5 consigli per far partire bene il vostro bike sharing

Il bike sharing negli ultimi due anni è letteralmente esploso in tutto il mondo. Ma quanto a questa esplosione quantitativa corrisponde una reale utilità ed efficacia del servizio? Si tratta di una modalità di trasporto che, basandosi su una tecnologia di fatto molto semplice – la bicicletta – viene spesso adottata in modo piuttosto superficiale da parte di pubblici amministratori poco accorti o attenti principalmente al ritorno di immagine per la loro carriera politica. Oggi alcuni consigli di Paul De Maio sulle pratiche da seguire se si vuole un servizio di bike sharing di successo.

Il Bike-sharing è un servizio di trasporto pubblico a due ruote – si potrebbe chiamare trasporto pubblico in bicicletta – nato ad Amsterdam nel 1965 e da allora si è diffuso in oltre 250 città in tutto il mondo. Il servizio permette di prelevare una bicicletta da una tra le tante stazioni di prelievo automatico e di restituirla nella stazione che più gli conviene. Dato che si tratta di un sistema con esigenze gestionali abbastanza complesse, se si vuole che abbia successo le Amministrazioni che lo adottano dovrebbero avere ben presente quanto segue:

1) Prima del bike sharing bisogna costruire un ambiente a misura di bicicletta

La vostra comunità dovrebbe già essere molto bike-friendly, dotata di una ricca infrastruttura dedicata alle biciclette come piste ciclabili, corsie ciclabili etc. Questa rete di percorsi permetterà ai ciclisti e agli utenti del bike sharing di spostarsi facilmente e in sicurezza all’interno della vostra città. Negli USA la League of American Bicyclists nel suo Bicycle Friendly America Yearbook offre degli esempi di quello che molte città hanno fatto per diventare più a misura di bicicletta. Le città con servizi di bike sharing funzionanti sono anche ai primi posti nella classifica delle comunità più a misura di bicicletta: tra queste Arlington, Washington, Minneapolis e Denver. Se si vuole inaugurare un servizio di bike sharing bisognerebbe essere almeno tra quelle città che in questa classifica hanno ottenuto un “bronzo”.


A  Capital Bikeshare station.

2) Il bike sharing non è economico, così preoccupatevi di garantirvi finanziamenti adeguati.

Inaugurando un servizio di bike sharing inaugurate un servizio di trasporto pubblico. Può essere sicuramente più economico di una nuova linea tranviaria o di un nuovo servizio di autobus, ma se si vuole che funzioni necessita sicuramente di finanziamenti sufficienti. Mentre le tipologie di bike sharing sono molto variegate, i costi possono arrivare a 5000 dollari per bicicletta come investimento iniziale, mentre le spese di gestione variano dai 100 ai 200 dollari per bicicletta all’anno. Un servizio con un paio di centinaia – o di migliaia – di biciclette è molto costoso. Comunque, anche se i costi di implementazioni non sono sicuramente bassi, il bike sharing può essere una modalità di trasporto pubblico con un ottimo rapporto costi/benefici.

3) Importanza di dimensioni e densità

Un servizio di autobus con un unico autobus o con solo un paio di fermate sarà accessibile a un numero di persone molto limitato – quelle che abitano, lavorano o studiano vicino alle fermate. Lo stesso vale per il bike sharing, dato che un più alto numero di mezzi e un più alto numero di stazioni si traducono in un servizio più utilizzato. La densità delle stazioni dovrebbe essere tale che un utente dovrebbe poterne trovare una ogni paio di isolati. Infatti l’utilità di un servizio di bike sharing cresce esponenzialmente all’aggiungersi di ogni singola stazione, dato che ogni stazione allarga l’area del servizio migliorando i legami dei luoghi urbani con questo nuovo servizio di trasporto.

4) Partnerships pubblico-privato

Il bike sharing si presta a questo tipo di collaborazioni. Le imprese private possono collaborare con le amministrazioni che adottano il bike sharing attraverso sponsorizzazioni o l’acquisto di una stazione all’esterno della loro sede. Possono trovare il bike sharing un’utile alternativa di trasporto per i loro dipendenti e un’occasione per migliorare la loro accessibilità alla clientela promuovendo al contempo un servizio “verde” e creandosi in questo modo un’immagine ambientalista. Nello stessto tempo questo garantisce un risparmio di soldi pubblici che rappresenta un’utleriore vantaggio per la collettività.

Sia amministrazioni pubbliche che ONG interessate all’adozione di questi servizi possono trarre un grande vantaggio da sponsorizzazioni che li aiutino ad allargare l’area di utenza del bike sharing. Braclays Bank ha sponsorizzato il Barclays Cycle Hire di Londra contribuendo con 40 milioni di dollari; BlueCross Blueshield del Minnesoto ha sponsorizzato il Nice Ride Minnesota a Minneapolis con 1.75 milioni di dollari. Per chi vuole implementare un servizio di biciclette pubbliche il coinvolgimento del settore privato può allargare il servizio migliorando il rapporto costi-benefici, creando una situazione vantaggiosa per entrambe le parti.


A Melbourne Bike Share station.

5) Non muoversi da soli, ma lavorare a livello regionale.

Il bike sharing può produrre effetti molto più evidenti quando organizzato su base regionale, come è stato fatto a Parigi e a Washington. Per gli spostamenti pendolari il bike sharing è la soluzione ideale per la copertura dell’ “ultimo chilometro” di lunghi tragitti casa-lavoro con il trasporto pubblico. L’avvio di un servizio richiede moltissimo lavoro, ma condividere le responsabilità e le spese tra diverse entità amministrative è un’ottima cosa. Inoltre è estremamente importante che amministrazioni diverse che si trovano in una stessa regione abbiano dei servizi compatibili tra loro, in modo da rendere possibile spostarsi tra due stazioni collocate in due aree amministrative diverse.

Con un crescente numero di servizi di bike sharing negli USA e nel mondo il bike sharing si è dimostrato efficace nel soddisfare i bisogni di brevi spostamenti urbani, così come complemento ad altre modalità di trasporto. Tuttavia ci possono essere dei problemi, come con qualunque altra modalità di trasporto, che dovrebbero essere evitati per ottenere un servizio utilizzato e apprezzato. Seguire questi consigli dovrebbe aiutare ad imboccare la strada giusta.

Articolo originale: Five things every mayor should know before starting a bike-sharing program

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L’autore

Paul DeMaio è il fondatore dello studio di consulenza sul bike sharing MetroBike, LLC e coautore di The Bike-sharing Blog.

Un grazie a Marco Menonna, autore di un eccellente studio sui servizi di bike sharing in Piemonte, per la segnalazione.

Pubblicato da

Enrico

Enrico Bonfatti, dopo aver vissuto e lavorato nella industriosa Lombardia, si è ritirato oggi in una ridente frazione montana delle prealpi venete. Ha avuto il privilegio di poter sperimentare la vita senza il possesso dell'automobile per tredici lunghi anni. Ultimamente lo ha perso a causa del mutato contesto nel quale si trova a vivere e delle politiche di smantellamento del trasporto pubblico in atto ormai da diversi anni nel nostro paese e non solo. Ha dato vita a questo blog nell'ormai lontano 2009, spinto dalla necessità di preservare, per quanto possibile, il quartiere dove viveva dal quotidiano assalto delle lamiere.

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  1. Mi piacerebbe conoscere un gruppo di amanti della bicicletta per poter , insieme, percorrere su piste ciclabili percorsi tra La Spezia,Santo Stefano, Aulla e zone limitrofe.
    La mia mail è: ermellina2@libero.it
    Rispondetemi. Ciao!

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