Perchè la sinistra vi vuole tutti sul trasporto pubblico

Direttamente da Fox News (il loro motto è “giusti ed equilibrati”) l’articolo che segue è un buon indizio di come gli imbonitori elettorali stimolino saggezza e commenti di esperti sulle “migliori pratiche” che riguardano i trasporti urbani. Se desideraste verificare le reazioni del pubblico alle opinioni dell’autore, non avete che da andarvi a leggere i commenti qui (in inglese).

Perchè la sinistra vuole attirarvi tutti sul trasporto pubblico

Vivere a New York mi ha aperto davvero gli occhi  sull’elite della città e sulla sua predilezione per il cosiddetto efficientissimo sistema di trasporto pubblico di questa metropoli. Io penso che faccia schifo… proprio come ogni altro sistema di trasporto pubblico.

“Non penso proprio che potrei vivere senza la metropolitana, è così comoda. Posso arrivare ovunque abbia bisogno in un momento”. D’accordo. O – seguitemi bene – posso vivere in qualunque altro posto nel nostro paese, fare tre passi fuori dalla porta di casa, salire nella mia auto e andare ovunque in tutto il continente. Quanto è comodo? Non è solo più veloce, ma la mia automobile non puzza di naftalina e urina. Sembrerebbe quasi, – oso dire – che il trasporto privato sia più efficiente del trasporto pubblico! Ma questo non convincerà i militanti di sinistra a smettere di discriminare il primo a favore del secondo. Perché?

E’ semplice. Il controllo. Non è un segreto che il movimento ambientalista è pensato per permettere un aumento del controllo del governo. Tutti i riferimenti alle emissioni, alla dipendenza dai combustibili fossili, all’inquinamento acustico mirano a descrivere queste cose come il sintomo di un problema, risolvibile solo con interventi governativi. La radice del loro problema è, alla fine, la vostra indipendenza.

Fatemi un favore per un secondo. Chiudete i vostri occhi e pensate al giorno nel quale avete ottenuto la patente. Ve lo ricordate? Vi ricordate quella sensazione?

Libertà. Con quella patente avevate staccato il biglietto per entrare a pieno titolo nel mondo. Di sicuro la mia Datsun del 1982 non era una Ferrari, ma non importava… perchè era mia. Costa est, costa ovest, fino a che continuavo a rabboccare il mio radiatore bucato e le mie bielle malconce riuscivano a portarmi dove volevo, ero un uomo libero. La maggior parte degli americanti vedono queste cose come un rito iniziatico. I democratici le vedono come un film di Wes Craven

Politici e personaggi famosi non hanno solo condannato le vostre automobili per essere troppo rumorose, complicate e pericolose per il bene pubblico, ma hanno addirittura provato a distorcere il mercato naturale attraverso l’introduzione di tasse sulle vetture più grosse insieme ad incentivi per le auto “ecologiche”. Per non menzionare l’insano feticismo verso le ferrovie e la loro espansione. E’ pura psicopatologia. Come se non bastasse, vi bombardano costantemente con le loro stupide campagne autoreferenziali “prendete l’autobus” o “andate al lavoro in bici”. Dovrei cominciare a indossare un’imbottitura per le mie natiche.

Sullo stesso piano, il dipresso che le elite di sinistra di NY hanno per il resto dell’America può essere spiegato con la loro frustrata aspirazione a rinchiuderla dentro le aree metropolitane dove possono essere riportate sotto l’ala protettrice del governo.

Personalmente non ho nessun problema con la gente che prende l’autobus o il treno. Diavolo, non ho nemmeno dei problemi con quelli che sono abbastanza spostati per apprezzarli. Solo smettete di usare i miei soldi di contribuente e poi colpevolizzarmi per guidare la mia Datsun. Di sicuro non è bellissima ma quando arriverà l’apocalisse sarà l’unica cosa a rimanere insieme agli scarafaggi.

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L’autore

Steven Crowder è attore, scrittore e collaboratore di Fox News. Ha completato i suoi studi alla Centennial Regional High School a Greenfield Park in Canada, diplomandosi nel 2004. Si dice che parli anche francese.

 

Pubblicato da

Enrico

Enrico Bonfatti, dopo aver vissuto e lavorato nella industriosa Lombardia, si è ritirato oggi in una ridente frazione montana delle prealpi venete. Ha avuto il privilegio di poter sperimentare la vita senza il possesso dell’automobile per tredici lunghi anni. Ultimamente lo ha perso a causa del mutato contesto nel quale si trova a vivere e delle politiche di smantellamento del trasporto pubblico in atto ormai da diversi anni nel nostro paese e non solo. Ha dato vita a questo blog nell’ormai lontano 2009, spinto dalla necessità di preservare, per quanto possibile, il quartiere dove viveva dal quotidiano assalto delle lamiere.

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