Il futuro delle nostre strade. Visto dall’Australia.

Un po’ di tempo fa il quotidiano australiano Sidney Morning Herald chiese a Peter Newman, membro di Infrastructure Australia, docente di Sostenibilità in una università australiana e autore di ‘Sustainability and Cities, overcoming automobile dependence’, quale secondo lui potesse essere il futuro delle strade australiane. Ecco il suo parere.

Nel 2050 sulle strade ci sarà il 50% di traffico in meno.

I primi segnali di questo fenomeno sono già in atto in Australia dove in tutte le città negli ultimi sei anni si è assistito a un calo dell’utilizzo dell’auto. Questo dato è analogo a quello di molte città statunitensi. Si tratta di un cambiamento strutturale che si verifica in concomitanza di un aumento del ricorso al trasporto pubblico e della ricerca, da parte delle giovani generazioni, di abitazioni situate in aree urbane dove l’auto non è così necessaria.

Stiamo cominciando ad andare oltre l’auto, o almeno oltre la dipendenza da essa.

Per questo, mentre questo trend inizia a farsi più palpabile, assisteremo a fenomeni di conversione dello spazio stradale che verrà destinato ad utilizzi più urbani di quello della mera circolazione di autovetture private. Per esempio soppressione di circonvallazioni, la sostituzione di alcune corsie di superstrade con delle linee di tram, il divieto di circolazione alle auto sulla maggior parte della superficie dei centri cittadini o dei cosiddetti sub-centri, elementi caratterizzanti la futura struttura policentrica della forma urbana che si va delineando.


Gli spostamenti a piedi e in bicicletta saranno le modalità di trasporto di default dato che i costi dei parcheggi saranno altissimi e l’accessibilità alle auto in tutti i centri e sub-centri pesantemente limitata.

Nel 2050 avremo un sistema di ferrovie elettrificate molto più esteso e tutte le auto saranno elettriche, alimentate esclusivamente da fonti rinnovabili così come l’intera rete elettrica che fornisce industrie e abitazioni.

Il trasporto merci avverrà ancora su camion che si convertiranno però all’alimentazione a gas naturale invece che a gasolio. Il petrolio sarà solo un combustibile per l’aviazione, che vedrà ridotto il suo ruolo dato che i combustibili fossili diventeranno incredibilmente cari e i treni ad alta velocità collegheranno le città principali in tempi rapidi e con costi minori. Il gas naturale per il trasporto merci e per l’industria verrà prodotto grazie all’energia solare.

L’unica alternativa possibile a questo scenario sarà il “business as usual” che porterà inevitabilmente al collasso delle nostre città dato che il petrolio sarà una risorsa sempre più scarsa. Le autostrade e le superstrade diventeranno luoghi di mercato pubblico o semplicemente verrranno ricoperte di erbacce a causa della pesante depressione conseguente al collasso economico.

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L’autore:
Peter Newman è docente di Sostenibilità al Curtin University Sustainability Policy (CUSP) Institute. Ha scritto nel 1999 con Jeff Kenworthy il saggio ‘Sustainability and Cities: Overcoming Automobile Dependence’: qui potete consultarne un’anteprima (in inglese) e qui potete ordinarlo. Ha inventato il termine ‘dipendenza dall’auto’ per descrivere come abbiamo costruito delle città nelle quali per andare in qualunque posto sia necessario servirsi dell’auto. Dal 2001 al 2003 è stato responsabile del programma di Sostenibilità Australiano, il primo programma di sostenibilità adottato da uno stato. Dal 2004 al 2005 è stato Commissario della Sostenbilità di Sydney. E’ membro del consiglio direttivo di Infrastructure Australia che finanzia le infrastrutture necessarie alla sostenbilità delle città australiane.

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