Per gli USA contromano in bici si può.

Capita più o meno frequentemente a molti di noi, anche tra quelli che sono più dipendenti dall’automobile, di spostarsi in bicicletta. E probabilmente di trovarsi nella situazione di dover scegliere tra violare il codice della strada imboccando un senso vietato e aumentare i propri tempi di spostamento allungando il percorso o scendendo per spingere il mezzo a piedi fino alla fine del tratto dove la circolazione è vietata.

Al fine di evitare questa situazione, che è uno dei motivi che ostacola il ricorso alla bicicletta, molte città stanno abolendo i sensi unici per la circolazione ciclistica. E’ di qualche giorno fa invece la notizia del riconoscimento ufficiale da parte dell’Amminstrazione Federale Statunitense delle piste ciclabili contromano, una struttura la cui introduzione è causa spesso di controversie e dibattiti in ogni città.

di Itir Sonuparlak

La Federal Highway Administration (FHWA) ha riconosciuto come regolari infrastrutture per la mobilità le piste ciclabili contromano opportunamento segnalate nel suo Manuale sull’uniformità dei dispositivi di controllo del traffico (Manual on Uniform Traffic Devices, MUTCD), la raccolta ufficiale di standard nazionali per tutte le strutture di regolazione del traffico amministrate dall’FHWVA.

Le piste ciclabili contromano, nelle quali le biciclette possono circolare in direzione opposta ai flussi veicolari motorizzati nelle vie a senso unico sono un argomento molto controverso e dibattuto. I contrari sostengono che si tratta di strutture illegali, poco sicure, che spostano risorse dalle infrastrutture per le automobili facendo notare anche i costi da sostenere per la posa dell’adeguata segnaletica. I favorevoli invece sosengono che le piste ciclabili contro mano consentono il traffico ciclistico in entrambe le direzioni aumentando quindi la convenienza del ricorso alla bicicletta che diventerebbe anche più sicuro, dato che il restringimento della strada rallenta il traffico. Questo conflitto e l’ambiguità riguardante l’accettazione di queste strutture all’interno del codice della strada sono alla base della riluttanza delle amministrazioni locali di fronte alla loro ventilata introduzione.

Anche se alcune corsie contromano sono già state adottate in alcune città degli USA, la conferma che arriva dall’FHWA rappresenta un’ulteriore prova della loro adeguatezza. “Gli standard MUTCD godono di grande consenso” scrive Stephen Miller di Greater Greater Washington, un blog di trasporti, urbanistica e crescita intelligente di Washington “La maggior parte degli stati e delle contee aspira a ottemperare con essi”.

Secondo un documento del 2006 della FHWA sulla mobilità di pedoni e ciclisti, le corsie contromano permettono una sostanziosa riduzione dei tempi degli spostamenti. Migliorano inoltre l’accessibilità di destinazioni molto freqeuntate  e la sicurezza sui lunghi spostamenti, riducendo la possibilità di trovarsi in situazioni di conflitto.

Washington è stata una delle ultime città a introdurre le corsie ciclabili contromano nei suoi sforzi di facilitare la circolazione ciclistica, unendosi a città come Portland, Boulder, New York e Londra.

Articolo originale: Contraflow Bike Lanes Deemed Acceptable by the U.S. Federal Highway Administration

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L’autrice:

Itir Sonuparlak

Itir è una blogger di TheCityFix.com. Laureata in urbanistica alla facoltà di Architettura della Columbia University, i suoi interessi vanno dal riciclaggio e il riutilizzo dei materiali alla mobilità sostenibile.

Pubblicato da

Enrico

Enrico Bonfatti, dopo aver vissuto e lavorato nella industriosa Lombardia, si è ritirato oggi in una ridente frazione montana delle prealpi venete. Ha avuto il privilegio di poter sperimentare la vita senza il possesso dell'automobile per tredici lunghi anni. Ultimamente lo ha perso a causa del mutato contesto nel quale si trova a vivere e delle politiche di smantellamento del trasporto pubblico in atto ormai da diversi anni nel nostro paese e non solo. Ha dato vita a questo blog nell'ormai lontano 2009, spinto dalla necessità di preservare, per quanto possibile, il quartiere dove viveva dal quotidiano assalto delle lamiere.

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