L’economia del trasporto pubblico e il senso comune – II

– Nate Silver, New York Times of May 20, 2011, per l’articolo originale click qui

I punteggi assegnati da Brookings si basano su due criteri di valutazione. Primo: la percentuale di abitanti che si trovano a meno di tre quarti di miglio da una fermata del trasporto pubblico. Secondo: la percentuale di spostamenti casa-lavoro che può venire effettuata in meno di 90 minuti utilizzando il trasporto pubblico.

Il primo criterio è piuttosto centrato, sempre che voi sappiate bene dove vi portano le linee di trasporto pubblico. Il secondo non lo è, e presume che si conosca la collocazione di casa e lavoro della popolazione. Brookings ha effettuato delle estrapolazioni, utilizzando le informazioni a disposizione su orari e percorsi, e anche se ha effettuato alcune scelte che non mi trovano d’accordo, tutto sommato ci ha messo a disposizione dei dati di rilievo.

Il problema è che uno studio come questo si rivela abbastanza inutile se non si valutano le alternative di viaggio. Prendiamo in considerazione Poughkeepsie, N.Y., classificatasi miseramente ultima nello studio di Brookings. Pughkeepsie è abbastanza lontana da New York, però alcune persone scelgono di andare a lavorare in centro da lì. Ci vogliono due ore per raggiungere il Grand Central Terminal della Metro North Railroad, cioè un viaggio piuttosto pesante. Ma lo stesso spostamento in auto richiederebbe un’ora e 39 minuti senza traffico – e di sicuro un po’ di traffico lo incontrate se andate a lavorare a New York nelle ore di punta.

Così dovete bere la vostra cicuta, ma Metro-North è probabilmente la migliore alternativa per almeno alcuni dei residenti di Poughkeepsie, e la sua presenza migliora il benessere della città. Infatti Poughkeepsie, nella classifica delle città con i più alti share di utilizzo del trasporto pubblico, risulta al quattordicesimo posto.

Poi guardiamo il caso di Modesto. Poniamo che abitiate all’angolo tra Rosemore Avenue e Crocker Lane e che lavoriate alla E&J Gallo Winery, il più grande datore di lavoro della città. In autobus ci mettete 30 minuti. Qualunque New Yorkese sarebbe capace di uccidere per metterci mezzora per andare al lavoro! Ma lo stesso spostamento in auto richiede 8 minuti. Non sto dicendo che il trasporto pubblico locale di Modesto dovrebbe venire abolito – è utile avere qualche alternativa per quelli che non possono guidare – ma la stragrande maggioranza degli abitanti di Modesto sono assolutamente indifferenti (nel migliore dei casi) alla presenza di autobus che probabilmente non meritano nessun ulteriore investimento di denaro pubblico.

Ironia della sorte, le città che occupano la parte alta della classifica di Brookings potrebbero avere conseguito questi risultati proprio perchè sono delle ottime città per le automobili. Il 91% degli utenti del trasporto pubblico di queste città è costituito da utenti degli autobus. E la caratteristica degli autobus è che – a meno che non abbiano a disposizione una struttura viaria che garantisca loro diritto di precedenza sulle auto come a Pittsburgh e Seattle – non possono essere più veloci delle automobili dato che seguono le stesse strade, ma con più fermate e altri inconvenienti, come i tempi di attesa e la distanza da percorrere a piedi.

Le città che hanno le strade relativamente libere dalla congestione – e le città di medie dimensioni dell’ovest appartengono a questa categoria dato che sono state progettate pensando alle auto – possono garantire degli spostamenti in autobus veloci in senso assoluto. Ma i tempi di spostamento saranno comunque più lenti di quelli che si ottengono spostandosi in auto, così il trasporto pubblico non viene utilizzato molto. Uno studio che valuta il trasporto pubblico attraverso la lente della sua accessibilità, come fa lo studio di Brooking, non è in grado di rilevare queste differenze. Al contrario, uno studio che si concentrasse sulle scelte a disposizione dei pendolari lo sarebbe. Potete spendere miliardi di dollari per espandere il sistema ferroviario di Buffalo e costruire qualcosa di tecnologicamente all’avanguardia – ma a Buffalo, dove i tempi di spostamento sono già molto brevi (causa la bassa densità abitativa), sarebbe solo uno spreco di soldi e nessuno lo utilizzerebbe.

