Quando sento la parola revolver, tiro fuori la mia cultura.

Una teoria da lungo tempo accettata dalla New Mobility Agenda dice che non puoi mai sapere da dove arriverà la prossima buona idea. Così bisogna tenere continuamente spalancati occhi, orecchie e cervelli. Volkswagen nella Nuova Mobilità? Beh, può anche essere. Quello che segue è un vecchio post che pensiamo valga la pena riproporre.

Vecchia Mobilità in azione a Odenplan, Stoccolma

Hmmm.

Il nocciolo della New Mobility Agenda non riguarda tanto il controllo della tecnologia e dell’organizzazione – anche se è assolutamente necessario conoscere molto bene entrambe – ma soprattutto la cultura: percezioni, attitudini, scelte, comportamenti. E’ per questo che abbiamo da tempo ribaltato la frase immor(t)ale di Goebbels, in modo da avere qualche cosa con cui lavorare.

Come si può portare la gente a rinunciare all’uso della scala mobile?

Per quanto possa essere magnifica e importante non saremo mai capaci di far ingoiare a forza la nuova mobilità alla gente delle nostre democrazie vive, pluralistiche e litigiose (si suppone che la democrazia sia proprio questo amalgama spesso difficile).

Ecco un’idea:

Che apre nuove possibilità di scelta:

Possiamo usare i nostri cervelli per aiutare a portare avanti i cambiamenti indispensabili se vogliamo lasciarci alle spalle i nostri comportamenti macroscopicamente insostenibili.

Diteci cosa ne pensate.

Pubblicato da

Enrico

Enrico Bonfatti, dopo aver vissuto e lavorato nella industriosa Lombardia, si è ritirato oggi in una ridente frazione montana delle prealpi venete. Ha avuto il privilegio di poter sperimentare la vita senza il possesso dell'automobile per tredici lunghi anni. Ultimamente lo ha perso a causa del mutato contesto nel quale si trova a vivere e delle politiche di smantellamento del trasporto pubblico in atto ormai da diversi anni nel nostro paese e non solo. Ha dato vita a questo blog nell'ormai lontano 2009, spinto dalla necessità di preservare, per quanto possibile, il quartiere dove viveva dal quotidiano assalto delle lamiere.

4 pensieri su “Quando sento la parola revolver, tiro fuori la mia cultura.”

  1. Bellissimo!
    Davvero molto interessante.
    Fa venir voglia di pensare a quanto ci sarebbe da pensare per applicare la fun theory al trasporto pubblico…

  2. Forte!
    Anni fa suggerii a una catena di supermercati di ritarare singolarmente la frequenza del “bip” che emette lo scanner della cassa quando legge il codice a barre, utilizzando le ben note frequenze di riferimento delle note. A parte il vantaggio che ne avrebbe la cassiera la quale saprebbe riconoscere il “suo” bip di conferma lettura tra le altre dieci che la affiancano, l’attesa alla cassa sarebbe resa meno monotona e alienante da improbabili ma sorprendenti accordi (o discordi).

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