Riduzioni del deficit: di bilancio o di intelligenza?

Dall’ultimo numero del magazine on line “World Transport Policy and Practice” uscito all’inizio del mese vi proponiamo l’editoriale di John Whitelegg, che prende di mira le scelte di corto respiro nel campo dei trasporti del governo di coalizione inglese. Il numero completo della rivista (in inglese) è scaricabile a questo indirizzo.

I recenti avvenimenti politici in Gran Bretagna di sono rivelatori della forma mentis e delle distorsioni ideologiche proprie dei politici più anziani in una nazione avanzata e molto intelligente. Il Regno Unito è attualmente guidato da un governo di coalizione formato dal Partito Conservatore, guidato da David Cameron, e dal Partito Liberaldemocratico, guidato da Nick Clegg.

Questo governo si è mosso molto in fretta per affrontare il problema principale del paese che riguarda la riduzione del deficit e la stabilizzazione dell’economia nazionale. Si tratta di scopi più che nobili ma le politiche di spesa e dei trasporti come sempre rivelano che questo semplice obiettivo si rivela piuttosto complicato e riguarda uno spostamento verso livelli più alti di mobilità e verso livelli più alti di spesa su cose che vanno più veloci e che vengono utilizzate dalla parte relativamente più ricca della popolazione.

Sul fronte opposto si stanno facendo grandissimi tagli ai servizi locali che potrebbero ridurre il bisogno di trasporto, come per esempio il miglioramento dell’accessibilità all’interno di un’area percorribile a piedi o in bicicletta). Non sono previsti progetti per affrontare il deplorevole record britannico di autobus privati e dergolamentati che servono a garantire enormi profitti alle compagnie di trasporto e servizi scadenti all’utenza e nemmno piani per eliminare i vecchissimi e sovraffollati treni delle aree metropolitane di Manchester e Leeds.

I primi mesi di governo di coalizione hanno prodotto continue dichiarazioni sul bisognod i ridurre gli investimenti pubblici e il deficit ma i politici al governo non hanno rinunciato a spendere 32 miliardi di sterline per la costruzione della ferrovia ad alta velocità, 16 miliardi di sterline per una nuova linea ferroviaria che attraverserà Londra, alla costruzione di nuove arterie stradali al costo di 4 miliardi di sterline all’anno e ai sussidi ai trasporti aerei corrispondenti a circa 10 miliardi di sterline all’anno.

Al contempo il governo ha incoraggiato le amministrazioni locali a rimuovere gli Autovelox che hanno ormai provato la loro efficacia nel ridurre i morti e i feriti sulle strade e il Ministro dei Trasporti Philip Hammond ha annunciato che finirà la “guerra contro gli automobilisti”.

A parte il fatto che non abbiamo notato nessuna “guerra contro gli automobilisti” ma piuttosto il contrario, sembra che siamo di fronte a uno spostamento dell’attenzione politica che si sta allontanando dai concetti di trasporto e mobilità sostenibile, di gestione della domanda e di riduzione del traffico. La fine della guerra agli automobilisti sarebbe più convincente se venisse associata alla fine della guerra ai ciclisti, ai pedoni, ai bambini, agli anziani che ancora soffrono un livello di menomazioni ed omicidi totalmente inaccettabile.

Lo spostamento ideologico verso l’ipermobilità a combustibili fossili è ulteriormente evidenziato dal cosiddetto “rogo delle quangos“. Il governo ha abolito la Commissione sullo Sviluppo Sostenibile che aveva svolto uno splendido lavoro sottolineando che i trend nel campo della mobilità e dei trasporti andavano in direzione opposta agli obiettivi dello sviluppo sostenibile e che la crescita degli spostamenti aerei era particolarmente problematica in particolare per il cambiamento climatico e per la qualità dell’aria nelle aree circostanti gli aereoporti così come per il principio dell’internalizzazione dei costi esterni.

L’abolizione è stato un modo molto efficace per mettere a tacere la voce della ragione. Il prossimo della lista è “Cycling England” che ha lavorato eroicamente per trasformare la politiche sulla ciclabilità britanniche, causando un aumento del 27% del ricorso alle due ruote.

E’ interessante collegare la discussione sul deficit agli enormi costi, circa 850 miliardi di sterline, che il sistema bancario sta addossando al governo britannico. Non vogliamo sminuira l’importanza della riduzione del deficit, ma sembra che si possano trovare enormi somme di denaro per i problemi dei mercati finanziari e delle politiche fiscali ma non si riesca a trovare un centesimo per cose che possono migliorare le possibilità di recupero e la qualità della vita urbana e che permettano alle nostre città di funzionare in modo efficiente a costi molto più bassi sia per il pubblico che per il privato. Ignoriamo tutto ciò che rientra nelle categorie delle esternalità.

In un mondo sempre più a rischio di uno shock ambientale, sociale ed economico di grandi proporzioni conseguente al picco del greggio e al cambiamento climatico sembra sempre più che stiamo cantando vittoria sulle rovine. Un futuro dominato da una sempre più scarsa disponibilità di combustibili fossili, da  produzioni alimentari ed ecosistemi compromessi dal cambiamento climatico, da miliardi di persone sotto la soglia di povertà, da enormi città cinesi, indiane e africane sempre più dominate dal trasporto motorizzato privato a spese della sostenibilità, e da un milione di morti all’anno nei cosiddetti “incidenti” da traffico ha un aspetto molto tetro.

Una specie animale incoraggiata ad andare più veloce e più lontano come se lo spostamento fosse un buona cose in sè farebbe bene a guardare al 2010 come a una grande opportunità mancata per correggere il deficit di intelligenza piuttosto che quello fiscale.

John Whitelegg
Editor

Nota: Quangos sta per Quasi Autonomous Government Organisations

, Organizzazioni Governative Quasi Autonome, istituite appositamente per formulare

specifici obiettivi politici o fornire pareri di esperti.

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L’autore
John Whitelegg è docente di Sostenibilità dei Trasporti alla Liverpool John Moores University e di Sviluppo Sostenibile alla University of York’s Stockholm Environment Institute, fondatore ed editore del Journal of World Transport Policy and Practice. E’ Consigliere comunale a Lancaster e dirigente del Green Party nel North West England.

Pubblicato da

Enrico

Enrico Bonfatti, dopo aver vissuto e lavorato nella industriosa Lombardia, si è ritirato oggi in una ridente frazione montana delle prealpi venete. Ha avuto il privilegio di poter sperimentare la vita senza il possesso dell'automobile per tredici lunghi anni. Ultimamente lo ha perso a causa del mutato contesto nel quale si trova a vivere e delle politiche di smantellamento del trasporto pubblico in atto ormai da diversi anni nel nostro paese e non solo. Ha dato vita a questo blog nell'ormai lontano 2009, spinto dalla necessità di preservare, per quanto possibile, il quartiere dove viveva dal quotidiano assalto delle lamiere.

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