I tagli ai trasporti: iniqui, miopi e pericolosi.

I tagli decisi al settore dei trasporti pubblici nel nostro paese potrebbero benissimo essere l’oggetto di queste considerazioni che Eric Britton dedica alla situazione britannica che sembra la fotocopia di quella italiana. Sarebbe interessante se i nostri lettori ci segnalassero le conseguenze pratiche (già in essere o potenziali) dei tagli ai trasporti, non solo quelle più macroscopiche, ma anche quelle più piccole e apparentemente meno importanti che però sono fondamentali – nell’ottica di  complementarietà e sinergie che è alla base di qualunque politica di nuova mobilità – per costruire un sistema di mobilità sostenibile.

di Eric Britton

Perdonatemi se sono naif, ma stando a quanto leggo e sento mi colpisce in modo particolare il fatto che il trasporto sostenbile in Gran Bretagna dovrà, nei mesi a venire, affrontare una grossa crisi in conseguenza della decisione del governo di coalizione di togliere i finanziamenti da una miriade di realtà di trasporto piccole e locali (dato che se vogliono avere successo devono per forza avere queste caratteristiche). Da osservatore attento anche se distante trovo questa cosa iniqua, poco saggia e pericolosa.

Lo so, sono tempi duri per la Gran Bretagna e i soldi pubblici devono essere spesi bene e in modo accorto. Ma è proprio per questo che non riesco a capire perchè quantità enormi di denaro duramente guadagnato dai contribuenti devono essere messe da parte per essere destinate a massicci investimenti in autostrade e treni ad alta velocità, nessuno dei quali passa perfino i più elementari test di performance di questi tempi difficili. E nello stesso tempo viene minacciata l’esistenza di un vaso numero di progetti molto più piccoli e molto meno costosi che stanno già funzionando e facendo la loro parte.

Bisogna capire che i costi sociali ed ambientali di abbandono di un programma già in atto, ben funzionante che dà un contributo importante alla mobilità, come il caso delle centinaia di progetti in questione – per la maggior parte ad alto impatto e a basso costo – che sono direttamente minacciati dal taglio dei finanziamenti sono molto alti. I trasporti e le città sostenibili non sono risultati di maggiori colate di cemento e di acciaio o di nuovi megaprogetti che non possono passare nemmeno i più elementari test di equità, di economia o di sostenbilità ambientale.

Lo sviluppo sostenibile consiste fondamentalmente in una enorme sfida politica e gestionale che pochi sono riusciti ad affrontare. La chiave per la sostenibilità è l’abilità di coordinare e mettere in sinergia un grande numero di iniziative spesso molto piccole. Iniziative dal basso, molto numerose, con alto coinvolgimento personale, e sempre vicine alla gente. Tutto tranne che invisibili a chiunque voglia osservarle dall’esterno. In un mondo sempre più di corsa, questo complesso compito di gestione richiede molta più competenza di qualche isolata decisione di portare a termine uno o due progetti miliardari (con dietro troppo spesso grossi interessi e giri di denaro). Ma l’arte della governance consiste esattamente nell’essere capaci di affrontare queste sfide complesse a molti livelli e sotto ogni aspetto.

E poi c’è il problema della continuità, la pietra miliare della sostenbilità. Sicuramente potete, per un capriccio, far chiudere qualunque progetto dall’oggi al domani, mandare a casa le persone che lo portavano avanti a cercare di immaginare cosa possono fare domani con tutta l’esperienza che hanno accumulato, e segnare un clamoroso autogol per tutta la nazione. In decenni di osservazioni e lavoro in questo settore, io e i miei colleghi abbiamo imparato almeno una cosa: la coerenza e la continuità sono elementi fondamentali per la sostenibilità dei trasporti, delle città e delle vite.

Articolo originale: Unfair, unsafe and unwise – a major crisis abuilding for sustainable transport in Britain

Pubblicato da

Enrico

Enrico Bonfatti, dopo aver vissuto e lavorato nella industriosa Lombardia, si è ritirato oggi in una ridente frazione montana delle prealpi venete. Ha avuto il privilegio di poter sperimentare la vita senza il possesso dell'automobile per tredici lunghi anni. Ultimamente lo ha perso a causa del mutato contesto nel quale si trova a vivere e delle politiche di smantellamento del trasporto pubblico in atto ormai da diversi anni nel nostro paese e non solo. Ha dato vita a questo blog nell'ormai lontano 2009, spinto dalla necessità di preservare, per quanto possibile, il quartiere dove viveva dal quotidiano assalto delle lamiere.

Un pensiero su “I tagli ai trasporti: iniqui, miopi e pericolosi.”

  1. Condivido pienamente la premessa ed il contenuto di questo articolo. D’accordo tagliare, ma solo a condizione che lo si faccia con criterio… anzi, in qualche caso occorrerebbe aumentare gli investimenti e la spesa pubblica, nei settori che possono portare un miglioramento delle condizioni di vita delle persone (vedi trasporto pubblico!). Purtoppo il nostro governo va nella direzione sbagliata.

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