TEMS, lo split modale di qualunque città con un’occhiata.

Segnaliamo oggi questo strumento lanciato da EPOMM-PLUS: un database che raccoglie in modo sintetico e immediatamente percepibile gli split modali di diverse città europee. Anche se i dati forniti spesso non sono aggiornatissimi, non sorprende che ancora una volta le città italiane presenti, con l’unica eccezione di Bolzano, non fanno una bella figura, con uno share modale dell’auto che la fa da padrone arrivando sempre a rappresentare almeno la metà degli spostamenti totali – molto spesso anche i due terzi. 

A giustificazione di questi pessimi risultati non si possono addurre i soliti pretesti tipo territori montuosi o clima rigido etc etc: TEMS è davvero spietato in questo mostrando come le città più virtuose non sono sempre localizzate in pianura o in zone benedette da un clima mite.

Un’altro aspetto utile di questo strumento è il fatto che permette di verificare se l’incremento di qualche modalità di spostamento sostenibile avviene a spese dell’auto o di qualche altra modalità che sarebbe opportuno invece sostenere. Per esempio Ferrara, città della bicicletta per antonomasia, registra una quota bassissima di spostamenti sia a piedi che con il trasporto pubblico, mentre la quota di spostamenti in auto registra un “normalissimo” (per gli standard italiani) 56%.

EPOMM-PLUS è figlio del progetto EPOMM (European Platform of Mobility Mangement) e focalizza la sua attenzione sulle nazioni con poca esperienza nel campo del mobility management per aiutarle ad integrare queste pratiche nelle singole politiche nazionali della mobilità.

 

Pubblicato da

Enrico

Enrico Bonfatti, dopo aver vissuto e lavorato nella industriosa Lombardia, si è ritirato oggi in una ridente frazione montana delle prealpi venete. Ha avuto il privilegio di poter sperimentare la vita senza il possesso dell'automobile per tredici lunghi anni. Ultimamente lo ha perso a causa del mutato contesto nel quale si trova a vivere e delle politiche di smantellamento del trasporto pubblico in atto ormai da diversi anni nel nostro paese e non solo. Ha dato vita a questo blog nell'ormai lontano 2009, spinto dalla necessità di preservare, per quanto possibile, il quartiere dove viveva dal quotidiano assalto delle lamiere.

Rispondi