Cina: limite alla concessione di targhe a Chengdu?

Il rapido sviluppo economico della Cina e il conseguente aumentato benessere dei suoi abitanti sta portando con sè, oltre ai benefici, anche problemi che noi ben conosciamo e che abbiamo vissuto, senza affrontarli, molto prima dell’avvento della Rete. Da Chengdu un resoconto sulla discussione in atto nella città intorno ad alcune proposte dell’Amministrazione Locale di limitazione alla circolazione di automobili. Con l’augurio e la speranza di vedere lo stesso interesse su questi temi anche in Italia.


Chengdu, Cina: limiti alle concessioni di targhe
di Jane Voodikon
“Non si può non notare il traffico orrendo di Chengdu. Ma sembra che le autorità siano cieche rispetto a questa situazione, sperando che la costruzione di sovrappassi pedonali e l’inaugurazione della metropolitana prevista per la fine dell’anno possano risolvere il problema. Nel frattempo il traffico non fa che aumentare. Alla fine del mese scorso è stato annunciato che il governo sta pensando di affrontare la situazione ponendo dei limiti al rilascio di targhe”.

E non è previsto solo questo. E’ in programma anche un coinvolgimento dell’opinione pubblica. Un’audizione pubblica è prevista per il 28 aprile. Lo scopo è cercare di capire e tenere in considerazione le esigenze dei residenti e dei rappresentanti del mondo economico. Dopo l’annuncio i media più importanti hanno esortato i cittadini a contribuire all’argomento. Il 26 marzo il seguente articolo è comparso sul China Daily:

Chengdu sta prendendo in considerazione l’imposizione di un tetto sui veicoli in circolazione; la ricerca di pareri dei cittadini.

Fonte (in Cinese): http://www.chinadaily.com.cn/dfpd/2010-03/26/content_9647176.htm

Anche dopo l’attuazione di orari di lavoro flessibili e la costruzione dei sovrappassi pedonali, la situazione sulle strade sovraffollate della città ha visto a malapena qualche miglioramento. La velocità del traffico automobilistico è aumentata solo del 5.7% e giorno dopo giorno il costante aumento delle auto in circolazione sulla strada erode anche questo piccolo beneficio. Nel gennaio di quest’anno il parco auto di Chengdu è aumentato di 1389 vetture e si prevede che l’incremento delle macchine circolanti azzererà entro quattro mesi i modesti risultati ottenuti.

Una ricerca di un istituto demoscopico prevede che entro il 2015 la rete stradale interna al secondo anello sarà completamente bloccata nelle ore di punta e che almeno il 30 per cento di essa soffrirà di un grave livello di congestione durante tutto il giorno.

Le previsioni prevedono una la necessità di circa 1.5 milioni di posti auto in città entro la fine dell’anno; attualmente sono 270.000. Si tratta già ora di un problema molto grave.

Lo scorso febbraio le autorità di Chengdu hanno compiuto un passo senza precedenti abolendo 66 parcheggi con lo scopo di migliorare la fluidità dei flussi di traffico nel centro cittadino e avvantaggiarsi della piena capacità delle vie medie e piccole. Ma naturalmente questo ha creato ancora più problemi di parcheggio.

Ci possono essere due modi per imporre delle restrizioni al numero di targhe assegnate: il primo è quello di assegnarle gratuitamente a chi arriva per primo; il secondo è quello di metterle all’asta. Un altro problema riguarda le auto già in circolazione: devono anch’esse essere sottoposte a restrizioni o no?

Le autorità stanno ora studiando le esperienze di Shangai e Pechino allo scopo di mettere a punto un piano adatto alle esigenze di Chengdu.

Nel 1986, Shanghai cominciò a mettere all’asta le targhe. “Questo sistema causò un problema nel meccanismo di domanda e offerta, che si tradusse in un continuo aumento dei prezzi”. Nel febbraio di quest’anno i vincitori dell’asta hanno sborsato 38.620 yuan (4mila euro circa) per avere una targa rilasciata dalle autorità di Shanghai – sufficienti per pagarsi una piccola utilitaria.

“Un metodo di rilascio dei numeri di targa senza pagamento evita il problema dell’aumento dei prezzi, ma permette ad eventuali sciacalli di fare incetta di targhe.” La maggior parte dei residenti dichiara di preferire questo secondo metodo perchè “è più equo e non crea un continuo aumento dei costi per gli acquirenti”, dice Mr. Ding, abitante di Chengdu.


La città di Chengdu potrebbe anche adottare una misura volta a disinguere tra targhe urbane e targhe suburbane. Questo per ridurre il numero di auto autorizzate a circolare in città. Ma per sapere quali misure verranno effettivamente adottate bisogna aspettare l’audizione pubblica.

All’audizione parteciperanno 19 persone, tra le quali 8 rappresentanti della città, quattro automobilisti e quattro non automobilisti. Chi volesse candidarsi come rappresentatne della cittadinanza è invitato a presentare domanda al Centro servizi del Governo del Popolo di Chengdu dal 7 al 9 aprile. I rappresenanti verranno selezionati attraverso sorteggio.

Chengdu adesso è terza tra le città cinesi nella classifica del tasso di motorizzazione. Secondo stime del ministero dei trasporti il numero di autoveicoli circolanti in città supera i 2.4 milioni, dei quali 850.000 nell’area centrale della città. Mediamente vengono rilasciate 1200 nuove targhe ogni giorno; il record è stato di 1480.

