La vostra città è una ciclista esordiente o professionista?


Vivete in una città esordiente o in una città campione in materia di mobilità ciclistica? mobilità urbana biciclette e mobilità ciclabile
Si è tenuto a Firenze lo scorso 3 dicembre il il workshop del progetto europeo PRESTO (“Promoting Cycling for Everyone as a Daily Transport Mode”), organizzato dalla European Cyclist’s Federation (ECF), e dalla Federazione Italiana Amici della Bicicletta (FIAB), in merito alla promozione ed alle politiche per l’uso della bicicletta come mezzo di trasporto quotidiano.

Il progetto intende dare risposta, per qualsiasi città, alla seguente domanda:

Vivete in una città esordiente o in una città campione in materia di mobilità ciclistica?

Riprendo in proposito parte del comunicato stampa di FIAB.

La domanda non è banale se pensiamo ai risvolti importanti che l’organizzazione degli spazi urbani e del traffico cittadino hanno sulla qualità della nostra vita e dei nostri figli, sulla salute e il benessere psico-fisico, sulla gestione del tempo e delle relazioni. Nondimeno, una città “cycle-friendly” dimostra di essere più competitiva in materia di marketing territoriale per la sua capacità di attrarre quella classe creativa – fatta anche di giovani e famiglie – che oggigiorno è indispensabile per mantenere vitali i centri urbani.

 L’urgenza di alleggerire la città dal peso di congestione e inquinamento trova una positiva risposta nelle forme di mobilità leggera, a condizione che questa sia sicura (=riduzione dell’incidentalità per tutti gli utenti della strada) e conveniente (=una rete di percorsi accessibile). Una città in cui la mobilità a piedi e in bicicletta sono privilegiate rispetto a forme di mobilità motorizzata è una città in cui la vita quotidiana è più agevole e meno faticosa. Per tutti!

***

Sempre sul tema, riprendo quanto segue da www.cittainbici.it:

Il Progetto rientra nel programma Intelligent Energy – Europe della Comunità Europea, finanziato dall’Agenzia Esecutiva per la Competitività e l’Innovazione (EACI) e coinvolge cinque città e un gruppo di esperti uniti per sviluppare strategie volte a sfruttare il potenziale della mobilità ciclistica urbana. Le città si differenziano in termini di dimensione, ubicazione, cultura e tradizione ciclistica. Tutte realizzeranno azioni in tre ambiti: pianificazione delle infrastrutture per la mobilità ciclstica, promozione della cultura della bicicletta e promozione delle pedelec / biciclette elettriche. Nel corso del progetto le città potranno usufruire di eventi di formazione e di supporto di esperti. La formazione sarà poi sviluppata con una serie di corsi virtuali in modalità e-learning sulle politiche di mobilità ciclistica, che in seguito saranno aperti a tutti i partecipanti interessati.

***

Il bello di questo progetto è che è stata definita una metodologia per classificare una qualsiasi città in base alle sue “prestazioni ciclabili” (considerando i dati su uso della bici, presenza di infrastrutture ciclabili, ecc.), grazie alla quale è possibile poi applicare ad ogni specifico caso una “scheda” di miglioramento (proprio come se si trattasse di una palestra!) contenente il giusto mix di azioni di promozione, incentivazione, investimenti infrastrutturali, ecc., perfettamente calibrato in base alle caratteristiche della città. Di materiale sulla ciclabilità ne circola tantissimo, ma questo appare particolarmente indicato per effettuare azioni mirate caso per caso, evitando di disperdere il (poco) tempo e le (sempre limitate) risorse economiche a disposizione.

Ecco un po’ di link utili:

***

Chiudo infine con un ottimo video sulle piste ciclabili olandesi (ripreso anche sul sito della nostra associazione Nuova Mobilità), che consiglio vivamente di guardare (clicca qui)

*****

da www.marcodemitri.it

Pubblicato da

Enrico

Enrico Bonfatti, dopo aver vissuto e lavorato nella industriosa Lombardia, si è ritirato oggi in una ridente frazione montana delle prealpi venete. Ha avuto il privilegio di poter sperimentare la vita senza il possesso dell'automobile per tredici lunghi anni. Ultimamente lo ha perso a causa del mutato contesto nel quale si trova a vivere e delle politiche di smantellamento del trasporto pubblico in atto ormai da diversi anni nel nostro paese e non solo. Ha dato vita a questo blog nell'ormai lontano 2009, spinto dalla necessità di preservare, per quanto possibile, il quartiere dove viveva dal quotidiano assalto delle lamiere.

Rispondi