Come confondere le idee: le “top ten” del trasporto pubblico – I

Siamo spesso portati a creare delle classifiche “top ten” che ci indichino i “migliori dieci” in qualunque cammpo dell’attività umana. Ma quanto questa consuetudine può essere utile nel campo della mobilità?

da Human Transit.org

Un articolo di US News and World Report dichiara di avere individuato i migliori 10 sistemi di trasporto pubblico negli USA:

1. Portland, OR

2. Salt Lake City

3. New York

4. Boston

5. Minneapolis-St. Paul, MN

6. San Francisco

7. Los Angeles

8. Honolulu

9 (tie). Denver

9 (tie). Austin

Tutte città molto attraenti. La metodologia:

Il punteggio prende in considerazione la spesa procapite in trasporto pubblico, il numero di incidenti per milione di spostamenti e il numero di spostamenti procapite.

Ma poi l’articolo riporta quanto segue:

l’analisi dei dati della Federal Transit Administration e di APTA indica quali città sono tra le migliori del paese per quanto riguarda il trasporto pubblico. Tutti i sistemi di queste città hanno delle caratteristiche che li rendono unici nel panorama nazionale. Per esempio il trasporto pubblico di Portland garantisce all’utenza un’ampia varietà di opzioni di trasporto tra le quali bus, tram, treni locali e una monorotaia sospesa.

Aargh! La varietà tecnologica non dice niente sulle opzioni di trasporto! Se gli abitanti di Portland avessero a disposizione un bus, un tram, un treno locale e una monorotaia sospesa tutti per lo stesso spostamento, avrebbero a disposizione un sistema di trasporto abbastanza stupido, no?

Pubblicato da

Enrico

Enrico Bonfatti, dopo aver vissuto e lavorato nella industriosa Lombardia, si è ritirato oggi in una ridente frazione montana delle prealpi venete. Ha avuto il privilegio di poter sperimentare la vita senza il possesso dell'automobile per tredici lunghi anni. Ultimamente lo ha perso a causa del mutato contesto nel quale si trova a vivere e delle politiche di smantellamento del trasporto pubblico in atto ormai da diversi anni nel nostro paese e non solo. Ha dato vita a questo blog nell'ormai lontano 2009, spinto dalla necessità di preservare, per quanto possibile, il quartiere dove viveva dal quotidiano assalto delle lamiere.

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