Evitare, Migliorare, Modificare

Questo post è il primo di una serie che verrà pubblicata da The City Fix, dedicata ad analizzare lo stato dell’arte degli sforzi che si stanno attuando per spostare l’attenzione dalla mobilità delle automobili a quella delle persone. Propone di prendere in considerazione una diversa normalità, nella quale le auto sono una parte della mobilità urbana, ma non la sua principale caratteristica.

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Per un cambio di paradigma della mobilità urbana

I sistemi di trasporto sono di vitale importanza per la sostenibilità ambientale, sociale ed economica. Sfortunatament lo status quo dei sistemi di trasporto attuali ha generato  parecchie conseguenze negative sulla nostra società. Il settore trasporti è responsabile del 14.5% delle emissioni globali di CO2.Se continuiamo sulla strada della crescita della motorizzazione di massa, il consumo di energie e le emissioni del settore trasporti saranno cresciute dell’80% nel 2050. La maggior parte di queste emissioni sarà di origine urbane – dove già oggi vive oltre la metà della popolazione mondiale. La mobilità motorizzata privata (auto, moto…) sarà responsabile del 90% di questo aumento, contribuendo a peggiorare l’inquinamento atmosferico e la sicurezza stradale delle grandi città. Attualmente più di 2 milioni di persone muoiono prematuramente tutti gli anni a causa dell’inquinamento e più di 1.2 milioni vengono uccise in incidenti stradali. Inoltre i costi finanziari della congestione cronica, dell’inquinamento e della sicurezza stradali vengono calcolati in circa il 10% del PIL. Di fronte a un processo di urbanizzazione e motorizzazione senza precedenti queste cifre sconvolgenti rischiano di venire accettate come “business as usual”.

Business as  usual

Chart by EMBARQ.

Per invertire questa insostenibile rotta dobbiamo porre in essere uno sforzo globale e consapevole per evitare spostamenti non indispensabili, modificare lo share modale di quelli indispensabili in favore di modalità di trasporto più efficienti e migliorare l’efficienza energetica dei sistemi di trasporto.

Tre termini da ricordare per lo schema E-M-M: Evitare, Modificare, Migliorare.

I mgilioramenti nelle tecnologie dei mezzi di trasporto hanno già contribuito ad aumentarne l’efficienza energetica e a ridurne le emissioni. Ma questi sforzi sono ben lontani da consentire da soli a contenere l’aumento di temperatura previsto per il 2050 sotto i 2°C – uno scenario climatico indicato con la sigla 2DS. L’Agenzia Internazionale per l’Energia ha anche analizzato i possibili scenari 4DS e 6DS, che contemplano rispettivamente aumenti della temperatura di 4 e 6°C, i cui effetti sarebbero ancora più disastrosi dello scenario 2DS.

Le scoragganti implicazioni di questi scenari climatici rappresentano i motivi per i quali il settore trasporti  deve evitare, migliorare e modificare. Queste strategie generano numerosi benefici tra i quali la riduzione della mortalità da incidenti, un aumento dell’attività fisica, una migliore qualità dell’aria, opzioni di trasporto più eque, tutte volte a valorizzare l’accessibilità, la qualità e la convenienza della vita nelle città. Inoltre ridurre le spese per carburante, veicoli e infrastrutture stradali ha un senso anche dal punto di vista economico – a maggior ragione se si fa il più in fretta possibile. Secondo l’Agenzia Internazionale per l’Energia i risparmi che si otterrebbero nello scenario 2DS rispetto al 4DS sarebbero di circa 50mila miliardi di dollari.

In questa serie di post divulgheremo i trend positivi che si stanno manifestando in tutto il settore trasporti, elencando le migliori pratiche dello schema Evitare, Modificare, Migliorare che secondo noi stanno portando la mobilità urbana verso un nuovo paradigma.

La mobilità nei paesi industrializzati e in quelli emergenti

Adottare le strategie E-M-M nelle economie emergenti richiederà una totale revisione dello sviluppo orientato all’auto che è ormai lo standard nelle economie industrallizzate. Fattori importanti che contribuiranno al successo di queste strategie saranno le preferenze dei consumatori, la cultura, il costo e la qualità delle alternative alla proprietà privata delle automobili.

È importante che  anche le nazioni industrializzate modifichino i loro comportamenti di trasporto con un’attenzione particolare alle modifiche delle tecnologie e delle tipologie di carburanti. Le scelte che faranno le città dei paesi emergenti e industrializzati  avranno profonde conseguenze nel lungo periodo.

Articolo originale: On the move: steering urban transport in a new direction

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L’autore

Dario Hidalgo dirige la rete internazionale di ingegneri dei trasporti e scienziati ambientalisti di EMBARQ. Ha più di 20 anni di esperienza come consulente nel campo dei trasporti e funzionario governativo. Ha perseguito un Ph.D in pianificazione trasportistica alla Ohio State University e una laurea in Ingegneria Civile alla Universidad de los Andes, Colombia. Vive con la famiglia a Bogotà, Colombia.

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Pubblicato da

Enrico

Enrico Bonfatti, dopo aver vissuto e lavorato nella industriosa Lombardia, si è ritirato oggi in una ridente frazione montana delle prealpi venete. Ha avuto il privilegio di poter sperimentare la vita senza il possesso dell’automobile per tredici lunghi anni. Ultimamente lo ha perso a causa del mutato contesto nel quale si trova a vivere e delle politiche di smantellamento del trasporto pubblico in atto ormai da diversi anni nel nostro paese e non solo. Ha dato vita a questo blog nell’ormai lontano 2009, spinto dalla necessità di preservare, per quanto possibile, il quartiere dove viveva dal quotidiano assalto delle lamiere.

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