Honk! Gli autobus di notte a Milano fanno il pieno.

La scoperta dell’acqua calda. I bus notturni del weekend a Milano sono un successo. Il trasporto pubblico nelle ore notturne, normale una volta in moltissime città italiane, era stato gradualmente smantellato con la giustificazione di dover concentrare risorse dove più alta era la domanda, senza rendersi conto che questa strategia miope avrebbe fatto calare la domanda ad ogni ora del giorno, spingendo la gente a utilizzare l’auto sempre di più. 

In realtà se si vuole ridurre il traffico delle ore di punta e garantire un’equità di accesso alle risorse urbane a tutte le fasce di cittadini è importante offrire valide opzioni di trasporto anche in quelle ore durante le quali, dal punto di vista commerciale, la cosa non è assolutamente conveniente. Il ritorno in termini di utenza, di shift modale e di risparmio in investimenti in costose infrastrutture automobilistiche è assicurato.

da La Repubblica, 18 ottobre 2011

di Ilaria Carra

Una media di ottomila viaggiatori a bordo ogni weekend. Con picchi tra le 2 e le 4 e tra le 5 e le 6, a testimoniare l’utilizzo del bus by night anche da parte di alcuni lavoratori dagli orari particolari. Il Comune fa un primo bilancio dell’affluenza sugli autobus notturni, undici linee dalle 2 alle 6, introdotti in città da fine settembre.

L’autobus più usato di notte è quello che ogni mezz’ora fa la spola tra Abbiategrasso e Cascina Gobba. Una linea alla quale in tanti hanno rimproverato la scarsità di cartelli alle fermate, che spesso non coincidono con le stazioni del metrò. Una lacuna che il Comune promette di sanare: «È la linea più richiesta e faremo il possibile per estenderla presto anche durante la settimana», assicura l’assessore alla Mobilità, Pierfrancesco Maran. Che è soddisfatto dell’avvio del servizio: «In tutto ci costa un milione all’anno, spendiamo circa 10mila euro per sera e ottomila utenti a weekend è un buon risultato e non uno spreco». Anche dai sindacati arriva qualche suggerimento: per Francesco Morisano della Filt Cgil «bisogna segnalare meglio le fermate delle linee sostitutive e pubblicizzare il servizio nelle scuole, all’università e nei locali notturni».

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Pubblicato da

Enrico

Enrico Bonfatti, dopo aver vissuto e lavorato nella industriosa Lombardia, si è ritirato oggi in una ridente frazione montana delle prealpi venete. Ha avuto il privilegio di poter sperimentare la vita senza il possesso dell’automobile per tredici lunghi anni. Ultimamente lo ha perso a causa del mutato contesto nel quale si trova a vivere e delle politiche di smantellamento del trasporto pubblico in atto ormai da diversi anni nel nostro paese e non solo. Ha dato vita a questo blog nell’ormai lontano 2009, spinto dalla necessità di preservare, per quanto possibile, il quartiere dove viveva dal quotidiano assalto delle lamiere.

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