Ad Amsterdam meno auto, eppure sempre più fastidiose.

Da Amsterdam una notizia curiosa che lascia sperare: negli ultimi tempi anche chi non possiede una bici dichiara di trovare molto più disturbante la presenza degli automobilisti che non quella dei ciclisti. Che un modo di vedere la città al quale siamo abituati da decenni cominci a diventare una “sottocultura”?

Fonte: Velomondial

Gli abitanti di Amsterdam che non possiedono una bicicletta sembrano diventare meno insofferenti dei ciclisti sulle strade, mentre lo diventano sempre più nei confronti degli automobilisti. I motivi di questo fenomeno non sono chiari.

Ad Amsterdam sembra che tutti abbiano una bici, ma in realtà ci sono anche molte persone che abitano in famiglie dove nessuno ne ha una.Secondo gli studi effettuati dall’ammininistrazione cittadina questa situazione riguarda una persona su cinque o su sei. In questi studi è stato chiesto alle persone se capita loro di venire disturbate dagli altri utenti della strada e, in caso affermativo, da quali di loro. Nel 2008 le risposte di chi non possedeva una bicicletta identificavano per lo più i ciclisti come causa principale di disturbo. Ma nel 2010 la situazione si è invertita: oggi queste persone vengono disturbate per lo più dagli automobilisti. La differenza è statisticamente significativa.

Jessica Greven, ricercatrice, dice che le cause di questo fenomeno non sono chiare. “Si potrebbe pensare che la chiusura di molte strade possa mettere in evidenza il disturbo che reca il trasporto motorizzato. Ma anche nel 2008 parecchie strade vennero chiuse. Sarà interessante vedere se questo fenomeno continuerà anche nei prossimi anni”. Tra chi invece possiede una bicicletta non c’è invece una tendenza chiara. Dichiarano di sentirsi disturbati principalmente dagli automobilisti, ma quasi altrettanto spesso dagli altri ciclisti. I motorini arrivano al terzo posto. Che questi ultimi stiano guadagnando terreno in questa classifica?

 

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Enrico

Enrico Bonfatti, dopo aver vissuto e lavorato nella industriosa Lombardia, si è ritirato oggi in una ridente frazione montana delle prealpi venete. Ha avuto il privilegio di poter sperimentare la vita senza il possesso dell'automobile per tredici lunghi anni. Ultimamente lo ha perso a causa del mutato contesto nel quale si trova a vivere e delle politiche di smantellamento del trasporto pubblico in atto ormai da diversi anni nel nostro paese e non solo. Ha dato vita a questo blog nell'ormai lontano 2009, spinto dalla necessità di preservare, per quanto possibile, il quartiere dove viveva dal quotidiano assalto delle lamiere.

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