La vita senz’auto come obiettivo delle politiche dei trasporti.

Che concorrenza hanno le automobili nella vostra città? Non intendo concorrenza tra Toyota, Ford o Hyundai. Non intendo nemmeno la concorrenza tra l’automobile e il trasporto pubblico per andare al lavoro questa mattina. Sto parlando della competizione tra uno stile di vita basato sulla proprietà privata dell’auto e un complesso di alternative di trasporto che nel loro insieme caratterizzano uno stile di vita completamente diverso, basato su un “pacchetto mobilità” sufficientemente attraente da rendere un optional il possesso di un’auto.

Paul Barter, National University of Singapore

In posti come Manhattan od Hong Kong o i centri di Zurigo, Parigi, Tokyo e Londra uno stile di vita senz’auto rappresenta già oggi un’opzione presa in considerazione anche dalle persone benestanti. E’ possibile aumentare il numero di luoghi dove il non possesso di un’auto possa diventare il simbolo di una migliore qualità della vita? Possiamo riuscire a rendere l’utilizzo dell’auto un fenomeno più contingente e meno connaturato ai nostri stili di vita e ai nostri sistemi urbani? Come? Il post che segue è il riassunto di una mia presentazione in power point che prova ad affrontare alcune di queste tematiche in maniera non tecnica.

* Per scaricare la presentazione completa cliccate sul link sottostante:

Under-appreciated and neglected urban transport policy opportunities (and reframing competition in urban transport)

In questa presentazione sottolineo la poca attenzione e sottovalutazione che si riscontra spesso riguardo ad alcuni aspetti del trasporto urbano:

  • L’integrazione e la complessità del trasporto pubblico;
  • brevi spostamenti da 1 a 4 km;
  • taxi e car-sharing;
  • strutture dei costi del possesso di un’auto;
  • politiche di gestione dei parcheggi.

Quello che li accomuna è il fatto che la loro importanza cresce moltissimo se la nostra attenzione è rivolta alla competizione con uno stile di vita automobile piuttosto che al fatto di convincere la gente a uscire dall’auto per effettuare specifici spostamenti. I messaggi centrali della presentazione sono i seguenti:

  • le politiche dei trasporti che puntino a creare città più vivibili devono avere il coraggio di competere con successo con la proprietà privata dell’automobile;
  • vedere lo stile di vita automobile come il nostro principale concorrente allarga e arricchisce il nostro orizzonte di possibilità e politiche;
  • immaginare un eccellento servizio di mobilità indipendente dal possesso di un’automobile stimola una riflessione critica sulle soluzioni basate sulla proprietà privata della medesima.

Credo che questa linea di pensiero possa dare speranza a far gradualmente crescere le alternative a uno stile di vita basato sul possesso dell’auto. Riassume temi che ho già trattato altrove, quiqui and qui. Altre persone hanno lavorato su queste linee di pensiero. Tra queste Robin ChaseChris Bradshaw,Eric Britton, l’ultimo Bill Mitchell, e Susan Zielinski. Per ulteriori dettagli su questo tipo di approccio potete consultare questa mia relazione sull’argomento.

Articolo originale: Let’s give cars more competition

Traditi dalla fretta – pubblicato su NM il 10 settembre 2010

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L’autore:

Paul Barter è assistente presso la Lee Kuan Yew School of Public Policy, National University of Singapore dove insegna politica delle infrastrutture, politica urbana, politica dei trasporti e introduzione alle politiche pubbliche. Ha al suo attivo pubblicazioni sulle politiche dei trasporti a Kuala Lumpur e Singapore. I suoi attuali interessi di ricercatore sono nell’innovazione del traffic management e nella regolamentazione del trasporto pubblico.

Pubblicato da

Enrico

Enrico Bonfatti, dopo aver vissuto e lavorato nella industriosa Lombardia, si è ritirato oggi in una ridente frazione montana delle prealpi venete. Ha avuto il privilegio di poter sperimentare la vita senza il possesso dell’automobile per tredici lunghi anni. Ultimamente lo ha perso a causa del mutato contesto nel quale si trova a vivere e delle politiche di smantellamento del trasporto pubblico in atto ormai da diversi anni nel nostro paese e non solo. Ha dato vita a questo blog nell’ormai lontano 2009, spinto dalla necessità di preservare, per quanto possibile, il quartiere dove viveva dal quotidiano assalto delle lamiere.

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