Dubbi sui carburanti “verdi”.

In un documento preparata dall’Air Quality Expert Group (AQEG) per il Ministero dell’Ambiente britannico si mette in dubbio l’efficacia dell’impatto dell’uso dei biocarburanti sulla qualità dell’aria.

Quando l’espansione di questo settore venne stimolato moltissimo dagli interventi dell’Unione Europea parecchi anni fa, i biocarburanti venivano visti come portatori di un circolo virtuoso: un modo per aiutare gli agricoltori, creare sicurezza energetica, tagliare le emissioni di CO2 e ridurre l’inquinamento atmosferico. Ma ormai anche quest’ultimo presunto vantaggio viene messo in dubbio.

La ricerca sostiene che l’uso di biodiesel e bioetanolo ha avuto degli effetti poco chiari sulla qualtà dell’aria. Per esempio, sembra ci sia un aumento delle emissioni di inquinanti tossici come acetaldedide e formaldeide in seguito alla combustione di miscele di etanolo e non ci sono chiarezze sugli effetti del biodiesel per quanto riguarda le dimensioni del particolato e la sua composizione chimica. Questo indica il bisogno di ulteriori ricerche.

AQEG concluede che “il consumo di biocarburanti in miscele a bassa concentrazione fino al 15% non ha un grande effetto sulla qualità dell’aria, ma sono necessarie ulteriori ricerche sulle emissioni di miscele ad alta concentrazione se si vuole incoraggiare il loro utilizzo”.

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Enrico Bonfatti, dopo aver vissuto e lavorato nella industriosa Lombardia, si è ritirato oggi in una ridente frazione montana delle prealpi venete. Ha avuto il privilegio di poter sperimentare la vita senza il possesso dell'automobile per tredici lunghi anni. Ultimamente lo ha perso a causa del mutato contesto nel quale si trova a vivere e delle politiche di smantellamento del trasporto pubblico in atto ormai da diversi anni nel nostro paese e non solo. Ha dato vita a questo blog nell'ormai lontano 2009, spinto dalla necessità di preservare, per quanto possibile, il quartiere dove viveva dal quotidiano assalto delle lamiere.

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