
Trasporto pubblico? Biciclette? Pedoni? Car pooling? Car sharing? Gente bloccata in casa? Anziani? Disabili? Poveri? Persone impossibilitate a trovare un lavoro? O che ci mettono ore ad arrivarci perchè non hanno altre scelte? Spendere i soldi pubblici per loro? Bah! Ho cose più importanti da fare. Perchè preoccuparsi di una marginale minoranza? Concentriamo l’attenzione e gli sforzi sui grandi problemi, quelli della maggioranza. Gli automobilisti e le automobili sono la maggioranza.
Non così in fretta! Pensiamoci un attimo.
Davvero un peccato. Nel mondo reale della mobilità umana non c’è – se si osservano a fondo le cose – un “grande problema”. E quindi non esistono grandi soluzioni. C’è, bene o male, solo una continua confluenza estremamente variabile di un vastissimo numero di problemi molto diversi, persone molto diverse, desideri molto diversi, possibilità molto diverse, decisioni molto diverse. E scelte molto diverse. E conseguenze molto diverse. Il caleidoscopio della vita quotidiana.
La visione “vecchiomobilistica” della società alla quale siamo stati per lungo tempo assuefatti è fondamentalmente un panorama molto semplificato di muscolosi lavoratori con occupazioni sicure, orari fissi, spostamenti ben definiti, che saltano dentro l’auto e si allacciano la cintura per garantire la “sicurezza della guida”. Molto simpatico.
Tutti coloro che – come Veronica Moss – sono ben serviti dalle “normali soluzioni trasportistiche” del XX secolo, cioè dalle sovradimensionate e costosissime infrastrutture che continuiamo a costruire e mantenere per perpetuare l’agonia di un sistema di trasporto automobile senza alternative (e quelle macchine quasi sempre vuote e ferme).
Qualcosa come l’ottanta per cento dei finanziamenti locali ai trasporti della maggior parte delle città del mondo va a queste infrastrutture automobili: strade, ponti, gallerie, prevenzione degli incidenti, svincoli a quadrifoglio etc etc. La vita è bella.
E poi c’è “il resto” di tutti noi, tra cui: anziani, disabili, poveri, abitanti delle campagne etc etc etc. E naturalmente gli anziani disabili poveri residenti in campagna.
Anche loro naturalmente hanno diritto ad essere serviti altrettanto bene. Giusto. Così diamogli un contentino qua e là. Ma il grosso degli introiti fiscali deve essere speso nel garantire soluzioni di qualità per la mobilità delle “persone normali”. Non vi sembra giusto?
Scusate ma no, non è giusto per niente. Effettivamente è sbagliato al 100%. E’ sbagliato perchè è un modo di vedere iniquo e incivile. E oltre a questo si basa anche su un falso presupposto. Perchè?
Perchè questo splendido quadretto della società con te e me al volante di una decapottabile con il vento che ci scompiglia i lunghi e biondi capelli, non regge semplicemente alla prova di realtà. Non lo reggeva nemmeno in passato e con le nostre società opulente che stanno invecchiando oggi è assurdamente irrealistico. Ecco la sorpresa, l’elemento imprevisto:
la “maggioranza dei trasporti” non è quella immaginata dalla gente, politici e esperti dei trasporti compresi.
La maggioranza dei trasporti è composta da tutti coloro che sono sempre peggio serviti da tossiche soluzioni automobilistiche parziali e senza scelta che divorano i soldi dei contribuenti senza permettere altre scelte. E ogni anno, con l’invecchiamento della popolazione, questa maggioranza cresce.
Di seguito una breve lista di tutti coloro che compongono questa maggioranza fino ad oggi fin troppo silenziosa:
- Tutti quelli che nella vostra città, nel vostro paese e tra i vostri elettori non possiedono o non hanno un facile accesso a un’automobile.
- Tutti quelli che non sono in grado di guidare.
- Tutti quelli che non possono permettersi di possedere e mantenere un’auto di proprietà (e ricordiamoci che questa costa un sacco di soldi DOPO aver pagato le tasse).
- Tutti quelli che non dovrebbero guidare (per una serie di motivi e limitazioni conseguenti all’età, alla salute, alle condizioni psicologiche…)
- Tutti quelli che vivono in grandi città e che per ragioni di densità abitativa, salute pubblica e qualità della vita urbana hanno bisogno di un buon sistema di mobilità non automobile.
- Tutti quelli che di fatto preferirebbero andare in giro camminando, pedalando o con qualche forma di trasporto condiviso e che oggi non possono farlo in maniera affidabile e sicura perchè tutti i soldi vengono spesi nel sistema automobile, fondamentalmente e finanziariamente incompatibile con queste forme di mobilità più “dolci” e più salutari.
- Tutti coloro che soffrono qualche forma di disabilità che rende loro difficoltosa la guida o addirittura l’accesso a forme tradizionali di trasporto pubblico.
- Tutti coloro che non sono in grado di assumersi temporaneamente la responsabilità di mettersi al volante (stanchezza, nervosismo, qualche forma di intossicazione…)
- Tutti coloro che oggi vivono in isolamento e non riescono a partecipare pienamente alla vita sociale della loro comunità semplicemente perchè non hanno a disposizione un modo decente di spostarsi.
- E – non dimenticatelo! – tra qualche anno anche voi!
Come uscire da questa situazione? Semplice, andate a votare!
Per sindaci, consiglieri, deputati pronti a lavorare per la maggioranza dei trasporti.
Per sindaci, consiglieri e deputati pronti a unirsi alla maggioranza dei trasporti andando al lavoro e spostandosi nella loro città con i trasporti pubblici, a piedi, pedalando, usando il car pooling o il car sharing. O meglio ancora, una combinazione di tutte queste modalità. L’esempio al governo. Come quellodanese.
E non votate per gli altri.
Capiranno il vostro messaggio.