Ridurre il traffico attraverso il road pricing

Uno studio di alcuni ricercatori cileni arriva a conclusioni forse scontate ma non sempre (quasi mai) tenute in considerazione quando si tratta di compiere delle scelte. Tra le strategie da utilizzare per puntare a una riduzione del ricorso all’auto e a un aumento dell’utenza dei trasporti pubblici quella più efficace è l’applicazione di forme di pedaggio dell’uso automobilistico del suolo pubblico. Il road pricing è risultata la strategia migliore delle tre analizzate dagli autori della ricerca che comprendevano anche il finanziamento pubblico delle tariffe di tram e autobus e il potenziamento dei servizi attraverso allargamenti della rete di trasporto pubblico.

Il road pricing pare contribuire a ridurre il traffico di percentuali comprese tra il 20 e il 30%, mentre un’estensione delle reti di trasporto su ferro contribuisce a ridurre di circa il 4% il traffico e ad aumentare del 3% l’utenza dei TPL per ogni 10 punti percentuali di aumento dei chilometri di binari. Nessun effetto sembra invece avere il finanziamento delle tariffe dei trasporti pubblici sui livelli di utenza e su quelli del traffico.

Questo non significa, come sottolineano gli stessi ricercatori, che i finanziamenti alle tariffe dei trasporti pubblici vadano abolite (lo studio non prende in considerazione gli effetti di una loro eliminazione totale) ma semplicemente che se ci si pone come obiettivo la riduzione del traffico e l’aumento dell’utenza del trasporto pubblico la via maestra è quella delle forme di road pricing.

Lo studio è disponibile (a pagamento) su Transport Policy

Pubblicato da

Enrico

Enrico Bonfatti, dopo aver vissuto e lavorato nella industriosa Lombardia, si è ritirato oggi in una ridente frazione montana delle prealpi venete. Ha avuto il privilegio di poter sperimentare la vita senza il possesso dell'automobile per tredici lunghi anni. Ultimamente lo ha perso a causa del mutato contesto nel quale si trova a vivere e delle politiche di smantellamento del trasporto pubblico in atto ormai da diversi anni nel nostro paese e non solo. Ha dato vita a questo blog nell'ormai lontano 2009, spinto dalla necessità di preservare, per quanto possibile, il quartiere dove viveva dal quotidiano assalto delle lamiere.

Rispondi