Amore, dobbiamo rallentare.

Uno spot che va diritto al nocciolo di certi atteggiamenti verso la velocità e i limiti che bisognerebbe rispettare. Quante volte ci sentiamo presi di mira per venire multati per eccessi di velocità che consideriamo insignificanti. Ma a quali potenziali conseguenze esponiamo noi e i nostri concittadini superando il limite di velocità anche di pochi chilometri all’ora?

La lentezza (Slowth) su Wikipedia.en:

La lentezza è un nuovo concetto alla base della progettazione dei trasporti, solitamente utilizzato riferendosi ad ambienti urbani congestionati, secondo il quale abbassando le velocità di punta raggiungibili dai mezzi circolanti sulla rete urbana si possono ottenere dei tempi di spostamento complessivamente più brevi.

Il concetto di lentezza si può paragonare alla favola della Lepre e della Tartaruga: sottende il concetto che abbassare le velocità massime dei trasporti permette a più gente di arrivare a destinazione più velocemente. Un esempio è quello di una bicicletta che su una rete stradale congestionata può andare più veloce di una Ferrari. Quando una città adotta una politica di lentezza, le velocità massime saranno più basse, ma la congestione diminuisce perchè le velocità più basse hanno come output flussi di traffico più costanti.

Si tratta di un modello che presenta molte potenzialità che solo ultimamente gli ingegneri del traffico, a parte alcune rare eccezioni, stanno prendendo seriamente in considerazione. Viene anche indicato con il temine di “trasporto lento”.

Nello studio del 1996 di Mayer Hillman e Stephen Plowden (“Speed Control and Transport Policy”, Policy Studies Institute, capitolo 10) viene descritto un esperimento in una città svedese di 70mila abitanti, Växjö, che riportò lievissimi incrementi nei tempi di spostamento in seguito alla riduzione delle velocità a venti incroci cittadini. I ricercatori svedesi utilizzarono questi risultati per simulare quello che sarebbe accaduto se simili riduzioni di velocità fossero state applicate a tutti gli incroci cittadini, concludendo che molto probabilmente avrebbero portato globalmente a un piccolo risparmio di tempo.

In tempi più recenti si è registrata una costante crescita dell’attenzione sia in letteratura ma soprattutto da parte di progetti e programmi di trasporto sostenibile attuati in diverse parti del mondo. Potete trovare una lista di queste realtà su http://en.wikipedia.org/wiki/Slowth

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