La pillola amara della sostenibilità

E perchè i politici farebbero bene a ingoiarla

Una serie di semplici fatti che politici, amministratori e tecnici della maggior parte delle città di tutto il mondo trovano molto difficile digerire, ma senza i quali non saranno mai in grado di governare una transizione verso città e mobilità sostenibili.

  1. DOMANDE: pensate di sapere quali sono le risposte ai problemi trasportistici della vostra città. Ma la realtà è che non lo sapete. Infatti è più che probabile che non sappiate nemmeno quali sono le domande che devono essere poste. Questa è la cosa più importante: individuare la domanda giusta che possa almeno aprire la strada alle risposte giuste.
  2. MENTALITÀ: è necessario che la cambiate. Questo è il passaggio più difficile perchè richiede che prima accettiate il fatto che gli antichi modi di pensare e di agire non serviranno a niente.
  3. ADESSO: se volete accollarvi le responsabilità che vi competono, non potete permettervi di posporre ad altra data queste fondamentali decisioni ed iniziative. I problemi sono attuali e peggiorano di giorno in giorno. Quindi il momento di iniziare è adesso.
  4. LAVORO: è necessario lavorare duramente per riuscire a controllare questo processo di governance molto impegnativo. Questo può rivelarsi scomodo, ma è di vitale importanza.
  5. ASCOLTO: bisogna essere in grado di ascoltare la cittadinanza interessata al problema, le ONG e altri che potrebbero non riconoscersi nella tradizione e nei vecchi modi di pensare. Ascoltate attentamente, coinvolgeteli, permettete loro di cambiare il vostro punto di vista e trasformateli in una parte della soluzione.
  6. PACCHETTI DI MISURE: bisogna mettere da parti i sogni di spettacolari soluzioni tecnologiche – e concentrarsi invece su pacchetti – complessi, interattivi e attentamente confezionati – di misure a breve termine e relativamente economiche che dovrete continuamente ricalibrare in un processo di apprendimento sul campo.
  7. AUTOMOBILI: ci saranno molte meno automobili circolanti nella vostra città ma non scompariranno completamente. In ogni caso avranno nuovi compiti molto diversi e indispensabili. La conoscenza, gli esempi, gli strumenti e le dimostrazioni sono lì ad aiutarvi a mettere in moto questo processo di transizione. Create un clima di cambiamento partecipativo nella vostra città.
  8. ECONOMIA: dovrete utilizzare in modo creativo gli strumenti economici che avete a disposizione (es. tariffe di parcheggio, tariffe sulla congestione, incentivi)  per raggiungere i vostri obiettivi. Queste misure rischiano di essere estremamente impopolari in certe fasce della popolazione.
  9. IMPOPOLARITÀ: bisogna saper accettare che alcuni elementi di questa fase di transizione saranno talvolta molto impopolari e vi faranno sentire sotto pressione – almeno fino al momento in cui non avranno prodotto i loro effetti positivi.
  10. PATRIARCATO / PARITÀ DI GENERE: dovete accettare che gran parte della debolezza delle tradizionali strutture decisionali nel settore è che questo è quasi completamente gestito da maschi (che sono quasi sempre proprietari/guidatori di automobili); per contrastare questo bisogna favorire la parità di genere a tutti i livelli della catena decisionale ed esecutiva.
  11. ESEMPIO: caro/a Sindaco/a voi e i vostri collaboratori dovete essere tra i primi a mostrare la strada, fungendo da esempio per gli altri. Non basta sorridere  davanti a una folla di fotografi durante la Settimana della Mobilità o in qualche altra rara occasione. Gli elettori hanno bisogno di vedere i loro rappresentanti sugli autobus, in bici, sui marciapiedi mentre si recano ai loro appuntamenti di lavoro. Altrimenti rischia di essere l’ennesimo stanco esempio di PAU (Politics As Usual).

È tutto. Se siete in grado di porre le giuste domande, gestire queste problematiche e attuare i necessari cambiamenti per la vostra città potete essere sicuri che vincerete ogni elezione che affronterete fino a che vorrete prendervi questa responsabilità. La capacità di leadership è la differenza tra una politica della saggezza e la politica della sopravvivenza.


L’autore:

Eric Britton

Formatosi come economista dello sviluppo, Eric Britton è Managing Director di EcoPlan International, una rete non governativa di consulenza sulle politiche e i processi di decision making nel campo dell’innovazione tecnica e sociale e dello sviluppo sostenibile. Insegna Sviluppo Sostenibile, Economia e Democrazia all’Institut Superior de Gestion (Parigi). Fondatore di World Streets, i suoi ultimi lavori si concentrano sugli argomenti dell’equità, dell’economia e dell’efficienza nei trasporti urbani e negli spazi pubblici.

Pubblicato da

Enrico

Enrico Bonfatti, dopo aver vissuto e lavorato nella industriosa Lombardia, si è ritirato oggi in una ridente frazione montana delle prealpi venete. Ha avuto il privilegio di poter sperimentare la vita senza il possesso dell’automobile per tredici lunghi anni. Ultimamente lo ha perso a causa del mutato contesto nel quale si trova a vivere e delle politiche di smantellamento del trasporto pubblico in atto ormai da diversi anni nel nostro paese e non solo. Ha dato vita a questo blog nell’ormai lontano 2009, spinto dalla necessità di preservare, per quanto possibile, il quartiere dove viveva dal quotidiano assalto delle lamiere.

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