Maggio a pedali.

Maggio è il mese della bicicletta durante il quale si moltiplicano le iniziative volte a favorire l’utilizzo delle due ruote nelle nostre città. Domenica è stata la Giornata Nazionale della Bicicletta (iniziativa istituzionale promossa dal Ministero dell’Ambiente), durante la quale è avvenuta la premiazione del primo Giretto d’Italia 2011 – organizzato da Legambiente, Fiab e dal Coordinamento Nazionale Uffici Biciclette – che ha visto diverse città italiana competere per ottenere il primato del maggior numero di spostamenti in bici.

Impressionanti i risultati ottenuti dalle città partecipanti: la percentuale di passaggi di biciclette sulle strade prese a campione ha sfondato in molti casi il 30% del totale, con le città di medie dimensioni a tirare la volata e quelle più grandi in coda. A Trento la percentuale di mezzi a motore privati è addirittura arrivata a un infimo 10%. Tutti segnali che in questo campo le difficoltà nel trovare delle soluzioni sono legate più a fattori culturali che economici e tecnici, e che quando si crea un clima culturalmente favorevole a profonde modifiche delle abitudini di spostamento la strada si spiana improvvisamente.

Domani invece si terrà il Bike To Work Day, iniziativa che negli USA si svolge da più di 50 anni e che per il secondo anno consecutivo viene rilanciata nel nostro paese dai romani Ciclomobilisti con lo scopo di convincere sempre più persone ad utilizzare le due ruote per andare al lavoro. Dalle esperienze statunitensi sembra che queste iniziative abbiano poi delle ricadute molto concrete sugli abitudini di spostamento di chi vi partecipa: infatti quasi un terzo delle persone intervistate dichiare di avere fatto un maggiore uso della bicicletta dopo avere aderito a un Bike to Work Day.

Auguriamo a tutti buone pedalate siano esse pendolari, erratiche o di piacere.

Pubblicato da

Enrico

Enrico Bonfatti, dopo aver vissuto e lavorato nella industriosa Lombardia, si è ritirato oggi in una ridente frazione montana delle prealpi venete. Ha avuto il privilegio di poter sperimentare la vita senza il possesso dell’automobile per tredici lunghi anni. Ultimamente lo ha perso a causa del mutato contesto nel quale si trova a vivere e delle politiche di smantellamento del trasporto pubblico in atto ormai da diversi anni nel nostro paese e non solo. Ha dato vita a questo blog nell’ormai lontano 2009, spinto dalla necessità di preservare, per quanto possibile, il quartiere dove viveva dal quotidiano assalto delle lamiere.

Rispondi