Chi va piano va sano. E non arriva neanche tardi.

Uno dei pilastri alla base dell’approccio alla Nuova Mobilità urbana è il rallentamento del traffico. Funziona come un catalizzatore ambientale. Quando si comincia ad andare più piano e si inizia ad organizzare la propria vita intorno a questo principio si finisce necessariamente per andare meno lontano. La qual cosa a sua volta determina un cambiamento nell’utilizzo del territorio urbano. L’esatto opposto delle forze che spingono alla continua espansione degli agglomerati urbani nelle campagne con tutto quello che ne consegue.

Se c’è un primo passo da compiere, questo dovrebbe essere il rallenamento del traffico. E questa impostazione sta guadagnando forza in Gran Bretagna. Portsmouth ha già introdotto il limite di 20 mph su tutte le sue strade urbane. E’ di questi giorni l’appello di Living Street Scotland ai futuri parlamentari scozzesi per ampliare quelle che qui in Italia indichiamo con il nome di “Zone 30”.

Living Streets Scotland ha lanciato un appello ai futuri parlamentari scozzesi affinchè utilizzino i loro nuovi poteri sui limiti di velocità per portarli a 20 mph (30 km/h) sulle strade urbane.

Il Parlamento Scozzese sta per acquisire delle nuove competenze in materia di guida in stato di ebbrezza e di limiti di velocità. Keith Irving di Living Streets Scotland dice che si tratta di una “occasione da non perdere” per salvare la vita a 40 persone ogni anno e ridurre le conseguenze degli incidenti per più di 2500 persone, in particolare quasi 800 bambini, riducendo la velocità massima a 20 miglia orarie in città:

“quasi 200 bambini, sufficienti per riempire dieci aule scolastiche, vengono gravemente feriti o uccisi ogni anno mentre camminano per strada. Oggi abbiamo un’occasione da non perdere per ridurre questo drammatico pedaggio imposto all’infanzia e alle famiglie”.

L’allargamento delle “zone 30” è una delle questioni chiave poste dal manifesto di Living Street Scotland per le elezioni parlamentari scozzesi del 2011. Tra le altre cose si chiede anche di ridurre il tasso alcolemico consentito alla guida da 80 a 50 mg/100 ml, portandolo ai livelli degli altri paesi europei, e la rimozione di tutti i parcheggi dai cortili delle scuole.

La Scozia è il paese europeo con la più corta aspettativa di vita. Living Street Scotland sostiene l’introduzione di queste modifiche delle strade urbane anche per combattere lo stile di vita molto sedentario degli scozzesi.

Post originale: http://www.livingstreets.org.uk/news/uk/press-release/-/calling-for-20mph-in-scotland

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Nel 2007 sulle strade urbane d’Italia secondo l’Automobile Club Italia si sono verificati 176.897 incidenti (76,6% del totale) che hanno causato 238.712 feriti (pari al 73,3% sul totale) e 2.269 morti (pari al 44,2%). Cifre molto diverse, anche in termini percentuali rispetto alla popolazione, da quelle scozzesi…

Quante tragedie avremmo risparmiato portando il limite di velocità da 50 a 30 km/h? A 50 km/h lo spazio necessario a fermarsi è di circa 35 mt (20.8 mt per reagire e 13.8 mt per frenare). A 30 km/h è di circa 17 mt (12.5 mt + 4.3 mt).

Il tempo che si “perde” negli spostamenti in auto abbassando la velocità massima da 50 a 30 km/h è quantificabile in una percentuale pari al 3% (rilevamenti effettuati in Germania dove le zone 30 sono estese al punto che il 70% dei tedeschi si trova ad abitarci). Quanto tempo si “guadagnerebbe” in mancati ricoveri ospedalieri?

I veicoli che si spostano più lentamente hanno bisogno di meno spazio. Quanto spazio riusciremmo a restituire ad un uso più urbano delle nostre vie?

Studio sui benefici dell’abbassamento dei limiti di velocità: http://associazioni.monet.modena.it/amstrada/zone30.pdf

Post sulla prima città inglese (forse mondiale) totalmente a 30 km/h: http://nuovamobilita.blogspot.com/2009/10/chi-va-piano-va-sano-e-cambia-abitudini.htm

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