobus, ferrovie, tram, ma sicuramente una grossa componente di questo cambiamento sta nella possibilità di andare in bici o a piedi al supermercato, al lavoro o solo di passare del tempo libero facendo del buon esercizio con i propri famigliari.

D: in termini di budget complessivo investito nei trasporti, si tratta di un gioco a somma zero? Più finanziamenti per biciclette e pedoni significano meno soldi per le autostrade?

R: Ci prenderemo sempre cura delle nostre autostrade. Come ho detto abbiamo già un buon sistema di autostrade federali che è stato sviluppato negli ultimi 40 anni. Non abbandoneremo le nostre strade. Sappiamo che la gente ne avrà sempre bisogno. Le automobili sono utili per le lunghe distanze.

Ma nello sviluppare il nostro programma di realizzazione di comunità sostenibili piste ciclabili e percorsi pedonali avranno una considerazione altissima. E otterranno finanziamenti significativi.

D: in risposta al cambiamento di politica, un membro del Congresso ha detto di non capire come un progetto di ciclabilità possa valere l’investimento che richiede. Perchè lei pensa che possa essere una buona scelta?

R: non è necessario fare utili da ogni modalità di trasporto. Certamente un buon servizio di trasporto pubblico può garantire corse di autobus e treni puntuali e frequenti. Ma non si fanno guadagni nella sua gestione.

Si tratta di un buon investimento perchè garantisce delle alternative alla gente. Garantisce esercizio fisico a persone attente alla propria salute e a quelle che vogliono passare del tempo con le loro famiglie.

E’ un circolo virtuoso. Comprende moltissime opportunità di scelta per le persone e rappresenta un buon investimento per la salute e per diverse forme di trasporto ed è quello che gli Americani vogliono.

D: c’è stata qualche ragione particolare che vi ha spinto a introdurre questa politica proprio ora?

R: questo ha molto a che fare con il fatto che stiamo dando avvio in tutto il paese alle nostre comunità sostenibili e con la mia partecipazione a una grande conferenza di ciclisti a Washington ai quali vorrei dare la possibilità di capire veramente come il loro duro lavoro di tutti questi anni stia veramente pagando. Adesso c’è un amministrazione che ha preso a cuore le loro richieste.

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Davvero un grande cambiamento di prospettiva da parte del governo USA. Vedremo se a queste parole seguiranno i fatti. Ci piacerebbe comunque potesse essere fatto proprio anche dalla nostra classe politica, ricordando sempre che la sostenibilità nei trasporti non è fatta di misure “spot” come l’implementazione di singoli servizi o infrastrutture, ma di pacchetti di provvedimenti adattatati alle singole realtà locali, tra i quali anche ma non solo quelli a favore di pedoni e biciclette.

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