Bicicletta e salute mentale

Molte persone che usano la bici per i loro spostamenti quotidiani sostengono di trovarla terapeutica. A Washington è appena partito un progetto teso a verificare se la bicicletta possa rappresentare una forma terapeutica per quelli che più ne hanno bisogno.

da WashingtonPost.com

Nel suo primo anniversario Capital Bikeshare, il Bike Sharing di Washington, ha lanciato un programma che abbonerà al servizio venti persone con disagio mentale, in parte per aiutarle a spostarsi in città ma anche per vedere se il ciclismo migliora la loro condizione fisica e psichica.

“L’aspetto interessante del servizio di bike sharing è che ci permette di sapere esattamente quante persone usano effettivamente l’abbonamento” dice Yavar Moghimi, lo psichiatra ideatore del progetto. “Saremo in grado di stimare quanti chilometri percorrono le persone e quante calorie bruciano grazie al fatto che sappiamo i punti di prelievo e rilascio dei mezzi”.

Moghimi dice di sperare che lo studio – che durerà un anno – sarà in grado di dimostrare che l’aumento della mobilità e dell’attività fisica produce degli effetti benefici sulla salute mentale.

Le venti persone selezionate per il progetto presentano dei problemi che spaziano dalla schizofrenia cronica alla depressione, dall’ansia agli stress post traumatici. Gli unici pazienti esclusi sono quelli con disordini cognitivi che potrebbero non essere in grado di prelevare le biciclette.

“Spero che gli effetti positivi sulla salute fisica e mentale possano venire inequivocabilmente dimostrati e che questo progetto possa aprire la strada a ulteriori studi”, dice Josh Moskowitz, uno dei responsabili del bike sharing di Washington.

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Enrico

Enrico Bonfatti, dopo aver vissuto e lavorato nella industriosa Lombardia, si è ritirato oggi in una ridente frazione montana delle prealpi venete. Ha avuto il privilegio di poter sperimentare la vita senza il possesso dell'automobile per tredici lunghi anni. Ultimamente lo ha perso a causa del mutato contesto nel quale si trova a vivere e delle politiche di smantellamento del trasporto pubblico in atto ormai da diversi anni nel nostro paese e non solo. Ha dato vita a questo blog nell'ormai lontano 2009, spinto dalla necessità di preservare, per quanto possibile, il quartiere dove viveva dal quotidiano assalto delle lamiere.

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