Auto permettendo si riescono a dare delle notizie interessanti.

Domenica 9 maggio la puntata di Report (Rai3, ore 21), sarà interamente dedicata alle contraddizioni derivanti dal modello automobilistico delle nostre società. Come sempre siamo felicissimi di pubblicizzare l’interesse (purtroppo insufficiente in generale e quasi nullo per quel che riguarda l’Italia) che i media mainstream dedicano a questi argomenti. Una volta tanto la rappresentazione mediatica della realtà combacia con quello che ci dicono i nostri sensi.Quello che segue è il post di presentazione della puntata che potete trovare sulle pagine della trasmissione.

L’AUTO PERMETTENDO

di Michele Buono, Piero Riccardi

In un mondo che è sull’orlo di una crisi di traffico, l’Italia detiene in Europa il primato della densità automobilistica: più di 600 macchine ogni mille abitanti.
Ma nella storia dei trasporti l’automobile in sé è una splendida invenzione e una risorsa di lavoro. Se però la risposta alla domanda di mobilità è sbilanciata sull’automobile, allora la libertà di movimento e la velocità negli spostamenti si trasformano in congestione delle città, inquinamento e in una modalità di trasporto che provoca in assoluto più morti.

Il modello automobile fa sistema, l’industria automobilistica è un grande volano dell’economia: intorno c’è tutta l’industria del petrolio, delle infrastrutture e delle costruzioni. Si fanno grandi affari a far crescere le città selvaggiamente, tanto c’è l’automobile a collegare quartieri sempre più lontani. Risultato?
La rendita immobiliare cresce per pochi, sul resto della collettività sono spalmate le conseguenze negative: traffico intenso, smog, incidenti.

In più, poi, c’è una tassa occulta: quella sulla mobilità delle famiglie che devono acquistare una o più automobili per necessità altrimenti non ci si muove. Una tassa che grava fortemente sulle tasche del nucleo familiare.

Segnali di controtendenza esistono. In Germania e in Svezia si sono sperimentati, in alcune città, modelli abitativi e di trasporto senza obbligo di possedere un’automobile. La ricetta sembra facile e banale: forte impegno pubblico a raggiungere questo obiettivo.

Ma ovunque il modello dominante è l’industria automobilistica, con il suo indotto, che occupa milioni di persone. Se non si vendono automobili l’industria è in crisi, quindi si crea disoccupazione. Allora bisogna fabbricarne altre, ma in Europa e in Italia sono già tante: il mercato è saturo, ormai è solo un mercato di sostituzione. Per cui aiuti di Stato per sostenere la domanda ovvero l’indebitamento collettivo. La spirale è questa. Se si interrompe è crisi.

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Gli autori:

Michele Buono collabora con la Rai dal 1977 come regista e autore.
Realizza reportages e documentari per gli speciali del Tg1 (Tam Tam, Frontiere); Mixer e Format; La storia siamo noi.
Per Rai Edu ha scritto e diretto con Piero Riccardi la serie “30 anni di cronaca nera in Italia”.
Con Report collabora dal 2000.

Michele Riccardi inizia nel 1976 nel cinema, poi, dal 1977 per la Rai.
Collabora a Mixer , Tam Tam e Frontiere (TG1). Per Rai Edu ha scritto e diretto con Michele Buono la serie “30 anni di cronaca nera in Italia”.
Con Report collabora dal 2000.

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