“Meglio la corruzione dell’inquinamento”

E’ questa la sostanza del messaggio che Todd Edelman (Green Idea Factory) ha lasciato come commento a una discussione iniziata sul Sustran/Global South forum della New Mobility Agenda sui tentativi di limitare il parcheggio nei centri urbani attraverso l’imposizione di tariffe e regolamenti, che talvolta raggiungono almeno in parte i loro obiettivi, altre rischiano di lasciare troppo spazio a corruzione e privilegi. Questo tipo di problema di pone ogni volta che si tenta di internalizzare i reali costi dell’uso dell’auto che sono spesso lasciati a carico della collettività (per esempio in Italia è ancora tabù proporre una tariffa di parcheggio per i residenti che non dispongono di un posto auto privato). Letteralmente il messaggio dice “Brevemente (e semplicisticamente): preferisco la corruzione all’inquinamento”.  Si tratta di una grossa provocazione sulla quale vi lascio riflettere dando alcuni riferimenti sul contesto nel quale si è sviluppata questa discussione su questo argomento – spesso ignorato – di grande importanza politica.

Tutto è nato da un articolo postato da Paul Barter – docente alla Lee Kuan Yew School of Public Policy dell’Università Nazionale di Singapore e uno dei fondatori del Sustran Global South Forum – con il titolo India debates proof-of-parking laws sul suo blog Reinventing Parking . Come d’abitudine ha anche inoltrato il post al Sustran forum, accendendo la discussione che potete trovare su http://groups.yahoo.com/group/sustran-discuss/message/7011.

Ashok Datarm, uno dei membri del gruppo, ha espresso queste osservazioni particolarmente acute:

Esisteranno sempre dei sistemi per barare e violare leggi e regolamenti ma questo non significa che non dobbiamo trovare dei modi per regolamentare il parcheggio. Possiamo usare dei regolamenti migliori utilizzando migliori tecnologie. Dobbiamo adottare dei regolamenti grazie ai quali si riescano a stabilire tariffe sufficientemente alte e variabili (basandosi su localizzazione, ora, giorno e dimensioni dell’auto) e utilizzare tecnologie e disciplina per aumentarne il coefficiente di deterrenza. Se riusciamo a garantire un 90% di rispetto delle regole, non dobbiamo preoccuparci del 10% di evasione. Questo si può fare sia con i parcheggi giornalieri a tariffa oraria sia con quelli notturni a tariffa mensile; per entrambe le tipologie sono sufficienti tecnologie e regolamenti molto semplici.

Si tratta di uno dei sistemi più equi di addebitare alle auto private l’utilizzo che fanno dello spazio pubblico. Basta non avere paura e non nascondere la testa sotto la sabbia.

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Enrico

Enrico Bonfatti, dopo aver vissuto e lavorato nella industriosa Lombardia, si è ritirato oggi in una ridente frazione montana delle prealpi venete. Ha avuto il privilegio di poter sperimentare la vita senza il possesso dell’automobile per tredici lunghi anni. Ultimamente lo ha perso a causa del mutato contesto nel quale si trova a vivere e delle politiche di smantellamento del trasporto pubblico in atto ormai da diversi anni nel nostro paese e non solo. Ha dato vita a questo blog nell’ormai lontano 2009, spinto dalla necessità di preservare, per quanto possibile, il quartiere dove viveva dal quotidiano assalto delle lamiere.

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