Trasporto pubblico gratuito: può essere utile?

I trasporti pubblici di Tallin saranno gratuiti a partire dall’anno prossimo. E’ quanto è stato deciso in un referendum appena conclusosi nella capitale estone. Quanto la decisione della giunta comunale di proporre il referendum sia stata dettata da mere esigenze elettorali e quanto da una reale preoccupazione per la qualità della vita dei propri amministrati è difficile da giudicare. Non si capisce come verrà finanziato il mancato introito derivante dagli incassi per biglietti e abbonamenti.

Ma se si vuole osservare la cosa da un punto di vista diverso da quello meramente ragionieristico, il problema di fondo probabilmente è un altro: può un singolo provvedimento in favore del trasporto pubblico preso senza una concomitante strategia di disincentivo all’utilizzo dell’auto limitare il ricorso a quest’ultima? Potremmo essere indotti a pensare che a Tallin, con uno share modale relativo agli spostamenti automobilistici intorno al 25%, possa essere superfluo pensare a un’ulteriore riduzione di questi ultimi. In realtà molte altre città nel mondo si stanno attrezzando per ridurre quote di spostamenti in auto simili a quelle della capitale estone. Un esempio è Seoul.

Un esempio di tentativo – durato circa tre anni – di fornire un servizio di trasporto pubblico gratuito è quello di Bologna negli anni settanta. L’esperimento terminò a causa dell’incapacità dell’Amministrazione Comunale di reperire dalla fiscalità generale i fondi necessari per finanziarlo. Ma a parte questo problema di non poco conto sarebbe interessante riuscire a capire se questa decisione contribuì in qualche modo a ridurre il traffico del capoluogo emiliano e, se sì, se venne introdotta in concomitanza di altre misure – sia restrittive del traffico veicolare privato che di stimolo ad altre modalità di spostamento.

Una piccola rassegna di post che parlano dell’argomento:

Eco dalle Città

Laboratorio per la sussidiarietà

This Big City

Estonian Public Broadcasting

Pubblicato da

Enrico

Enrico Bonfatti, dopo aver vissuto e lavorato nella industriosa Lombardia, si è ritirato oggi in una ridente frazione montana delle prealpi venete. Ha avuto il privilegio di poter sperimentare la vita senza il possesso dell'automobile per tredici lunghi anni. Ultimamente lo ha perso a causa del mutato contesto nel quale si trova a vivere e delle politiche di smantellamento del trasporto pubblico in atto ormai da diversi anni nel nostro paese e non solo. Ha dato vita a questo blog nell'ormai lontano 2009, spinto dalla necessità di preservare, per quanto possibile, il quartiere dove viveva dal quotidiano assalto delle lamiere.

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