Allora perchè portare questo studio piuttosto oscuro alla vostra attenzione? Per tre motivi.

Primo, coglie una questione politica molto importante. Sono un “tifoso” del trasporto pubblico – ma so anche che la tolleranza dei contribuenti verso i finanziamenti di nuovi progetti è limitata, e i soldi dovrebbero concentrarsi in quelle aree dove guidare è una cattiva alternativa e ci potrebbero essere notevoli miglioramenti delle condizioni dei pendolari costruendo nuove linee. Questo criterio permetterebbe di includere città come Atlanta, Dallas, Houston e Los Angeles dove i tempi di spostamento sono molto alti ma l’utenza del trasporto pubblico è scarsa.

Secondo, c’è un grande potenziale inespresso nei dati raccolti da Brookings. Hanno fatto un enorme lavoro nella stima dei tempi di spostamento con il trasporto pubblico, che non è una cosa facile da fare. Se si fossero preoccupati anche di valutare i tempi degli stessi spostamenti effettuati in aut, questi dati sarebbero enormemente più utili. Supponiamo, per esempio, che con questi dati si possano individuare delle città nelle quali il trasporto pubblico è già competitivo con l’auto, ma un numero relativamente basso di persone lo utilizza. Questo sarebbe un segnale per avviare delle campagne di marketing, che sarebbero estremamente economiche se paragonate alla costruzione di nuove linee. Oppure ci potrebbero essere alcune città con una rete di trasporto pubblico ben disposta ma con una frequenza di corse molto bassa – se il tram passa ogni cinque minuti invece che ogni venti potrebbe diventare una valida alternativa per molti più pendolari. Anche questa potrebbe essere una soluzione relativamente economica: è molto più conveniente aggiungere servizi su una linea esistente che costruirne una nuova da zero.

Il terzo motivo è più generale: voglio sottolineare che non è l’utilizzo di criteri oggettivi che rende affidabile uno studio. Infatti molti studi che provano a classificare o a dare dei punteggi alle cose sembrano essere molto vulnerabili di fronte a critiche metodologiche intuitive e disorganizzate. Se arrivate a dei risultati che smentiscono il senso comune – come il fatto che Modesto ha un miglior servizio di trasporto pubblico di New York – allora potreste anche avere scoperto qualcosa di interessante: la tradizionale saggezza può essere fallibile. Ma molto, molto più spesso, è un segnale che avete sbagliato qualcosa e sarebbe meglio che riprendiate in mano i vostri criteri di valutazione prima di pubblicare il vostro lavoro.

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L’autore

Nathaniel Rea “Nate” Silver è uno statistico specializzato in sondaggi elettorali e scrittore americano. Si è inizialmente guadagnato l’attenzione del grande pubblico sviluppando PECOTA, un sistema di previsione delle carriere e delle prestazioni dei giocatori della Major League Baseball. Nel 2007, sotto lo pseudonimo di “Poblano”, Silver cominciò a pubblicare analisi e previsioni sulle elezioni presidenziali del 2008. L’accuratezza delle sue previsioni del novembre 2008 – individuò esattamente il vincitore delle elezioni in 49 dei 50 stati americani – contribuì a guadagnargli ulteriore attenzione e considerazione. (da Wikipedia.en)

Potete seguire il suo lavoro  su  http://fivethirtyeight.blogs.nytimes.com/

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Pubblicato da

Enrico

Enrico Bonfatti, dopo aver vissuto e lavorato nella industriosa Lombardia, si è ritirato oggi in una ridente frazione montana delle prealpi venete. Ha avuto il privilegio di poter sperimentare la vita senza il possesso dell’automobile per tredici lunghi anni. Ultimamente lo ha perso a causa del mutato contesto nel quale si trova a vivere e delle politiche di smantellamento del trasporto pubblico in atto ormai da diversi anni nel nostro paese e non solo. Ha dato vita a questo blog nell’ormai lontano 2009, spinto dalla necessità di preservare, per quanto possibile, il quartiere dove viveva dal quotidiano assalto delle lamiere.

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