Ottimizzare il bike sharing in Europa – Un manuale

Negli ultimi anni abbiamo assistito all’avvio di numerosi ed eterogenei servizi di bike sharing in molte città europee. Partiti grazie all’entusiasmo di pochi e con un’offerta a bassissimo contenuto tecnologico questi progetti si sono sivluppati seguendo due strade: da una parte sistemi con tecnologie d’avanguardia che impiegando migliaia di biciclette e sostenuti da corposi finanziamenti; dall’altra sistemi piccoli e più economici con tassi di utilizzo più bassi. 
Comunque sia il bike sharing è una realtà molto recente e per questo finora non era disponibile molta letteratura che parlasse della fattibilità dei diversi sistemi di bike sharing in diversi contesti. Il manuale OBIS analizza nel dettaglio cifre e dati dei bike sharing di tutta Europa. Le caratteristiche come la tecnologia, le dimensioni, la progettazione del servizio vengono analizzate in contemporanea a fattori esterni propri delle città che lo hanno adottato. Infine il manuale fornisce un’ampia assistenza per quanto riguarda tutti e tre gli stadi del ciclo di vita di un servizio di bike sharing: progettazione, implementazione e ottimizzazione. Il manuale è uno strumento utile per le autorità pubbliche sia locali che regionali e nazionali che si occupano di mobilità, per i gestori dei servizi e per tutti coloro che vi sono più o meno direttamente coinvolti (come fornitori di arredo urbano, compagnie pubblicitarie, gestori dei parcheggi), per le compagnie di trasporto pubblico, per i ciclisti e per i pianificatori urbani.

Obis_Handbook.pdf

Fonte: Velomondial

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OBIS (Optimising Bike Sharing in European Cities) è il risultato dello sviluppo tumultuoso dei bike sharing nelle città Europee, in particolare Vélib a Parigi e Bicing a Barcellona. Finanziato dall’Unione Europea il progetto ha consentito ai 16 partner di nove paesi di valutare i servizi di Bike Sharing di tutta Europa. Il progetto è partito nel settembre 2008 e si è concluso tre anni dopo, nell’agosto dell’anno scorso.

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Enrico

Enrico Bonfatti, dopo aver vissuto e lavorato nella industriosa Lombardia, si è ritirato oggi in una ridente frazione montana delle prealpi venete. Ha avuto il privilegio di poter sperimentare la vita senza il possesso dell'automobile per tredici lunghi anni. Ultimamente lo ha perso a causa del mutato contesto nel quale si trova a vivere e delle politiche di smantellamento del trasporto pubblico in atto ormai da diversi anni nel nostro paese e non solo. Ha dato vita a questo blog nell'ormai lontano 2009, spinto dalla necessità di preservare, per quanto possibile, il quartiere dove viveva dal quotidiano assalto delle lamiere.

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