Honk! Il costo opportunità di un parcheggio in un Green Pod.

Gli spazi di cui dispone una città sono quasi sempre soggetti a modifiche d’uso nel corso della loro esistenza. Sono sempre di più, per esempio, le aree industriali dismesse che vengono convertite a zone residenziali, oppure edifici del centro storico una volta adibiti ad abitazioni che vengono trasformati in sedi di istituti bancari o in studi di professionisti. Per ogni spazio ci sono sempre diversi utilizzi in concorrenza tra di loro, e questo viene percepito da tutti come una cosa normale. Ma esiste un genere di spazio per il quale questa regola non vale. La sua destinazione d’uso può venire cambiata solo se viene compensata con un cambio di destinazione uguale e contrario. E’ il posto auto.

Eppure, se pensiamo al posto auto come una risorsa limitata il cui impiego deve poter garantire il massimo di produttività, utilizzare lo spazio urbano per poter dare “alloggio” a quante più auto possibile rappresenta una strategia miope per qualunque azienda: quante persone potrebbero dare ricovero al proprio mezzo di trasporto se al posto di quel parcheggio ci fosse qualcos’altro? Quanto spazio si  potrebbe recuperare per destinarlo ad utilizzi più “produttivi” in senso lato (intendendo per produzione non solo quella di beni e servizi ma anche di socialità)?

Quello che segue è semplicemente la presentazione di un prodotto di un’azienda australiana, una piccola cosa che pone grandi questioni.

Green Pod è un servizio per ciclisti che andrebbe installato in ogni destinazione. Può essere installato in ambienti interni ed esterni.

Green Pod occupa lo spazio di un posto auto e viene fornito in due configurazioni:

 

  1. Una doccia, uno spogliatoio, 10 biciclette, 10 armadietti
  2. Due docce, due spogliatoi, 28 biciclette e 28 armadietti.

Green Pod è stato progettato per funzionare con corrente continua di 12V che può essere prodotta da celle fotovoltaiche sistemate sul tetto. Comprende il riscaldamento solare dell’acqua, un sistema di chiusura elettronico, illuminazione a LED attivata da sensori di movimento, un sistema di trattamento delle acque reflue che le riutilizza per le aree verdi, docce temporizzate e meccanismo di pulitura automatico che garantisce alti standard di sanificazione senza il costo della pulizia quotidiana.

In due parole un’installazione che incoraggia stili di vita sostenibili, caratterizzata da una grande flessibilità che permette di adattarsi alle variazioni della domanda e da bassi costi di gestione e di installazione.

Siamo così sicuri che tutti quei parcheggi al vostro posto di lavoro sono così indispensabili?

Green Pod è un prodotto Penny Farthings.

Pubblicato da

Enrico

Enrico Bonfatti, dopo aver vissuto e lavorato nella industriosa Lombardia, si è ritirato oggi in una ridente frazione montana delle prealpi venete. Ha avuto il privilegio di poter sperimentare la vita senza il possesso dell'automobile per tredici lunghi anni. Ultimamente lo ha perso a causa del mutato contesto nel quale si trova a vivere e delle politiche di smantellamento del trasporto pubblico in atto ormai da diversi anni nel nostro paese e non solo. Ha dato vita a questo blog nell'ormai lontano 2009, spinto dalla necessità di preservare, per quanto possibile, il quartiere dove viveva dal quotidiano assalto delle lamiere.

Un pensiero su “Honk! Il costo opportunità di un parcheggio in un Green Pod.”

  1. Veramente intelligente, a mio avviso, l’attenzione al motore della bicicletta. Senz’altro da prevedere, per un uso pubblico, anche il WC (e riscaldamento per zone fredde). Visto che le esigenze dei motori delle bici coincidono con quelle dei pedoni, l’effetto comfort che si otterrebbe in quello spazio sarebbe duplice.

    Attualmente i parcheggi sono dedicati alle auto e i depositi bici alle bici. Incredibile verificare quanto nell’organizzare le città italiane non si sia tenuto conto delle esigenze delle persone.

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