Mentre il numero di automobili sta aumentando, la velocità alla quale si spostano in città sta diminuendo chiaramente. Nel 2005 la velocità media sulle strade urbane era di 22 km/h. In cinque anni si è ridotta del 18% fino ad arrivare agli attuali 18 km/h. Ogni anno le velocità si abbassano di circa 1 km/h. Nelle ore di punt asi viaggia intorno ai 14 km/h. Se non si prendono adeguate contromisure le previsioni indicano che nel 2013 ci si sposterà a 8.5 km/h e il traffico nel centro città sarà completamente bloccato.

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Commenti sulla Rete:

Questo articolo del China Daily ha suscitato moltissimo interesse tra i cittadini del web. Il 27 marzo un articolo sul Chengdu Commercial Daily riassumeva così le reazioni più rilevanti (testo originale su http://www.gochengdoo.com/en/blog/item/1462/chengdu_considering_caps_on_vehicles_seeks_publics_input):

A favore:

Opinione 1: Aumentare le tasse sulla concessione di targhe

“In altri paesi bisogna dimostrare di possedere un posto auto prima di poter ottenere una targa. E in alcuni posti aumentano di proposito i costi per la concessione in modo che la targa arrivi a costare di più dell’auto per evitare che la gente la comperi. Il metodo di Shangai di mettere all’asta le targhe dovrebbe essere un esempio per tutta la Cina”. Questa opinione è stata espressa da un utente che pensa che questo possa essere un modo efficace per evitare che chi non si può permettere un’automobile arrivi anche solo a concepire di comperarsela.

Opinione 2: Targhe alterne
Questo genere di restrizioni dovrebbe arrivare dagli uffici di mobility management del comune. Ogni giorno solo alcuni numeri di targa avrebbero il permesso di circolare, e dovrebbe venire consentito la circolazione di una sola vettura per famiglia.


Opinione 3: migliorare le condizioni dei pedoni

“Le strade sono sature dei gas di scarico che rendono le vie sporche e rumorose, avendo serie conseguenze sulle salute di chi non ha un’auto. Nello stesso tempo il grande numero di veicoli in circolazione le rende pericolose per tutti, chi si preoccupa di questo casino? Le concessioni di targhe dovrebbero senza dubbio venire limitate e allo stesso tempo bisognerebbe effettuare degli sforzi togliere dalla circolazione i veicoli più vecchi e inquinanti.” Questa è l’opinione di un cittadino che sostiene anche il bisogno di consentire solo ai mezzi di trasporto pubblico l’accesso all’interno del primo anello durante le ore di punta.


Contro

Opinione 1: Garantire un’auto anche alla povera gente
“Imporre restrizioni solo sui nuovi veicoli non è corretto nei confronti della “gente comune” che non è ancora riuscita a permettersi un’auto. Coloro che ancora non possiedono un’auto si troveranno a pagare anche le aumentate tasse sulle automobili quando il loro tenore di vita migliorerà. Non hanno anch’essi il diritto di godersi la vita?” è il pensiero di un anziano che deve cambiare tre autobus tutte le volte che vuole tornare alla sua città natale di Anyue. Negli ultimi tre anni ha continuato a risparmiare i soldi necessari all’acquisto di un’auto.


Opinione 2: le restrizioni trattano i sintomi ma non la causa

“Penso che limitare le vendite di veicoli, anche se in teoria può sembrare ragionevole, non affronta le cause del problema e nel lungo periodo non può essere una misura efficace. Inoltre non è di facile applicazione. Fa sorgere anche un sacco di altri problemi: se si introducono delle restrizioni a Chengdu, la gente può andare da un’altra parte a registrare la propria vettura? Alla fine non risolverà il problema”. Alcuni cittadini della Rete pensano che l’Amministrazione Pubblica dovrebbe essere più attenta ai problemi delle periferie volgendo maggiormento il suo sguardo verso quello che accade all’esterno del terzo anello. Lo spazio all’interno del secondo anello dovrebbe essere riservato al tempo libero, allo shopping e ad altre attività commerciali.

Opinione 3: rapido sviluppo del servizio di trasporto pubblico
“Non ci sono dubbi che ci sono troppe automobili, ma cosa possiamo fare per affrontare questo problema? Lasciare che il governo metta all’asta le targhe? Vuol dire solo dare più soldi al governo”. Molti cittadini credono che il modo più giusto per affrontare il problema sia invece quello di una rapida espansione del trasporto pubblico.

Opinione 4: condizionare la crescita dell’industria dell’auto e dei trasporti
“Se il governo pone dei limiti alle automobili anche il settore manufatturiero e quello turistico verrebbero condizionati (è molto più facile andare in una vicina località turistica in automobile che arrivarci in autobus). Bisognerebbe adottare una politica di un’auto per famiglia. Anche se questo dovesse dire vietare la seconda macchina a chi è abbastanza ricco da potersela permettere”.

Molti cittadini hanno offerto il loro pensiero e inviato i loro contributi: “introdurre strade esclusivamente dedicate ad autobus e taxi, garantire efficienza, convenienza e velocità al trasporto pubblico, rompere il monopolio delle compagnie di taxi aprendo il mercato, affrontare le difficoltà di chi non può utilizzare un taxi”, sono alcuni dei suggerimenti che sono emersi.

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L’autrice:
Jane vive nella capitale della Cina sudoccidentale Chengdu, dove circola con la sua bicicletta Phoenix per andare al lavoro come editore di una rivista (http://www.chengdoo-magazine.com) e di un blog (http://www.cnreviews.com). Nata e cresciuta nell’incubo dei pendolari, Los Angeles, ha speso due inutili anni alla guida di un’automobile prima di capire che esistevano dei modi migliori, anche a L.A.

Di Jane NM ha già pubblicato “Navigare nel traffico di Chengdu”

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